5 4 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it soluzioni Il pacchetto “Casa Energia” è una soluzione ideata da Fondital per consentire al cliente di soddisfare le proprie esigenze di riscaldamento e di produzione di energia nel rispetto dell'ambiente e, soprattutto, della recente legislazione sul rendimento energetico nell'edilizia. L'azienda bresciana, punto di riferimento sul mercato da oltre 40 anni, ha diversificato la gamma dei propri prodotti parallelamente alle esigenze di mercato. RadiatoRi pRessofusi I radiatori pressofusi Fondital sono la soluzione più semplice e immediata alle necessità di riscaldamento domestico: si servono, infatti, di una temperatura di mandata dell'acqua ridotta, assicurando ottimi livelli di comfort. Inoltre, hanno il vantaggio di potere essere regolati, accesi e spenti in modo rapido, così da adattarsi a ogni necessità di riscaldamento e a tutte le condizioni climatiche. Questa capacità, denominata “bassa inerzia termica”, permette di evitare spreco di combustibile, con un conseguente ritorno economico e ambientale. I radiatori pressofusi Fondital, abbinati alle nuove tecnologie di riscaldamento, vantano costi di impianto e di gestione inferiori del 20-40% rispetto ad altre soluzioni di riscaldamento, rappresentando un eccellente strumento di risparmio sia per l'utente finale che per l'ambiente. ampia scelta Con il pacchetto “Casa Energia”, il cliente può scegliere fra i tanti prodotti e le diverse proposte Fondital e disporre di un “mix prodotto” in grado di soddisfare i problemi energetici, avvalendosi persino della consulenza di tecnici specializzati, che possono effettuare sopralluoghi e proporre soluzioni anche sotto il profilo degli obblighi di legge, fattisi di anno in anno sempre più stringenti. Infatti, all'obbligo di utilizzare pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e collettori solari termici per la produzione di acqua calda, si è aggiunta una severa normativa per l'installazione di caldaie ad alto rendimento, identificabili nei modelli con almeno 3 stelle. Per questa ragione, Fondital non limita il proprio supporto alla sola fornitura del prodotto ma garantisce, nel pacchetto “Casa Energia”, la presenza di personale specializzato capace di risolvere qualsiasi tipo di problema e di assistere il cliente anche dopo l'acquisto. anche col sole Fra le tante possibilità offerte dai prodotti Fondital, particolarmente efficace è l'unione delle caldaie a condensazione con i pannelli solari termici o dei moduli fotovoltaici con i radiatori a gas e le pompe di calore. un “pacchetto” per risparmiare Una soluzione ideata per soddisfare le esigenze di riscaldamento e produzione di energia nel rispetto dell'ambiente e della recente legislazione sul rendimento energetico in edilizia A curA dellA redAzione
S o m m a r i o Sommario impianti&rinnovabili Numero 2 - aprile/giugno 2011 Supplemento de il Giornale dell'Installatore Elettrico n. 4/2011 Direttore Editoriale: Giovanni Danielli - giovanni.danielli@reedbusiness.it In redazione: Alessia Varalda - alessia.varalda@reedbusiness.it; Stefano Rimassa - stefano.rimassa@reedbusiness.it Segreteria di redazione: Marianna Saut - marianna.saut@reedbusiness.it Hanno collaborato a questo numero: Cecilia Bergamasco, Antonello Greco, Carmelo La Torre, Emma Luisini, Adelaide Maini, Edoardo Oldrati Responsabile Vendite: Stefano Gonella Segreteria Commerciale: Monica Corletti - monica.corletti@reedbusiness.it; Luciana Lazzaroni - luciana.lazzaroni@reedbusiness.it Key Account International Sales: Patrizia Sandri - patrizia.sandri@reedbusiness.it Ufficio Traffico: Daniela Dabusti - daniela.dabusti@reedbusiness.it Registrazione Tribunale di Milano n. 285 in data 2/8/1978. Iscrizione al ROC n. 1136 Direttore Responsabile: Giovanni Danielli Stampa: Grafiche Sima Srl, Via Praga 1 - 24049 Verdellino Zingonia (BG) Reed Business Information SpA Società soggetta all'attività di direzione e coordinamento di Reed Elsevier Group PLC 20143 Milano - Viale G. Richard, 1/a Tel. 02 81830.1 - Fax pubblicità 02 81830405 www.reedbusiness.it - gie@reedbusiness.it 26 Ecosostenibilità da primato pag 38 a cura di Alessia Varalda Classe A con free-cooling pag 40 Emma Luisini Aderisce come un jeans pag 42 Emma Luisini A prova di ladro pag 44 Edoardo Oldrati Agricoltura solare pag 46 a cura della redazione Solar Cooling a scuola pag 48 a cura della redazione Una casa Oro Plus pag 50 a cura della redazione SoLUZioNi Il comfort ecosostenibile pag 52 a cura di Alessia Varalda Un “pacchetto” per risparmiare pag 54 a cura della redazione ProTaGoNiSTi Coltivare il sole pag 56 Alessia Varalda Fotovoltaico con design pag 60 Alessia Varalda Econews pag 4 Sotto la lente pag 64 Pagine verdi - Inverter pag 76 Progetti sostenibili pag 80 Pagine verdi pag 88 Rubrica GIFI pag 90 Rubrica a lezione di… fotovoltaico pag 92 Rubrica a lezione di… solare termico pag 93 Aziende citate pag 96 aTTUaLiTa' Grande attesa per SolarExpo pag 24 Cecilia Bergamasco Per un futuro double-green pag 26 Edoardo Oldrati TECNoLoGia Comfort in tutte le stagioni pag 30 a cura di Alessia Varalda rEaLiZZaZioNi Tecnologia a 5 stelle pag 36 a cura della redazione 50 36 54
Un appuntamento da non perdere quello con l'edizione 2011 di Solarexpo, mostra-convegno internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita. Oltre 1.400 aziende, distribuite su 11 padiglioni, e 70mila visitatori attesi. Senza dimenticare la sinergia con Greenbuilding. Sara Quotti Tubi, direttore di Solarexpo e Greenbuilding, ci ha raccontato novità e aspettative di quest'anno. "Solarexpo - mostra-convegno internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita - è oggi la terza fiera b2b a livello mondiale per quanto riguarda il settore fotovoltaico. Siamo riconosciuti a livello internazionale come un appuntamento a cui gli espositori ci devono essere e i visitatori non lo possono perdere. Ne è la prova il fatto che a due mesi dall'apertura della vendita degli spazi espositivi avevamo già registrato il tutto esaurito. Ci sono più di cento aziende in lista di attesa, nonostante abbiamo aumentato il numero dei padiglioni rispetto allo scorso anno, tanto che per l'edizione 2011 siamo arrivati a 11. Sul lato visitatore, il fatto di avere oltre 1.400 aziende presenti e di coprire un ampio spettro di tecnologie in esposizione, unitamente a un importante programma convegnistico, fa sì che l'evento diventi un forte punto di attrazione e catalizzatore di incontri business e occasione di networking. Per questo ci aspettiamo di avere un pubblico di oltre 70mila visitatori. Inoltre, non si deve dimenticare l'importante sinergia che si crea con Greenbuilding, la mostra-convegno internazionale su efficienza energetica e generazione distribuita, in contemporanea a Solarexpo. Sono due eventi caratterizzati da un'unica visione strategica e una grande sinergia, per offrire la più completa rassegna di prodotti, tecnologie e soluzioni nell'ambito delle rinnovabili e dell'architettura sostenibile. Infine, novità di quest'anno, la presenza di Bioenergy Expo all'interno di Solarexpo, per dare spazio alle aziende e agli operatori del comparto agroenergetico. Con Bioenergy Expo contestualizziamo in modo più appropriato le bioenergie nell'ambito di Solarexpo. La riprova del fatto che siamo una fiera delle rinnovabili a 360°". 2 4 N .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it Mostra-convegno internazionale su energie rinnovabili e generazione distribuita, oggi la terza fiera b2b a livello mondiale per quanto riguarda il settore fotovoltaico CeCilia BergamasCo Grande attesa per Solarexpo attualità Sara Quotti Tubi, direttore di Solarexpo e Greenbuilding
Il 2011 è iniziato con molte novità per il settore fotovoltaico italiano. Abbiamo salutato il secondo Conto Energia (quello valido dal 2007 al 2010), che ha permesso all'industria e al mercato nazionale di emergere in maniera poderosa sulla scena internazionale facendo dell'Italia il secondo Paese al mondo per potenza installata. Il 2011 è iniziato anche con le numerose (ma non inattese) dichiarazioni di fine lavori ai sensi del Decreto Salva Alcoa. Le stime del Gse parlano di circa 55.000 richieste pervenute, equivalenti a 4 GW di impianti fotovoltaici. Numeri che sono tutti ancora da verificare e per i quali ancora non mi sento di esprimere un giudizio, anche memore dell'esperienza del primo Conto Energia quando furono inoltrate al Gse richieste per 387 MW, dei quali solo 164 MW mi risultano essere stati correttamente realizzati ed incentivati. In ogni caso, il segnale che ci perviene è quello di un mercato che sta crescendo in modo non sostenibile e che rischia di generare improvvisi ripensamenti e modifiche al sistema incentivante. Al fine di prevenire sviluppi non in linea con le reali aspettative del mercato, stiamo pertanto già lavorando alla preparazione di una proposta di rivalutazione del sistema incentivante per il fotovoltaico sulla base di quanto previsto dall'art. 22 della bozza di Decreto Legislativo di recepimento della Direttiva 2009/28. La proposta di rivalutazione del sistema incentivante prevederà entro il breve periodo un adeguamento delle tariffe incentivanti, alla luce di una attenta analisi dei costi di sistema previsti per i prossimi anni. La variazione della normativa dovrà tenere conto degli investimenti in corso da parte di molti operatori, che hanno già comportato degli esborsi spesso Le sfide dell'industria fotovoltaica italiana nel periodo 2011-2013. E' necessario garantire la continuità di sviluppo del mercato 9 0 N .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Valerio Natalizia, PresideNte GiFi/aNie (GiFi@aNie.it) continuare a crescere anche consistenti. Una eventuale revisione del Conto Energia sarà pertanto ammissibile solo per impianti che non abbiano già ottenuto le opportune autorizzazioni. All'adeguamento delle tariffe è anche affiancata una proposta di aumento degli obiettivi di potenza cumulata da installare per i prossimi anni, identificata attualmente dalle istituzioni in soli 8.000 MW al 2020, al fine di garantire la continuità di sviluppo del mercato e consentire la crescita dei benefici per il Sistema Paese, identificabili in nuovi posti di lavoro, stimabili in circa 80.000 unità entro il 2015, e nuove entrate fiscali per lo Stato. In questo contesto mi sento di dire che per me e per il nuovo consiglio direttivo del Gifi, eletto a novembre 2010 durante un'affollatissima assemblea annuale, si presenta un triennio di intenso lavoro per garantire la salvaguardia dei posti di lavoro fino a qui creati, generarne altri e consentire all'industria italiana del fotovoltaico di consolidarsi e strutturarsi ulteriormente. A tale scopo, insieme ai miei colleghi del Direttivo, abbiamo ideato un documento che rappresenterà la linea guida delle nostre azioni istituzionali nei prossimi anni. Gifi-Anie ritiene che la disponibilità di energia a prezzi adeguati e con impatto sostenibile per l'ambiente sia un elemento indispensabile allo sviluppo sociale ed economico. Riteniamo che per garantirla nel medio e lungo termine non basti una sola risorsa/tecnologia, ma sia necessario mettere in campo a livello globale e nazionale una serie integrata di azioni. Fra di esse, il solare fotovoltaico è destinato a svolgere un ruolo molto importante per i seguenti motivi: • la risorsa solare è ben distribuita sul pianeta, abbondante, gratuita e inesauribile; • la tecnologia fotovoltaica, grazie al potenziale di innovazione tipico dei componenti di natura elettronica, garantisce elevati margini di riduzione dei costi e di conseguente competitività nel medio termine con le altre fonti; • la modularità del solare fotovoltaico (gli impianti possono essere dimensionati a piacimento abbinando i singoli
