INDIA Marò rischiano la pena capitale C'è anche l'associazione a delinquere A PAGINA 5A PAGINA 2 CARCERI Situazione insostenibile Amnistia, cauzione depenalizzazione per svuotare le celle DuccioRugani Tra il primo ed il secondo turno di queste Amministrative si è fatto una gran parlare della “Foto di Vasto”. Vendola, Bersani e Di Pietro, sorridenti e assieme. Che il maggior schiamazzo l'abbia fatto il leader dell'IdV non ci sorprende. Per quanto capace in altre incombenze, è quello più ignorante in materia di cultura della Sinistra. Perché la “Foto di Vasto” racchiude anche elementi compromettenti per la Sinistra italiana; se di primo acchito è un richiamo rivolto al Pd ad impegnarsi nel Cantiere delle Sinistre anziché seguire le chimere del Terzo Polo, ad un esame più approfondito la stessa è fortemente conservativa, nonché orientata a uno statalismo fatto di regole e uomini giusti. Solo qualche anno fa, la foto simbolo sarebbe stato un ritratto del Che, un migrante vittima di un naufragio, un bel viso di ragazza dipinto dai colori della pace, una manifestazione per il diritto alla casa. Certo, nella “Foto di Vasto” si ritrae anche un omosessuale, un angelo del fango competente in economia sociale e un magistrato, ma questa caratterizzazione non risalta all'occhio dei più. Sono quello che sembrano: tre politici di successo solo scalfiti dal fango di questi giorni. Se vuol essere un'immagine politica positiva, questo è perché suscita un desiderio di alternanza nei molti italiani che, insoddisfatti del voto espresso nel 2008, non lo ripeterebbero oggi. Non è un'immagine che invece scalda il cuore di chi è rimasto a Sinistra e crede ancora nel realizzarsi della massima “ciascuno secondo le sue abilità, a ciascuno secondo i suoi bisogni” (cfr Karl Marx, o se si preferisce Atti degli Apostoli 4,35). Oggi che parliamo di Sinistra europea (cfr David L.Malesi pag.8), mi risulta difficile metterla a confronto con quella italiana che sembra aver smesso di battersi per il cambiamento da quando ha assaggiato la seduzione del grande stato con capacità di riempirlo di regole ed uomini. Scelte discutibili l'hanno poi privata di rappresentanze in Parlamento ed a Bruxelles nonostante consensi oscillanti fra 1,5 e 2 milioni di elettori; di recente l'unica tematica efficace è stata quella del lavoro e l'azione politica è soprattutto stata esplicata all'interno del sindacato. Il primo turno amministrativo oggi ci regala una nuova diaspora: chi chiedeva alla Sinistra di continuare a battersi per riformare la societa ha cercato quest'azione in seno ai movimenti grillini, la classe dirigente è rimasta dov'era, nascosta dalla “Foto di Vasto”, i grandi principi che Norberto Bobbio poneva alla base del desiderio di trasformazione della Società sono ormai solo in biblioteca. direttore@corrnaz.it L'Europa vira a sinistra. Se non tutta, almeno in parte. Lo dimostra l'exploit in Francia, dove si è registrato il successo di Jean-Luc Mélenchon, leader del Front de Gauche che ha raccolto l'11% di consensi alle presidenziali ed è stato decisivo per l'elezione del socialista Hollande. Se ne è avuta la conferma in Grecia, dove per uscire dalla crisi il 20% ha votato la sinistra radicale di Syriza, un movimento guidato da Alexis Tsipras che racchiude le anime “rosse” del Paese. E il messaggio che arriva dai due leader, che abbiamo intervistato, è un chiaro “no” alle politiche di austerity che l'Europa ha imposto e continua ad imporre per fronteggiare la crisi. Per la crescita, dicono, bisogna uscire da quelle logiche proprie della globalizzazione che hanno portato alla catastrofe. Il lavoro, gli aiuti alle famiglie, il rilancio della scuola pubblica, in Francia come in Grecia, sono le priorità su cui Mélenchon e Tsipras promettono battaglia. Temi cari anche alla sinistra italiana che però da anni è ormai relegata a forza extraparlamentare, in Italia come in Europa. Una sinistra che paga in primis la sua frammentazione: non è un caso che sia il Front de Gauche sia Syriza siano due blocchi che fanno dell'unità la loro arma principale. DAVIDEMALESIALLEPAGINE8E9 Vento di sinistra Grecia e Francia rispolverano Marx. Italia controcorrente a Roma prezzo promozionale = 0,10 euro; *In Umbria: Abbinamento obbligatorio il Cittadino Oggi CORRIERE Nazionale+CORRIERE DELL'UMBRIA = 1,20 euro; in Provincia di Arezzo: Abbinamento obbligatorio il Cittadino Oggi CORRIERE Nazionale+CORRIERE DI AREZZO = 1,20 euro; in Provincia di Siena: Abbinamento obbligatorio il Cittadino Oggi CORRIERE Nazionale+CORRIERE DI SIENA = 1,20 euro; in Provincia di Grosseto: Abbinamento obbligatorio il Cittadino Oggi CORRIERE Nazionale+CORRIERE DI MAREMMA = 1,20 euro; in Provincia di Viterbo: Abbinamento obbligatorio il Cittadino Oggi CORRIERE Nazionale+CORRIERE DI VITERBO = 1,20 euro; in Provincia di Rieti: Abbinamento obbligatorio il Cittadino Oggi CORRIERE NAZIONALE + CORRIERE DI RIETI e SABINA = 1,20 euro ANNO XX N. 118 Euro 0,50* Sabato 19 Maggio 2012 Un G8 per salvare l'Europa LA POLEMICA Giù le mani da Fido e Micio. Se temi come finanza e lavoro dividono il mondo politico è bastata la proposta di una tassa sugli animali domestici a mettere tutti d'accordo con un bel “no”, dal Pdl al Pd. Ma andiamo con ordine. Esiste una proposta in dirittura d'arrivo in commissione Affari Sociali della Camera che prevede che i Comuni possano istituire una tassa per i proprietari di cani e gatti per finanziare iniziative contro il randagismo. E ieri il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo, ha detto di “concordare in linea di principio con l'istituzione di una nuova tassa sugli animali domestici”. Per fare marcia indietro su Twitter dopo la valanga di critiche piovutegli addosso. «Era solo una battuta nei confronti di un deputato che l'aveva proposta» ha precisato. Ma le polemiche nel frattempo non sono mancate. Nell'ordine si sono detti contrari il Pdl ( «Un'idea assurda, al Senato non passerà mai» ha dichiarato Maurizio Gasparri), il Pd ( «Correggere una norma che non si allinea di certo ai tempi e che non può essere imposta agli italiani in un momento di crisi» ha affermato il deputato Beppe Viola), i Verdi («È una tassa sugli affetti: a quando una tassa sugli amici?» ha dichiarato Angelo Bonelli), poi il Codacons, Legambiente e pure la regina del circo Moira Orfei. Va bene tassare tutto insomma,ma c'è un limite alle imposte. Dante L. Bigagli Negli Usa, assieme ai grandi del pianeta, Mario Monti continuerà a sostenere ciò che ha sempre sostenuto e cioè che gli investimenti produttivi, che possono far bene alla crescita, dovrebbero essere scorporati dalla spesa corrente. A poche ore dall'arrivodei capi di stato e di governo del G8 a Camp David è quanto trapela da ambienti governativi. Questa mattina sarà proprio il premier italiano, su incarico della presidenza americana di turno del G 8 ad aprire i lavori della prima sessione interamente dedicata ai temi dell'economia globale. Monti parlerà alle 9 ore americane, alla presenza dei leader, del presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso e del Presidente del Conglio Ue Herman Van Rompuy.E al centro del suo intervento ci sarà il bisogno di rilanciare la crescita, in Europa e nel mondo, non solo attraverso politiche rigorose di bilancio ma anche grazie a investimenti produttivi. Sicuramente a Camp David non si assisterà a quello scontro frontale tra diverse ricette per la crescita che alcuni si aspettano. Obama non vuole creare fratture fra Germania e Francia. Ma certo la ricetta del ministro Monti piacerà al neo inquilino dell'Eliseo Hollande che ha fatto della contrarietà al rigore la sua bandiera elettorale. Così come al premier inglese Cameron. Piacerà anche alla Merkel? Dopo la sconfitta interna,ci si attende un'apertura. ALTROSERVIZIOAPAGINA6 Tassatemi tutto ma non Fido e Micio L'epitaffio di Vasto L'editoriale
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