5 8 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it ProtAgonisti quale pannello è stata montata, a chi è stata venduta, quale operatore ha lavorato sul singolo modulo”. Inoltre, è stata la prima azienda a dare 10 anni di garanzia al prodotto: ciò significa offrire quella tranquillità richiesta dai clienti. Senza dimenticare il servizio: 25 anni di attività sono sinonimo di presenza consolidata, capacità di risolvere eventuali problemi e fornire soluzioni complete. Oltre il pannellO Quando si guarda Solon non si osserva una singola entità, ma una piccola galassia di realtà che gravitano nel mondo dell'energia: l'azienda ha diverse partecipazioni in società che realizzano inverter e celle, ma ciò non preclude l'accesso ad altri produttori di tecnologia innovativa. Oltre a produrre pannelli fotovoltaici, l'azienda è attiva nell'installazione di parchi fotovoltaici 'chiavi in mano', dal modulo fino all'energia sul contatore. Da 200 a 500 kW gli impianti sono realizzati da installatori che fanno parte del programma Solar Pioneer, mentre quelli di dimensioni superiori vengono gestiti direttamente grazie a un ufficio tecnico con più di 30 persone. “Utilizziamo sempre subcontractor locali per l'installazione di un impianto: se un parco è situato in Puglia credo sia giusto affidare alle persone del luogo - con la supervisione dei nostri tecnici - il montaggio, così da avere una ricaduta positiva sull'economia locale. Anche questo è un processo di rinnovamento e di condivisione. Per noi, il ragionamento è chiaro: avere posizionato un'unità produttiva in Italia significa creare un mercato e sviluppare un ecosistema con una ricaduta sociale. Sarebbe stato forse più semplice produrre tutto in un unico sito in Cina e limitarsi a vendere qui il tutto, ma ritengo sia importante essere presenti in modo diretto, anche se comporta costi maggiori e ci porta a un minore margine sui profitti. Se utilizziamo il Conto Energia italiano è giusto che l'intero business resti in Italia”. riCiClaggiO dei mOduli nell'ambito delle linee guida ambientali, Solon si impegna a favore di un'attività imprenditoriale sostenibile, salvaguardando le risorse naturali e tenendo in considerazione l'intero ciclo di vita dei prodotti. L'azienda è tra i soci fondatori dell'impianto di riciclo moduli; infatti, è stata la prima ad aderire a questa iniziativa partita in Germania. Durante la produzione dei moduli le celle rotte e gli scarti di produzione vengono sistematicamente raccolti e destinati al riciclo per la produzione di nuove celle. Lo stesso vale per i moduli danneggiati durante il trasporto o l'installazione. Solon fa parte dell'azienda che ricicla come socio fondatore, è stata la prima ad aderire a questa iniziativa che è partita in Germania. D'altra parte, Solon è uno dei maggiori gruppi tedeschi, quindi è abbastanza chiaro che il percorso fosse anche questo. In questo momento, vengono riciclati i moduli rotti in produzione per cui viene recuperato il materiale e vengono prodotti moduli nuovi. Tra il silicio delle celle, l'alluminio delle cornici, il vetro, il rame e lo stagno viene recuperato circa l'85% di ogni pannello: in questo modo si garantisce una reimmissione di materie prime pregiate nel ciclo produttivo, riducendo l'impatto che i rifiuti avrebbero sull'ambiente. Un'altra questione da affrontare riguarda la dismissione delle prime installazioni fotovoltaiche. “Credo sia prematuro preoccuparsene ora, anche perché fortunatamente i moduli durano 30 o 35 anni. I primi - installati in maniera massiva - sono sempre funzionanti e producono ancora con una buona efficienza. non è arrivato il momento di riciclarli, ma sicuramente tra qualche anno sarà importante gestirne la sostituzione. Al di là del discorso ecologico, ci saranno interessanti sviluppi di business”, ha sottolineato Sartore. innOvaziOne teCnOlOgiCa La ricerca è la base del successo di molte aziende, ma solo se questa offre un effettivo vantaggio applicativo. Lightweigh ne è un esempio: questo pannello può essere infatti fissato su tetti in lamiera usando uno speciale adesivo a base di silicone. “È da più di 10 anni che abbiamo esperienza nell'incollaggio dei pannelli sulle strutture di acciaio. Come con Solon Mover, uno dei primi inseguitori immessi sul mercato realizzato con pannelli incollati direttamente sulla struttura. La medesima filosofia è stata perciò applicata anche per gli impianti fissi posizionati su tetti non in grado di sopportare il peso di strutture tradizionali. La nuova normativa sulla portata dei tetti ha infatti aumentato i centimetri di neve accumulabili (da 90 a 140), abbassando il carico utile rimanente per le sovrastrutture: abbiamo quindi identificato una nicchia di mercato che necessitava di pannelli più leggeri, senza cornice”. Nell'ottica di rendere sempre più efficiente dal punto di vista energetico l'attività aziendale, Solon ha studiato per la propria sede applicazioni che, attraverso pompe di calore e trattamento dell'aria, permettono un notevole risparmio di energia primaria soprattutto durante il periodo invernale. La produzione dispone di quattro linee di montaggio con forni e transfer di laminazione, dai quali si recupera energia termica (fino a 426 kWh termici), così come da due compressori di aria compressa da 75 kW elettrici (dai quali si ottengono altri 40 kWh termici). Inoltre, per la palazzina uffici è stato realizzato un impianto con pompa di calore reversibile e sonde geotermiche caldo/freddo dalle quali attingere o cedere il calore dello stabile. Naturalmente, non poteva mancare un adeguato impianto fotovoltaico: ben 527 kWp posizionati sul tetto producono annualmente 569.000 kWh di energia elettrica in parte utilizzata e in parte ceduta alla rete elettrica nazionale. Questo permette di evitare un'immissione di CO2 superiore a 300.000 t/anno. Una sede tutta green Impianto produttivo a Carmignano di Brenta (PD)
n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews Si è tenuta a Garaguso Scalo (MT), alla fine dello scorso gennaio, la tavola rotonda organizzata da Eosolare, in collaborazione con Ises Italia, sul tema “Fotovoltaico: tra sviluppo industriale e sviluppo sostenibile”. Occasione, questa, anche per inaugurare la nuova linea di produzione di moduli fotovoltaici messa a punto da Eosolare, che raddoppierà la capacità produttiva annua da 25 a 50 MW. È un traguardo molto importante quello raggiunto dall'azienda lucana che, in controtendenza rispetto agli effetti della crisi economica che ha investito il nostro Paese negli ultimi due anni, non solo è cresciuta da un punto di vista locale, ma ha anche puntato a un ampliamento della propria attività nei mercati europei. Ma la vera sfida per Eosolare è stata quella di puntare sulla Basilicata, una regione a forte vocazione ambientale che, tra l'altro, come si evince dal Piano di indirizzo energetico ambientale regionale approvato lo scorso 14 gennaio, intende assicurarsi una gestione sostenibile delle risorse e raggiungere entro i prossimi dieci anni l'autosufficienza energetica. Grazie alla nuova linea produttiva - la prima realizzata in Italia dalla tedesca Schmid, azienda specializzata in linee produttive per moduli fotovoltaici - e a un'efficienza del 15,66%, Eosolare si posiziona tra i protagonisti in tale settore sia in Italia che in Europa. Capacità raddoppiataOpportunità ungheresi Per l'Ungheria, l'energia è uno dei punti focali del semestre di presidenza europea. Grazie a questo l'Italia, nonostante le recenti misure restrittive emesse dal governo magiaro, può trovare un'importante linea di sviluppo nella collaborazione con le aziende ungheresi sulla strada che porta alla costruzione di un'economia energeticamente sostenibile. Ne è convinto Adriano Ruchini, presidente della Commissione Energia sulle fonti rinnovabili della Camera di commercio italiana per l'Ungheria, che si è visto rivolgere dal governo ungherese la richiesta di una relazione sulle potenzialità di un impegno di imprese italiane in Ungheria. “Stiamo già lavorando a pieno ritmo - dice Ruchini, che è anche presidente di Minerva, società cooperativa per azioni attiva nel facility management, 10 milioni di euro di fatturato e 400 dipendenti - con le oltre 50 aziende attive all'interno della Commissione e con più di 200 aziende della filiera energetica”. “È il sintomo - aggiunge Ruchini - di un interesse effettivo delle due parti e di una potenzialità di sviluppo di cui le imprese italiane possono favorevolmente approfittare. Non è in ballo solo la crescita di un Paese europeo, ma anche la possibilità di creare occasioni di crescita per il mercato dell'energia che, senza le Pmi, non ha le strutture adeguate per consolidarsi e prosperare”. La Commissione Energia si sta concentrando sullo sviluppo di una rete di aziende che si impegnino sulla geotermia, rispondendo alle esigenze del governo ungherese. Ma ci sono anche linee di sviluppo sul fotovoltaico e l'eolico. Accordo quadro Siemens Energy ha siglato un accordo quadro con Suntech Power relativamente a vari progetti in Europa. Negli ultimi sette mesi, Siemens ha ricevuto ordini da sei diversi Paesi per impianti fotovoltaici con una capacità combinata superiore a 80 MW. In qualità di Epc contractor, la società gestisce la costruzione 'chiavi in mano' di impianti a energia solare combinando componenti prodotti internamente, come inverter o trasformatori, con pannelli di fornitori esterni e con componenti minori acquisiti nel luogo di ubicazione dell'impianto. Nell'esercizio 2010, i ricavi del portafoglio ammontavano a circa 28 miliardi di euro. Nello stesso periodo, i prodotti e le soluzioni del colosso tedesco hanno consentito ai clienti di ridurre le emissioni di anidride carbonica di 270 milioni di tonnellate, pari alle emissioni totali annue di CO2 di grandi metropoli quali Hong Kong, Londra, New York, Tokyo, Nuova Delhi e Singapore.
9 3 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it solare termico a lezione di... Gli impianti solari termici hanno lo scopo di captare l'energia solare per produrre acqua calda, utilizzabile normalmente per usi sanitari, inviandola o direttamente alle utenze o previamente alla caldaia per un ulteriore riscaldamento, in caso di insufficiente radiazione solare. Si chiama “costante solare” l'energia irradiata dalla nostra stella che raggiunge gli strati alti dell'atmosfera; ammonta a 1.353 W/m2 (su una superficie piana ortogonale alla direzione dei raggi solari), valore medio, con un'oscillazione annua dell'ordine del ±3%. Però l'energia che raggiunge il suolo terrestre (radiazione diretta) con giornata serena e a mezzogiorno è solo di 1.000 W/m2, a causa della radiazione assorbita e poi dispersa dall'atmosfera (radiazione diffusa) e della radiazione assorbita e poi diffusa dagli oggetti circostanti (radiazione da albedo). Col cielo coperto il valore si riduce a 100 - 300 W/m2 e col sole parzialno di tre tipi: scoperti, piani e sottovuoto. I “collettori scoperti”, molto economici, si utilizzano per riscaldare l'acqua delle piscine, ma anche per le docce degli stabilimenti balneari. Si tratta di semplici tubi, prevalentemente di polipropilene nero, arrotolati ed esposti al sole; l'acqua li attraversa e si riscalda. I “collettori piani” sono costituiti da tubicini (diametro 8 - 12 mm) percorsi dal liquido termovettore da scaldare (acqua o acqua con glicole antigelo), poggiati su una lastra metallica (assorbitore) che ha lo scopo di assorbire le radiazioni e coperti da una lastra di vetro temperato antigrandine; sotto l'assorbitore è fissato uno strato di materiale coibente. Gran parte di tali collettori, commercializzati in elementi da circa 1 - 2 m2 di superficie, può produrre acqua calda sino a 70°C. Oltre al tipo classico piano, vi sono anche i “collettori sottovuoto”, più costosi, che possono fornire acqua calda a 100 - 110°C e mente coperto si hanno valori dell'ordine di 400 - 600 W/m2. In definitiva, il valore medio dell'energia radiante durante le 24 ore è inferiore al picco di 1.000 W/m2. La “radiazione solare annua”, che in un anno colpisce una determinata superficie orizzontale del nostro Paese varia in funzione della latitudine, da un minimo di 1.214 kWh/m2 nella Valle Aurina (Alto Adige) con una “radiazione media giornaliera” di 3,3 kWh/m2, a un massimo di 1.679 kWh/ m2 nella siciliana Pachino (4,6 kWh/m2 come radiazione media giornaliera). Altro valore è la “radiazione giornaliera media mensile”, che varia da mese a mese; ad esempio a Roma - su un piano inclinato di 30° - si va da un minimo di 2,0 kWh/m2 per le giornate di dicembre a un massimo di 5,82 kWh/m2 per le giornate di luglio. I COLLETTORI La radiazione solare è captata da appositi pannelli chiamati “collettori”, che soCarmelo la Torre Tipi e superficie richiesta Tabella 1 Coefficiente di maggiorazione estiva Latitudine Coefficiente di maggiorazione k 45° 1,43 40° 1,36 35° 1,29 Tabella 2 Richiesta giornaliera di acqua calda per uso domestico Superficie lorda dell'abitazione S (m2) Richiesta di acqua a 40°C (litri/m2.giorno) (1) S < 50 3,0 50 ≤ S ≤ 120 2,5 120 ≤ S ≤ 200 2,0 S > 200 1,5 Moltiplicare per 1,33 in presenza di un secondo bagno N S E W γ 80 ° 70 ° 60 ° 50 ° 40 ° 30 ° 20 ° 10 ° 80 ° 70 ° 60 ° 50 ° 40 ° 30 ° 20 ° 10 ° Tabella 3 - Richiesta giornaliera di acqua calda per hotel e comunità Struttura Richiesta di acqua a 40°C (litri/m2.giorno) Hotel con servizi in tutte le camere: con vasca con doccia 120 60 Hotel con servizi comuni 50 Collegi e altre comunità 50 Ospedali con servizi comuni 50 Cliniche con servizi in tutte le camere 120 Uffici 20 Stabilimenti con docce 40 Angolo di orientamento
5 0 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Realizzazioni Fonti naturali Perfettamente isolata dal punto di vista termico e acustico, la casa passiva di Fagnano Olona si sviluppa su tre piani (giorno, notte e interrato), occupando una superficie di 600 m2 di cui 375 abitabili. All'esterno, un ampio giardino con patio in legno e piscina realizzati in sinergia con AB Style, altra divisione del Gruppo Bevilacqua. Sul tetto, niente tegole, ma un giardino pensile adornato con piante grasse. Ad eccezione del cavedio perimetrale e della platea di fondazione in muratura, l'abitazione è completamente costruita in legno, un materiale resistente, versatile, ecocompatibile e dotato di proprietà antisismiche. Il progetto, firmato da Blm Domus, rispetta tutti quei prerequisiti tecnici grazie ai quali il benessere termico è garantito senza l'utilizzo di impianti convenzionali di riscaldamento e condizionamento. La casa sfrutta al massimo le fonti naturali di energia come, ad esempio, il calore una casa oro Plus Futuristica, confortevole, ecocompatibile, a elevato risparmio energetico, riesce a sfiorare il pareggio del bilancio termico a cuRa della Redazione Inaugurata la prima casa passiva in legno di tutta la Lombardia, un esempio di quella che sarà l'abitazione del futuro. Bella, confortevole e a risparmio energetico la villetta indipendente, sita a Fagnano Olona (VA), rispetta lo standard CasaClima della classe Oro Plus, sfiorando il pareggio del bilancio termico. La struttura, che a breve verrà certificata dall'agenzia CasaClima e dal Passivhaus Institut (Phi) di Darmstadt, è stata progettata e costruita da Blm Domus, divisione del Gruppo Bevilacqua. La casa passiva è una scelta di vita, un investimento nel futuro dell'abitare. I vantaggi sono innumerevoli per l'ambiente, la salute (aria sana e stop alle allergie) e l'economia domestica, comportando una notevole riduzione delle emissioni di CO2 e dei consumi energetici. Tra i materiali a basso impatto ambientale utilizzati per la costruzione di case passive va citato il legno, ideale anche per l'edificazione di strutture antisismiche. passivo derivante dagli elettrodomestici in funzione, dagli occupanti e dai raggi del sole che penetrano attraverso le grandi finestre disposte a sud. A supporto di queste fonti spontanee, un impianto fotovoltaico da 10 kW per la produzione di energia elettrica e pannelli solari per l'acqua calda sanitaria. Un sistema grazie al quale l'abitazione ha addirittura un bilancio negativo nella generazione di anidride carbonica, trattenendo una maggiore quantità di CO2 rispetto a quella prodotta. Un impianto geotermico verticale aiuta la pompa di calore a riscaldare la casa nei mesi invernali, raffrescando l'abitazione a costo zero (freecooling) nel periodo estivo. ComFort abitativo Energie rinnovabili, ma non solo. L'altra parola d'ordine della casa passiva di Fagnano Olona è “comfort abitativo”. I solai, appoggiati su dissipatori acustici, evitano la propagazione di rumore da
5 5 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it La gamma di caldaie a condensazione (4 stelle di rendimento), disponibile sia murale che a basamento, garantisce rendimenti molto elevati grazie al recupero del calore latente di condensazione del vapore acqueo ed esalta le prestazioni in termini di efficienza energetica se utilizzata con impianti a bassa temperatura. Fra le caldaie a condensazione Fondital, sono presenti anche modelli predisposti per l'abbinamento a impianti solari termici (versione S), così da offrire un risparmio nella produzione di acqua calda sanitaria grazie al contributo dell'energia gratuita del sole. Le caldaie a condensazione possono gestire, con la loro elettronica, sia un impianto solare con bollitore a singolo serpentino (Sulpack Easy) e integrazione del calore in caldaia con il kit solare per caldaie istantanee, sia un impianto solare con bollitore a doppio serpentino e integrazione del calore nel bollitore (Sulpack). Per questo, l'offerta Fondital dispone anche di un'ampia e completa gamma di collettori solari termici piani e a tubi sottovuoto, di bollitori e accumuli per le diverse esigenze impiantistiche, così come di accessori idraulici e sistemi elettronici. moduli fotovoltaici Fondital ha dif ferenziato la gamma prodotti per il riscaldamento parallelamente alle esigenze di mercato, presentando la propria linea di moduli fotovoltaici alimentati a energia solare, fonte rinnovabile e gratuita per la produzione di energia elettrica. I moduli fotovoltaici Fondital sono costruiti con materiali di elevata qualità e affidabilità nel tempo e sono completi di inverter, sistemi di fissaggio e accessori per l'installazione e l'impiantistica ad alta efficienza. Il modo migliore per ottenere il massimo rendimento dai pannelli fotovoltaici è impiegarli in sinergia con i radiatori elettrici Fondital. Una metodologia di riscaldamento che offre vantaggi in termini di risparmio energetico, in quanto ogni radiatore può essere programmato singolarmente e indipendentemente dal resto del sistema, garantendo una distribuzione del calore uniforme e bilanciata. I radiatori elettrici Fondital, realizzati con doppio isolamento elettrico e grado di protezione IPX4, operano nel pieno rispetto delle norme di sicurezza vigenti. Le caldaie a condensazione Fondital possono gestire, con la loro elettronica, sia un impianto solare con bollitore a singolo serpentino (Sulpack Easy) e integrazione del calore in caldaia con il kit solare per caldaie istantanee, sia un impianto solare con bollitore a doppio serpentino e integrazione del calore nel bollitore (Sulpack). Nel caso di Sulpack, questa la composizione della fornitura: • collettori solari; • guarnizioni di tenuta; • bollitore Whps BA DS; • gruppo idraulico con pompa solare Mrdp; • accessori idraulici e di sicurezza; • centralina elettronica di gestione con sonde SD2; • vaso di espansione solare ES; • vaso solare addizionale RS; • flessibili con staffe per vasi; • valvola miscelatrice termostatica; • liquido solare termovettore con antigelo. Caldaie versatili Una soluzione per soddisfare le esigenze di riscaldamento e di produzione di energia nel rispetto dell'ambiente
8 4 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it progetti sostenibili Integrato a doppia tecnologia Intervento di riqualificazione energetica realizzato da New Light per un edificio ad uso commerciale produttivo. Il committente ha scelto di riqualificare a proprie spese un tetto preso in affitto per i prossimi 20 anni. È stato smantellato un tetto in eternit e sostituito con un impianto fotovoltaico a integrazione architettonica totale. Grazie a New Light è stato possibile ottenere un finanziamento al 100% per la realizzazione dell'impianto, con un piano di rientro dei costi (coperti con i proventi della vendita di parte dell'energia) stimato in 7 anni, dopo i quali tutta l'energia prodotta originerà capitale netto. Dal punto di vista tecnico, per ottimizzare la resa della superficie disponibile i progettisti hanno scelto di utilizzare due diverse tecnologie per la copertura delle due falde, tenendo conto delle diverse condizioni di irraggiamento. Per la falda a est/sud-est sono stati selezionati 112 moduli da 210 W e 152 da 220 W Csi in silicio policristallino, capaci di catturare al meglio l'energia derivante da irraggiamento diretto, mentre per la falda ad ovest/nord-ovest è stato applicato un film sottile in telluro di cadmio First Solar - 432 da 75 W e 144 da 72,5 W - capace di dare ottime prestazioni anche catturando energia da luce diffusa (grazie anche alla scarsa inclinazione della falda). Sono stati utilizzati inverter Aurora Power One 4x10.0 Outd-IT (per i moduli First solar) e 4x12.5 Outd-IT (per i moduli Csi). Unendo queste due tecnologie è stata stimata per l'impianto una capacità produttiva di circa 100.000 kWh/anno, cui saranno applicati gli incentivi più alti e i benefici di smaltimento amianto e dell'integrazione architettonica totale. Tegola solare Due ville, alle porte di Roma, sulla Giustiniana e all'Olgiata, hanno scelto Tegolasolare di Area Industrie Ceramiche come tetto. Un tetto che non è solo bello e resistente (le tegole sono in ceramica e non in laterizio), ma produce anche energia. L'elemento fotovoltaico è perfettamente integrato nella tegola. Soltanto un esempio: la recente realizzazione all'Olgiata di una villa di circa 200 m2 e un fotovoltaico installato di 9,00 kWp. La stima di produzione, al netto degli ombreggiamenti, è quindi intorno a 9200 kWh annui. All'esterno l'estetica della copertura è inalterata, garantendo il tradizionale impatto visivo, ma concretamente “nasconde” un'importante innovazione tecnologica, che permette la produzione costante d'energia sostenibile. Tegolasolare risponde alle esigenze, in continua crescita, di tutti coloro i quali sono attenti alla tutela dell'ambiente e non per questo vogliono rinunciare alla tradizione. L'elemento fotovoltaico ospitato dalla ceramica è costituito da quattro celle in silicio monocristallino 125x125 che compongono, accoppiate tra loro, due circuiti distinti connessi in parallelo. Ciò per massimizzare il funzionamento del modulo in caso di ombreggiamento parziale dello stesso. Celle e circuito elettrico vengono laminati tra una superficie di vetro temperato e un backsheet in tedlar. Le connessioni sono invece assicurate con una junction box corredata di due cavi solari con relativi connettori MC3 (0.5 m di cavo + 2 connettori MC3). Copertura di una serra È stato inaugurato a Tarquinia (VT) un parco fotovoltaico da 1 MWp, installato a copertura di una serra su una superficie totale di 30.000 m2, realizzato da Sedna. Il parco fotovoltaico di proprietà di Energy Solution essendo stato installato a copertura di una serra non va a impattare sulla possibilità di utilizzo di terreni, ma consente lo sfruttamento agricolo.
1 2 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews Secondo impianto Società storica nel settore manifatturiero con diversi stabilimenti in Italia, tre filiali europee e oltre 1.000 dipendenti nel mondo, il Gruppo Rimonta sceglie i sistemi fotovoltaici ad elevate performance di Enerqos per fornire energia a propri stabilimenti. Il primo impianto, della potenza di 200 kWp, è attivo da gennaio 2010 sulla copertura dello stabilimento di Cologno al Serio (BG), dove viene prodotta erba sintetica per impianti sportivi. L'impianto, costituito da 904 moduli policristallini, si colloca su un particolare tetto a minished da 4000 m2. Il secondo impianto è stato, invece, realizzato sullo stabilimento di Garbagnate Monastero (LC), presso lo stabilimento Limonta Wall Covering, che produce carte da parati. L'impianto, con una potenza di 425 kWp, è realizzato con una struttura per tetti in lamiera grecata ed è entrato in produzione lo scorso dicembre. Gli impianti ogni anno produrranno, complessivamente, quasi 700.000 chilowattora di energia pulita, pari a un risparmio per l'ambiente di oltre 400 tonnellate di anidride carbonica. Underwriters Laboratories (UL), organismo specializzato in materia di sicurezza e certificazione di prodotto, ha commissionato a Eurisko un importante rilevazione presso un campione di oltre 1000 italiani residenti in Italia per conoscere l'attenzione nei confronti dei cosiddetti “prodotti verdi”, presentati e venduti con caratteristiche di eco-compatibilità a salvaguardia dell'ambiente. Dallo studio emerge che gli italiani hanno ormai preso confidenza e familiarità con questi prodotti. Per l'84% del campione non si tratta di una moda passeggera. I consumatori sono pronti a premiare le aziende che sposano la “green philosophy” e a punire (74% del campione) quelle che si comportano in modo irresponsabile verso l'ambiente, smettendo di acquistarne i prodotti. Solo il 3% del campione è disposto a spendere di più per un prodotto eco-compatibile: questo perché si attende che siano i produttori ad accollarsi il peso del processo di rinnovamento, certificato da parte terza secondo il 67% del campione. Insomma, c'è una chiara domanda verso l'ecosostenibilità, ma anche una forte cautela perché la situazione non è chiara, i consumatori non si sentono tutelati, né tanto meno assistiti all'atto dell'acquisto e chiedono maggior chiarezza e informazione (82%) e impegno da parte di istituzioni e produttori. A molti piace “green” Tecnologia a sali fusi Nell'ambito del progetto di ricerca High-Performance Solar Thermal Power promosso dal ministero tedesco per l'Ambiente, il settore Energy di Siemens, in collaborazione con alcuni partner, costruirà una centrale elettrica pilota con la tecnologia a sali fusi, utilizzando i tubi ricevitori di Archimede Solar Energy (45% Siemens). Obiettivo? Accrescere il risparmio e l'affidabilità degli impianti a specchi parabolici, che concentrano la radiazione solare su un tubo ricevitore nel quale scorre un fluido termovettore. Mentre la maggior parte degli impianti solari a concentrazione con specchi parabolici utilizza oli sintetici che raggiungono temperature vicine ai 400 °C l'impianto pilota, lungo 300 metri, utilizzerà la tecnologia a sali fusi che consente di raggiungere una temperatura di oltre 500 °C. Il vapore, prodotto in questo modo a una temperatura più alta, consentirà un funzionamento più efficiente delle turbine a vapore per la generazione di energia. Nell'impianto pilota, sarà studiato il potenziale offerto da diversi tipi di sali: le sperimentazioni (della durata di tre anni) riguarderanno, infatti, non soltanto una forma perfezionata dei sali attualmente utilizzati, ma includeranno anche differenti composizioni. Una delle sfide dello sviluppo di nuovi sali è l'identificazione di una miscela con punto di solidificazione più basso, tale da ridurre sensibilmente le dispersioni termiche ottimizzando l'efficienza del campo solare. Scopo dell'impianto è, quindi, quello di ottenere miscela a sali fusi perfezionata, impiantistica ottimizzata e adeguate strategie di esercizio delle centrali.
4 5 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it Giunto alla quinta edizione, il riconoscimento dedicato alla security, alla videosorveglianza e all'integrazione di impianti organizzato dalla Fondazione Enzo Hruby si propone di valorizzare il ruolo dell'installatore di sistemi di sicurezza esaltandone la capacità di soddisfare richieste e necessità specifiche di ogni committente. Per l'edizione 2010 il premio ha visto ben 277 candidature, il triplo di quanto registrato l'anno precedente, 95 finalisti, 12 vincitore e 13 menzioni speciali. Elemento comune a tutti i progetti premiati è la presenza di una qualità “sartoriale”, cioè con contenuti di originalità e di taglio su misura della committenza che esaltano la personalizzazione rispetto alla standardizzazione. A curare il premio è la Fondazione Enzo Hruby, nata nel 2007 per iniziativa della famiglia Hruby e di Hesa, azienda italiana specializzata nella produzione e commercializzazione di sistemi, apparecchiature e componenti di sicurezza e di videosorveglianza per impianti di sicurezza e nella produzione e commercializzazione di componenti per l'industria. Numerose le iniziative di sostegno e promozione agli operatori portate avanti dalla Fondazione nei suoi tre anni di attività, sempre con l'intento di favorire la crescita culturale e tecnica dell'intero settore della sicurezza, oltre a contribuire direttamente alla protezione e alla messa in sicurezza di edifici di valore artistico, storico e monumentale. L'Oscar della sicurezza della Hesa, con garantita un'elevata protezione a interferenze elettromagnetiche, dovute a lampade fluorescenti, che riduce i falsi allarmi, grazie proprio al sistema antinterferenze. Per la protezione di tutto il perimetro esterno della villa, in particolare di quello dell'impianto fotovoltaico, più volte oggetto di furti, sono stati installati invece dei rivelatori esterni a doppio fascio della Hesa, modello VX-402, per garantire un'elevata immunità ai falsi allarmi, i rivelatori passivi d'infrarossi a barriera BX-80, sempre di Hesa, adatti a coprire il perimetro dell'edificio dal punto mediano con estensione fino ad una distanza totale di 24 metri, e dei rivelatori modello DG85 della serie Paradox di Dias, specifici per esterno anche perché dotati di una custodia resistente agli urti e alla temperatura, e forniti di un interruttore antimanomissione". Le pArticoLArità In completo accordo con lo spirito del premio H d'oro, che considera caratteristica imprescindibile l'elevata personalizzazione dell'impianto, il sistema di sicurezza realizzato da Digitalarm si distingue per avere tenuto in particolare considerazione le esigenze specifiche del committente. Tra queste spiccava la necessità di garantire un'efficace protezione non solo all'impianto stesso, ma anche di proteggere la zona circostante all'intera struttura per impedire l'avvicinamento e il furto dei pannelli fotovoltaici dell'im- pianto. Per questo motivo Digitalarm ha installato dei sensori e dei contatti antiasportazione proprio sui pannelli, ma anche progettato un sistema antifurto che risolvesse il problema alla base: evitare che persone non autorizzate riuscissero ad avvicinarsi all'impianto. Per questo motivo sono stati posti dei fari sulla tettoia che, accendendosi automaticamente in caso di scatto dell'allarme, illuminano a giorno l'area limitrofa alla tettoia dissuadendo i malintenzionati ad avvicinarsi. Il committente voleva però che fosse anche realizzato un sistema per controllare lo scollegamento dei pannelli, e anche il loro guasto, in modo da evitare nuovi furti all'impianto fotovoltaico. “La ditta che ha installato i pannelli - conclude Sarcina di Digitalarm - ci ha fornito contatti antiapertura e antistacco a 2 uscite relè dall'inverter che abbiamo provveduto a 'remotizzare' attraverso il nostro sistema, in modo da controllare l'eventuale guasto o scollegamento dei pannelli”.
9 1 N .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it moduli FV sino a raggiungere la dimensione richiesta) si coniuga perfettamente con i principi della generazione distribuita, consentendo così di produrre energia là dove la si consuma, riducendo costi di trasporto e trasformazione; • l'impatto ambientale in termini di emissioni climalteranti della tecnologia fotovoltaica è minimo rispetto ad altre fonti di energia (emissioni di gas serra per kWh prodotto inferiori al 10% di quelle di una centrale a ciclo combinato a gas), circoscritto alle fasi di produzione e smaltimento dei componenti e può essere ulteriormente ridotto grazie ai miglioramenti tecnologici, in primis in tema di aumento delle efficienze di conversione e di riduzione dei materiali attivi utilizzati; • l'impatto ambientale sul territorio è limitato, grazie al fatto che è una delle poche tecnologie che può sfruttare le coperture e le facciate degli edifici; • la produzione è concentrata nelle ore diurne più soleggiate e quindi in fase con le punte di consumo; • può garantire la diffusione ulteriore dell'energia elettrica nei Paesi in via di sviluppo (attualmente, 1,4 miliardi di esseri umani non dispongono di elettricità) grazie alle caratteristiche della tecnologia (applicazioni stand alone) e alla disponibilità della risorsa solare in tali Paesi. Gifi-Anie, per i motivi di cui sopra, si impegna a sostenere la diffusione del solare fotovoltaico in Italia secondo le seguenti linee guida: 1. il solare fotovoltaico ha bisogno di adeguati meccanismi incentivanti per potere raggiungere la piena competitività con le altre fonti energetiche, rinnovabili e non. Lo stato di piena competitività sarà raggiunto secondo le stime attuali in un arco di tempo compreso fra i 5 e i 10 anni e differenziato per taglia d'impianto e tipologia di applicazione; 2. i meccanismi basati sulla remunerazione dell'energia prodotta (anche detti “feed in tarif f” o “in conto energia”) si sono dimostrati i più adeguati, in quanto sono proporzionati all'effettiva produzione dell'impianto e pertanto favoriscono lo sviluppo di tecnologie al migliore rapporto prestazioni/costi. L'incentivo deve essere tale da garantire una remunerazione del capitale investito adeguata e comparabile con i ritorni di investimenti analoghi in campo energetico; 3. ai meccanismi incentivanti devono essere abbinate politiche nazionali e locali di semplificazione di tutte le pratiche amministrative connesse all'autorizzazione, realizzazione, connessione alla rete, esercizio e dismissione a fine vita degli impianti; 4. al solare fotovoltaico dovrà anche in futuro essere concessa la priorità di dispacciamento sulla rete elettrica; 5. le realizzazioni finalizzate all'autoconsumo dell'energia prodotta e poste sulle coperture e sulle facciate degli edifici rappresentano le applicazioni ideali del solare fotovoltaico (generazione distribuita), che pertanto vanno maggiormente sostenute. Nondimeno sono da ritenersi accettabili impianti di generazione posti sul terreno, purché realizzati a valle di un attento studio di inserimento dell'impianto nel paesaggio esistente, privilegiando le aree a vocazione industriale e commerciale e i territori già compromessi da altre attività umane; 6. nell'ambito delle realizzazioni su edifici, le realizzazioni nelle quali il componente fotovoltaico è integrato in un elemento costruttivo dell'edificio (Bipv) dovranno essere privilegiate e maggiormente incentivate attraverso i meccanismi incentivanti e le semplificazioni amministrative; 7. alcun vincolo, limitazione o carattere di preferenza deve essere posto a componenti fotovoltaici e alla forza lavoro sulla base del Paese di produzione o di origine, se non quelli legati a criteri di sicurezza per le imprese installatrici, gli utilizzatori degli impianti e i cittadini in genere nonché di qualità; 8. l'industria nazionale lungo tutta la catena del valore dev'essere adeguatamente supportata, nel rispetto delle regole internazionali della concorrenza, per fare sì che stabilmente almeno il 50% degli incentivi erogati si distribuisca in proventi ad aziende operanti sul territorio nazionale; 9. il solare fotovoltaico può e deve garantire entro il 2020 una quota di soddisfacimento dei fabbisogni elettrici italiani per una percentuale compresa fra il 5% e il 10% dei consumi annui; 10. la generazione di energia elettrica da fonte fotovoltaica dev'essere abbinata sempre ad azioni di recupero di efficienza negli usi finali dell'energia.
5 7 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Solon è una società veneta attiva nel settore delle rinnovabili: l'attenzione verso l'ambiente non emerge solo dal fatto che l'azienda produce pannelli fotovoltaici, attualmente protagonisti assoluti nella generazione di energia, ma perché si è data una serie di linee guida da seguire per garantire una filiera realmente green. non si tratta di una novità assoluta, come ci ha spiegato Domenico Sartore, che di Solon è presidente: “La storia nasce lontano nel tempo, dai fondatori stessi di Solon e di SE Project. L'obiettivo era fornire energia pulita alla gente senza perdere di vista la nostra missione: salvaguardare le risorse naturali, evitando le emissioni dannose per l'ambiente e garantendo nel contempo un'amministrazione, una logistica e una produzione ecocompatibili. Dall'incontro tra queste due filosofie stanno nascendo numerose iniziative, come la Solar Mobility e il riciclaggio dei pannelli aderendo al gruppo di lavoro PV Cycle”. L'obiettivo di PV Cycle è la creazione e il mantenimento di un sistema europeo di ritiro e riciclo dei moduli fotovoltaici su base volontaria. Qualità garantita L'azienda assembla i moduli partendo da celle provenienti da ogni parte del mondo, anche se per garantire la massima qualità il 90% di esse è di origine europea. “Ovviamente, l'azienda sta valutando anche fornitori asiatici - ha proseguito Sartore - ma il criterio di selezione è molto restrittivo e non è semplice trovare tre, ha in dotazione un simulatore solare in modo da testare tutte le celle - una per una - prima di immetterle in linea di produzione. Ogni modulo viene accompagnato da un flash report completo, nel quale vengono indicati i parametri fondamentali in modo da suddividerli per potenza. “Ogni fase della produzione è tracciata. Il nostro sistema informatico permette di risalire alla 'vita' di ogni singola cella: in fornitori capaci di offrire quella qualità che contraddistingue i moduli Solon”. In ogni sito produttivo sono presenti strumenti e procedure per selezionare i materiali ed eseguire il relativo controllo di qualità. Se da un lato un simile approccio può apparire eccessivamente vincolante e costoso, dall'altro il prodotto finito è rinomato per l'affidabilità, la cura nella scelta dei materiali e la tecnologia innovativa. L'azienda, inolSolar Pioneer è il programma di certificazione per i professionisti del fotovoltaico. Il mercato del fotovoltaico si sta evolvendo, circa il 30% dell'installato nel 2010-2011 sarà fatto dal mercato del residenziale, quindi da impianti di taglia medio-piccola. È chiaro che Solon è interessata a questo mercato. L'unico modo per affrontare questo settore è sviluppare un network di installatori professionisti in grado di soddisfare il cliente finale attraverso il concetto di prossimità. In altre parole, l'installatore dev'essere in grado non solo di garantire preventivo e installazione, ma anche di fornire un servizio post vendita, quindi l'assistenza durante tutto il ciclo di vita del prodotto. È una filosofia che Solon non può sostenere da sola ma che, attraverso un network di installatori selezionati e qualificati, può rendere una realtà apprezzata. Ma quali installatori? Solon è sinonimo di qualità, innovazione e tecnologia; nello stesso modo, anche il network di installatori deve trasmettere questi stessi concetti. Per entrare a fare parte del team Solar Pioneer è necessario seguire un workshop di aggiornamento specialistico il cui obiettivo è assicurare che i futuri installatori certificati siano in grado di rispettare elevati livelli di qualità e professionalità, nonché di condividere nei dettagli il funzionamento della partnership commerciale. Tenuto da manager interni, il workshop è articolato in quattro giornate, per un totale di 32 ore, e offre ai partecipanti l'opportunità di seguire da vicino tutte le fasi della realizzazione di un modulo fotovoltaico attraverso una visita guidata al comparto produttivo della sede italiana di Solon a Carmignano di Brenta (PD). Attraverso la partnership stretta da poco con Fischer Italia, multinazionale attiva nei sistemi di fissaggio, il workshop Solar Pioneer pone da oggi un'attenzione ancora più qualificata alle tecniche di staffaggio e ancoraggio degli impianti fotovoltaici, requisito fondamentale per raggiungere elevati standard qualitativi. Entra nel team A sinistra: interporto di Padova, impianto da 12,5 MW In basso: Domenico Sartore, Presidente di Solon
4 1 to quello di conseguire la certificazione di classe energetica A per gli edifici, che è stato possibile ottenere grazie anche alla scelta dei materiali e delle tecnologie più aggiornate ed esaltando le prestazioni dell'edificio in termini di risparmio di energia primaria e di massima integrazione del sistema edificio-impianto. La corretta analisi del contesto ambientale è stata basilare per lo sviluppo del progetto architettonico e il suo inserimento nell'ambiente minimizzando ogni tipo di impatto: analisi che ha compreso, tra gli altri, anche lo studio degli aspetti economici e sociali. gli impianti utilizzati nella progettazione degli impianti si è tenuto conto della massima sostenibilità ambientale. negli edifici è stato infatti previsto l'uso di impianti fotovoltaici per produrre energia elettrica da abbinare a elementi elettrici a bassissimo consumo, l'utilizzo di pompe di calore che sfruttano il calore geotermico o idrotermico per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti, evitando l'uso di caldaie a gas, in abbinamento a impianti di domotica. Il riscaldamento e il raffrescamento nelle unità immobiliari sono prodotti attraverso un sistema di pannelli a pavimento. per aumentare il risparmiO energeticO Di fondamentale importanza per conseguire il risultato previsto è stato il ricorso alla concezione architettonica di ultima generazione che considera la possibilità di sfruttare ogni sorgente di energia naturale, applicando soluzioni inedite come le serre bioclimatiche apribili sui balconi, che contribuiscono a regolare i flussi termoigrometrici allo scopo di ottenere un sostanziale miglioramento del comfort abitativo e l'abbattimento dei consumi. Un particolare riguardo è stato dedicato alle murature e all'esposizione solare, allo scopo di evitare dispersioni energetiche in inverno e garantendo al contempo il necessario riparo dal caldo e dall'umidità in estate. nella residenza “I Girasoli”, un'altra fonte naturale e inesauribile come la luce solare è stata utilizzata al meglio ricercando nella forma stessa del complesso residenziale il modo di sfruttare adeguatamente la luce solare sia in inverno che in estate. L'esposizione degli alloggi è stata studiata per ridurre al minimo i fenomeni di ombreggiamento nelle zone non desiderate. Infatti, la particolare disposizione degli edifici a forma di ventaglio ha permesso di dotare le abitazioni di un'esposizione solare ottimale. La grande coibentazione e l'efficienza degli infissi riduce la dispersione del calore nei mesi invernali e del fresco nei mesi estivi, prevedendo anche dei sistemi passivi quali tende od oscuranti per ombreggiare le aperture disposte a Est e a Ovest. A ciò si aggiunge un impianto meccanico di ricambio dell'aria interna agli alloggi, che riduce le dispersioni che avvengono attraverso l'apertura delle finestre. Per quanto riguarda la selezione dei materiali, i tamponamenti esterni sono realizzati con un particolare blocco in cemento cellulare abbinato a un cappotto in lana minerale, per offrire maggiori garanzie di isolamento termico e di protezione acustica. poco al contenimento dei costi di costruzione. Con questi edifici ci troviamo di fronte a prodotti fortemente innovativi, e in qualche modo - per il settore edilizio italiano - addirittura rivoluzionari, che hanno bisogno di una fase di “acclimatamento” nel e del mercato per essere accettati; inoltre, la situazione di crisi del settore edile che si prolunga da qualche tempo ha avuto anch'essa paradossalmente un'influenza favorevole al contenimento dei prezzi di vendita, che sono in ogni caso allineati con il budget previsionale del committente”. Può dire quanto costerà a una famiglia abitare in una casa unifamiliare o in uno degli appartamenti della residenza “Girasole”? “I costi, per quanto riguarda le funzioni di riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni, sono estremamente contenuti perché grazie al sistema impiantistico centralizzato basato su pompe di calore geotermico alimentate da pannelli fotovoltaici, gli edifici sono diventati autonomi e produttori in alcuni momenti di energia elettrica”. Quanto incidono sulle spese di realizzazione le tecnologie che sfruttano le energie rinnovabili? “Le spese di realizzazione di questi edifici non sono state di molto superiori a quelle di un edificio tradizionale grazie all'utilizzazione di componenti edilizie industrializzate quali blocchi di cemento cellulare, profili in ferro e lastre per l'impermeabilizzazione, in modo da riconsiderare il cantiere non più come un luogo dove ogni pezzo della costruzione è realizzato ma come il luogo in cui la stessa costruzione viene “montata” e il tempo tra il montaggio e l'uso da parte dell'acquirente è ridotto ai minimi termini. Il lieve incremento di spesa per l'acquisto dell'alloggio è recuperato in parte dal costo “zero” delle spese per il comfort abitativo, ma soprattutto dall'incremento di valore che le unità immobiliari di questo tipo avranno nel corso del tempo; non occorre ricordare qui che è stato imposto dal legislatore che per ogni vendita di un'abitazione sia obbligatoria la certificazione energetica e quindi che questa - dopo un periodo di assestamento - vada sicuramente a influire sul valore del bene che è messo in vendita”. Quali sono le soluzioni più innovative e/o sperimentali che sono state utilizzate in questo progetto? “Oltre a quelle già descritte, vi sono altre innovazioni e accorgimenti tesi al benessere e al comfort abitativo. Le principali riguardano la progettazione dell'impianto elettrico, che è stata sottoposta a un vaglio accurato per eliminare la maggior parte dei campi magnetici presenti di solito nelle abitazioni tradizionali. A questo scopo sono stati previsti all'ingresso della linea elettrica di ognuna delle camere da letto dei disgiuntori automatici, che nel momento stesso in cui ogni apparecchio presente è spento tolgono completamente la corrente elettrica dalle linee presenti nella camera: così facendo, eliminano la presenza di campi magnetici durante le ore di sonno. Va da sé che appena qualsiasi apparecchio viene rimesso in funzione il disgiuntore ripristina la presenza della corrente elettrica. A ciò si deve aggiungere la particolare disposizione della distribuzione elettrica che è stata concepita a “stella”, vale a dire in modo tale da non creare degli anelli chiusi all'interno dei locali. Queste cose, che a descriverle paiono banali, non sono così diffuse perché richiedono un'attenzione di posa in opera che alla maggior parte degli addetti sembra un'inutile perdita di tempo, ma che in realtà è essenziale per arrivare a produrre abitazioni sane e gradevoli”. n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it
3 8 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it Realizzazioni Ecosostenibilità da primato Un edificio dal fascino contemporaneo, sintesi di innovazione, cultura e tradizione. Realizzato in legno, è la prima abitazione residenziale ex novo certificata CasaClima nature a cuRa di alessia VaRalda A Riscone di Brunico (BZ), ai piedi del Plan de Corones in Alto Adige, sorge un edificio dal fascino contemporaneo che racchiude in sé innovazione, cultura e tradizione. Realizzato in legno da Rubner Haus, è la prima abitazione residenziale ex novo certificata CasaClima nature, il più recente sistema di valutazione della sostenibilità ambientale promosso dall'Agenzia CasaClima di Bolzano. L'innovativo stile architettonico dell'edificio si discosta dalle classiche strutture alpine che caratterizzano la zona, pur mantenendo un'identità fortemente legata al territorio su cui poggiano le sue fondamenta. La nuova struttura sorge, infatti, nel luogo in cui, fino a pochi anni fa, si trovava il vecchio maso “Firber” ed è circondata dal complesso di edifici (in fase di ristrutturazione) che facevano parte della corte, secondo la classica struttura agricola altoatesina formata da stalla, forno, cappella e terreni con orto e frutteto. EfficiEnza EnErgEtica L'originalità del progetto mostra uno spiccato desiderio di sperimentazione e rappresenta un esempio concreto delle ineguagliabili doti di versatilità del legno come materiale costruttivo. “Il legno è un materiale vivo e flessibile, che permette di realizzare progetti anche molto complessi con una facilità unica rispetto ai materiali considerati in edilizia più tradizionali - spiega Joachim Rubner, proprietario della casa nonché presidente di Rubner Haus - Con questa abitazione, ho voluto osare e dare libero sfogo alla creatività, sviluppando un progetto che esaltasse quanto più possibile le potenzialità di questa formidabile materia prima”. La residenza non è solo un esempio delle doti costruttive del legno, ma anche un modello di sostenibilità ambientale. È, infatti, il primo edificio ex novo a ricevere il sigillo di qualità CasaClima nature, un nuovo strumento introdotto dall'Agenzia CasaClima per valutare e certificare un edificio dal punto di vista dell'efficienza energetica e, nel contempo, del suo impatto sull'ambiente e sulla salute dell'uomo. L'obiettivo di CasaClima nature, in sintonia con la sempre più diffusa necessità di abitare in “modo naturale”, è di valutare la sostenibilità di un edificio analizzando i materiali impiegati e il loro ciclo di vita. Attraverso un database di indicatori ambientali scientificamente elaborati - l'energia grigia, l'emissione di CO2 e di inquinanti causati per la produzione e il trasporto del materiale - CasaClima nature riesce a effettuare una valutazione oggettiva di tutti i materiali edili.
3 6 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it Realizzazioni Inaugurato nel giugno di quest'anno dopo un lungo intervento di recupero che ha portato a nuovo splendore la struttura originaria degli anni 50, l'Hotel Excelsior di Pesaro è stato interamente riprogettato per diventare un modello di ecosostenibilità e risparmio energetico. Il primo 5 stelle della riviera marchigiana adotta infatti soluzioni impiantistiche all'avanguardia, che abbinano l'autoproduzione energetica e la riduzione degli sprechi all'uso della tecnologia domotica, che consente la gestione automatizzata dell'intera struttura. Fiore all'occhiello del progetto, ideato dall'architetto pesarese Marco Gaudenzi, un innovativo impianto di trigenerazione che utilizza il gas metano prelevato dalla rete pubblica per produrre tutta l'energia necessaria al normale funzionamento dell'hotel: non solo la corrente elettrica, dunque, ma anche l'energia termica per l'acqua calda sanitaria e l'impianto di riscaldamento, e quella frigorifera per condizionare l'edificio nella stagione estiva. Una scelta che garantisce l'autosufficienza energetica all'Hotel Excelsior, riducendo i consumi del 40% e soprattutto abbattendo le emissioni di CO2 nell'atmosfera. Massima l'attenzione alla riduzione di sprechi e dispersioni, non solamente nelle camere ma soprattutto nelle parti comuni dell'hotel. Il calore “di scarto” del deumidificatore della spa, ad esempio, viene recuperato per riscaldare l'acqua della piscina, così come dall'impianto di condizionamento proviene l'energia che riscalda l'intera area wellness, dotata di pannelli radianti a pavimento che durante l'estate vengono utilizzati come sistema di raffrescamento. nel resto dell'hotel, la climatizzazione è invece assicurata da particolari ventilconvettori che recuperano tutto il calore ancora presente nell'aria prima di espellerla e sostituirla, come necessario per un corretto ricircolo. Infine, a completamento della dotazione tecnologica della struttura, i progettisti hanno installato un sofisticato sistema integrato di supervisione per il controllo remoto di tutti gli impianti dell'albergo. La gestione informatizzata raccoglie i dati dell'edificio e permette di regolare in automatico le pompe di circolazione dell'acqua, il sistema di aerazione, l'illuminazione, la gestione delle camere e la diffusione della musica. È quindi possibile, ad esempio, variare la luminosità delle parti comuni (dove sono state installate lampadine a led e a risparmio energetico) in base all'intensità della luce naturale, oppure modificare il ricircolo dell'aria in base all'affollamento, velocizzandolo quando aumenta il numero delle persone e quindi il livello di CO2. Allo stesso modo, nelle camere l'aria viene costantemente rinnovata quando l'ospite è presente, mentre il ricambio si disattiva quando la stanza è vuota o se Autoproduzione dell'energia e riduzione degli sprechi abbinati all'uso della domotica, che consente la gestione automatizzata della struttura. Fiore all'occhiello un innovativo impianto di trigenerazione a cuRa della Redazione Tecnologia a 5 stelle
7 2 n .x x | x x x x x x x x x x 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it sotto la lente gruppi di regolazione Studiati per il diretto collegamento dei collettori solari al serbatoio provvisto di serpentina interna Per la regolazione degli impianti solari, Oventrop propone varie soluzioni in grado di soddisfare ogni esigenza. La vasta gamma a catalogo prevede innanzitutto i gruppi di regolazione Regusol, studiati per il diretto collegamento dei collettori solari al serbatoio provvisto di serpentina interna. A listino sono disponibili modelli di differenti dimensioni: dal DN 20 al DN 32 monocolonna o bicolonna, con o senza disaeratore, con o senza centralina integrata. Quest'ultima è disponibile in varie versioni, capaci di gestire un diverso numero di ingressi e uscite a seconda della complessità del sistema che si desidera realizzare: dal semplice caricamento del serbatoio tramite un controllo della temperatura differenziale, alla gestione di più serbatoi e campi collettori con attivazione di una caldaia di integrazione fino a funzioni più complesse. Molto utili sono, inoltre, le funzioni di protezione del sistema fra cui la funzione antigelo, la funzione di raffreddamento del serbatoio e la funzione di protezione del collettore. Tutti i gruppi sono completamente premontati e sottoposti alla prova di tenuta stagna, e sono dotati di gruppo di sicurezza e dispositivo per montare il vaso di espansione. Nel caso in cui si disponga, invece, di un serbatoio senza scambiatore di calore è posLa vasta gamma di gruppi di regolazione Oventrop comprende modelli di differenti dimensioni, tutti completamente premontati e sottoposti alla prova di tenuta stagna. Dispongono, inoltre, di gruppo di sicurezza e dispositivo per montare il vaso d'espansione. sibile collegare quest'ultimo al sistema solare attraverso i gruppi “Regusol X Uno/Duo”. Si tratta di stazioni a regolazione elettronica con scambiatore di calore per la trasmissione controllata dell'energia del circuito solare a un serbatoio monovalente, a carica stratificata o a 2 serbatoi. Due le taglie di potenza, da 15 e da 25 kW, per gestire una superficie massima di collettori fino a 50 m2. A completamento del sistema solare sono disponibili collettori solari piani o tubolari sottovuoto, serbatoi, vasi d'espansione e utili accessori che facilitano la gestione di questi impianti. Quando si hanno serbatoi per la produzione di acqua calda risulterebbe di grande utilità fare in modo che forniscano anche l'acqua calda sanitaria. I gruppi Regumaq rispondono proprio a questa esigenza. Sono stazioni a regolazione elettronica con scambiatore di calore per produrre l'Acs solo al momento richiesto e quindi in modo igienico, poiché si evitano ristagni a temperature intermedie e la formazione di legionella. Il modello XZ30 è provvisto di un'ulteriore pompa per l'esercizio di un impianto a circolazione, con programma orario e funzione di disinfezione. Lo scambiatore di calore (sciacquabile mediante i rubinetti integrati) è protetto dalla formazione del calcare da un utile effetto di autopulizia dovuto al flusso turbolento che si genera all'interno dello stesso, dalla sua particolare disposizione che evita ristagni di acqua a temperatura elevata nel momento in cui non c'è più richiesta dalle utenze, e dalla fine regolazione elettronica. Scaldare l'acqua solo al momento desiderato consente anche vantaggiosi risparmi dal punto di vista energetico. In base alla temperatura e alla portata richiesta viene prelevata dal serbatoio solo la quantità di acqua calda strettamente necessaria, assicurando una più duratura stratificazione nell'accumulo e un suo più efficiente sfruttamento.
4 2 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it Realizzazioni È stato realizzato un impianto fotovoltaico completamente integrato per rivestire il tetto della nuova sede aziendale di Diesel sita a Breganze (VI), famosa in tutto il mondo per i suoi capi di abbigliamento giovane. Le finalità del committente erano quelle di ottenere un impianto per la produzione di energia elettrica tramite fonte rinnovabile che potesse ridurre i consumi elettrici dell'edificio. A questo scopo è stato scelto di installare un impianto composto di moduli fotovoltaici Uni-Solar, prodotti con tecnologia a film sottile flessibile da United Solar Ovonic, della potenza di 198 kWp. Componenti del sistema - Moduli fotovoltaici integrati nella copertura; - cavi di connessione; - quadri di connessione in corrente continua (String Box); - gruppi conversione statico corrente continua - corrente alternata (inverter); - quadro di connessione parallelo inverter, completo di trasformatore bt/bt; - quadro di connessione alla rete di distribuzione corrente alternata; - sistemi di controllo. integrazione totale La nuova sede Diesel a Breganze è un edificio costruito tenendo conto dei diktat tipici del design contemporaneo e che garantisce ottime prestazioni energetiche perché progettato all'origine secondo una filosofia volta a ridurne i consumi energetici. Il sistema SolarRoof e i laminati fotovoltaici Uni-Solar sono stati integrati su un manto impermeabile posato come copertura, permettendo di rispettare l'integrità strutturale e il design elegante dell'edificio. L'impianto fotovoltaico funziona in parallelo alla rete di distribuzione di energia elettrica, a parziale copertura del fabbisogno energetico dell'edificio. nei periodi in cui la produzione eccederà il consumo, l'energia sarà immessa nella rete di distribuzione come previsto nel programma di produzione distribuita e di scambio sul posto. il film sottile La soluzione SolarRoof applicata è frutto dell'integrazione tra le speciali membrane fornite da Sit e i laminati fotovoltaici Uni-Solar. Un sistema che, grazie al doppio strato protettivo, permette la completa impermeabilizzazione del tetto. Inoltre, la leggerezza e la flessibilità del film sottile hanno permesso di dare vita a un impianto completamente integrato al tetto senza impattare sulla struttura architettonica dello stabile, mentre l'elevata capacità dei moduli di produrre energia nelle più disparate condizioni di illuminazione, oltre a garantire un più rapido ritorno sull'investimento, costituisce una reale opportunità per Diesel di ridurre i propri consumi di energia. gli inverter e il sistema di Controllo I sei inverter sono connessi alla rete trifase con neutro e collegati ai sottosistemi di moduli fotovoltaici così suddivisi: - sottosistemi fotovoltaico SF1, SF2, SF3 e SF4: ciascuno con un inverter TG 800 35 e aderisCe Come Un Jeans La nota casa di abbigliamento Diesel ha fatto realizzare per il tetto della propria sede di Breganze un impianto fotovoltaico con moduli a film sottile di emma luisini
Continua il trend di crescita di MX Group Spa che, alla chiusura dell'anno fiscale 2010, triplica il fatturato rispetto al 2009 raggiungendo 83 milioni di euro. Il fatturato di gruppo supera la soglia dei 150 milioni. Nel 2010 MX Group ha installato impianti per oltre 9 MW, il doppio rispetto al 2009, e ha impiegato 237 persone. Risultati molto positivi per la società italiana che, nel 2010, ha valicato la frontiera atlantica avviando un nuovo stabilimento negli Stati Uniti, MX Solar Usa, per la produzione di moduli fotovoltaici destinati al mercato nordamericano. Per questa operazione, è stato effettuato un investimento totale di 14,5 milioni di dollari. La sola azienda statunitense oggi impiega 120 persone e porterà a 190 il numero degli occupati diretti entro la fine del 2011. La capacità produttiva nominale complessiva del Gruppo e delle sue partecipate nel 2011 si attesterà su un livello pari a 320 MW di potenza. Triplicato il fatturato Sostenibilità ambientale Mitsubishi Electric aderisce a PV Cycle, l'associazione europea fondata nel 2007 con l'intento di aumentare l'impegno da parte dell'industria del fotovoltaico nella creazione di un programma volontario di raccolta e di riciclaggio per i moduli a fine ciclo di vita. L'azienda nipponica, da sempre impegnata nell'ambito della sostenibilità ambientale, rafforza la propria posizione di green company, estendendo l'attenzione non solo alla produzione, ma anche al sistema di smaltimento dei pannelli esausti. Mitsubishi Electric produce moduli fotovoltaici senza utilizzare metalli pesanti quali stagno e piombo. Il riciclaggio dei moduli giunti a fine vita permette il riutilizzo di preziose materie prime per la produzione di nuovi pannelli. In questo modo, i protagonisti dell'industria si responsabilizzano e permettono di “rendere l'industria del fotovoltaico doppiamente verde”. Gli obiettivi espressi nella dichiarazione sono molto importanti: • raccogliere il 65% dei pannelli immessi sul mercato; • riciclare almeno l'85% dei pannelli raccolti; • aumentare il tasso di riciclaggio progressivamente, in funzione della riduzione dell'impatto ambientale e della fattibilità economica. La realizzazione degli obiettivi sarà monitorata da un organismo indipendente, composto da rappresentanti del Parlamento Europeo.
7 8 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it INVERTER Semplifica la progettazione Dotato di tecnologia all'avanguardia: grazie alla nuova tecnologia Optiflex con due ingressi Mpp e all'ampio range di tensione d'ingresso, l'inverter trifase Sunny Tripower di SMA si integra perfettamente a tutti i tipi di moduli ed è assolutamente adatto per impianti anche di grande potenza. Sunny Tripower soddisfa tutte le esigenze di controllo della potenza reattiva e di sostegno alla rete e contribuisce in maniera affidabile alla gestione della rete. Il dispositivo di sicurezza Optiprotect con il riconoscimento di guasti alla stringa ad aggiornamento automatico, fusibile di stringa elettronico e scaricatore di sovratensioni integrabile di Tipo II, garantisce la massima affidabilità. Ecco le principali caratteristiche dell'inverter: • economico: grado di rendimento massimo del 98%; rendimenti particolarmente elevati grazie a OptiTrac e OptiCool; • sicuro: conforme alla normativa sull'immissione in media tensione; sezionatore cc integrato Ess; fusibile di stringa elettronico e riconoscimento guasto di stringa; monitoraggio della corrente di stringa; • flessibile: scaricatore di sovratensione cc (tipo 2) integrabile; tensione d'ingresso cc fino a 1000 V; flessibile dimensionamento dei moduli grazie a due convertitori boost; • semplice: immissione trifase; collegamento cavi senza attrezzi; innovativo sistema di connessione cc; punti di collegamento facilmente accessibili; comunicazione Bluetooth. Senza trasformatore Kaco New Energy presenta Powador 30.0 TL3, 37.5 TL3 e 39.0 TL3, gli inverter trifase senza trasformatore, in grado di gestire una tensione d'ingresso (range Mpp) ampia, compresa tra 350 e 800 V. Immettono in rete le tre fasi con la tipica sfasatura di 120°. Questi apparecchi offrono una grande flessibilità nella progettazione dell'impianto fotovoltaico. È possibile gestire e trasformare la corrente solare proveniente da un massimo di 12 stringhe. Operano con tre regolatori Mpp separati, per consentire una regolazione ottimale. Il sistema di comunicazione è completo di tutte le interfacce e la configurazione risulta molto semplice. Oltre alla consueta RS485, che consente la lettura dei dati di produzione grazie all'acquisitore dati Powador-proLog, gli inverter hanno in serbo delle novità che garantiscono il massimo livello di comfort: web server integrato per il monitoraggio continuo tramite Ethernet, porta usb per l'installazione di aggiornamenti software e per scaricare tutti i dati di log, accompagnati da un display grafico per la visualizzazione dei dati di esercizio. Negli inverter sono programmate numerose impostazioni internazionali, che al momento dell'installazione possono essere facilmente selezionate sull'apparecchio stesso. È possibile inoltre selezionare a piacimento la lingua dell'interfaccia. Ovviamente, tali inverter possono funzionare anche con una scatola di giunzione al generatore (Sgg) integrata oppure con una Sgg esterna dotata di collettore di stringhe. Per centrali fotovoltaiche Tutti gli inverter Sirio di Aros Solar Technology utilizzano tecnologie innovative e componenti di alta qualità, per assicurare elevati standard di prestazione, e coprono un range di potenza da1,5 kW a 500 kW tra inverter privi di trasformatore, inverter centralizzati, inverter centralizzati MT e i nuovi sistemi Sirio Central Station dedicati al collegamento di centrali fotovoltaiche. Il sistema Sirio Central Station (Scs) è stato studiato per aumentare ulteriormente la prestazione complessiva del sistema di conversione, riducendo i costi di installazione in particolare nei grossi impianti. Grazie a questa soluzione, gli inverter Sirio HV-MT vengono collegati ad un trasformatore comune di media tensione e inseriti in cabine di calcestruzzo che garantiscono maggiore durata nel tempo, migliore isolamento termico, resistenza agli agenti atmosferici e alle condizioni ambientali più avverse. L'inserimento degli inverter in cabine separate permette di ridurre la mancata produzione in caso di situazioni di guasto o durante le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tutto il sistema è realizzato secondo le normative Cei e i materiali utilizzati garantiscono resistenza a qualsiasi perturbazione atmosferica. Sirio Central Station, disponibile nelle versioni da 500 kW, 750 kW e 1 MW, è una soluzione completa, sicura e performante, studiata 'chiavi in mano'.
sotto la lente SoStenendo il fotovoltaico Una vasta gamma di profili in alluminio per l'ancoraggio e cornice dei pannelli, personalizzabili nel disegno e nelle finiture Flessibili, longevi e semplici da installare. Queste le caratteristiche distintive dei sistemi di ancoraggio e cornici per pannelli fotovoltaici proposti sul mercato da All.co, gruppo specializzato nell'estrusione dell'alluminio con oltre ottantamila tonnellate lavorate all'anno, per coprire tutte le esigenze dell'installatore di impianti fotovoltaici. Dalle cornici e dai telai per i singoli moduli solari ai profili per l'integrazione dei pannelli in strutture anche molto articolate di ombreggiamento e schermatura, il catalogo All.co comprende soluzioni studiate sia per la creazione di impianti residenziali sia per estese installazioni in aziende o parchi solari. Grazie alla possibilità di personalizzare ulteriormente i sistemi, intervenendo su disegni e finiture dei singoli profili, progettisti e installatori possono trovare la soluzione più idonea anche in caso di speciali adattamenti tecnologici, architettonici o estetici. Realizzati in alluminio, materiale ad alta riciclabilità e a basso impatto ambientale quindi particolarmente idoneo per impianti ad elevata sostenibilità, i sistemi All.co garantiscono anche elevate prestazioni di longevità e resistenza agli agenti atmosferici, caratteristiche fondamentali per ancoraggi, profili e cornici. Terza caratteristica distintiva è quella più apprezzata dagli installatori: la facilità di montaggio. Grazie alla versatilità delle soluzioni proposte e alla leggerezza tipica dell'alluminio i sistemi All.co risultano infatti veloci da montare in ogni contesto. Per presentare al meglio la propria gamma di soluzioni per il fotovoltaico All.co ha infine realizzato il Photovoltaic kit. Si tratta di una pratica valigetta al cui interno installatori e rivenditori potranno conoscere nel dettaglio pregi e caratteristiche dei sistemi All.co grazie un ricco ventaglio di profilicampione e un cd interattivo con dettagli tecnici, opzioni di montaggio, specifiche e consigli su come utilizzare al meglio gli ancoraggi e le cornici. Estrusori per tradizione Nato nel 1973, il gruppo All. co ha accumulato una grande esperienza nell'estrusione dell'alluminio e nella progettazione di nuovi profili, arrivando a integrare nella propria offerta tutti i processi relativi alla lavorazione: dalla fonderia alla produzione di matrici fino alla finitura e alla verniciatura e sublimazione. Proprio partendo da questo grande bagaglio di know how specifico All.co è entrata nel mercato del fotovoltaico producendo infrastrutture in alluminio per impianti grazie a una struttura che conta su 600 dipendenti distribuiti su otto siti produttivi, ventidue centri di distribuzione e un centro di progettazione e ricerca interamente dedicato ad ampliare l'offerta di profili All.co.
6 6 n .x x | x x x x x x x x x x 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it sotto la lente Centralini di Collegamento Per la realizzazione di quadri di stringa per applicazioni domestiche e terziario Cabur ha sviluppato una gamma completa e affidabile di prodotti dedicati ad applicazioni fotovoltaiche per soddisfare tutte le esigenze impiantistiche, a partire dalla connessione della stringa sul lato pannello in corrente continua fino ad arrivare al punto di connessione con la rete in ac. Così come un artefice fondamentale per la buona efficienza di un impianto fotovoltaico è l'accurata scelta dei componenti, con particolare attenzione ai moduli e agli inverter, allo stesso modo un artefice fondamentale per la sicurezza di un impianto fotovoltaico è la qualità scelta dei componenti, con particolare attenzione ai quadri di campo. Ciò che viene comunemente chiamato Bos (Balance of System), cioè apparecchiature elettromeccaniche di protezione, comando, sezionamento e cavi, svolge un particolare ruolo per garantire sia un'adeguata protezione delle persone e dei beni connessi all'impianto sia un'adeguata produzione di energia negli anni. In genere, per impianti di piccola taglia (fino a qualche kWp) e in assenza di informazioni dettagliate si può assumere un Bos pari al 10-15% e ottenere una buona approssimazione circa la produttività annuale; per impianti più grossi è sempre necessario un accurato studio affiancato da una buona esperienza. In considerazione dei notevoli investimenti da affrontare per la realizzazione di grandi impianti e delle potenze in gioco, una variazione di uno o più punti nel Bos può significare svariate migliaia di euro all'anno. I centralini di collegamento serie Cabur StringBox sono progettati e costruiti in accordo alla Guida fotovoltaico Cei 82-25 proprio per dare all'installatore quella garanzia di prodotto necessaria perché un apparecchio mantenga inalterate le proprie caratteristiche di funzionamento per tutta la vita utile dell'impianto e dell'investimento correlato. Si tratta di una vera e propria soluzione alle varie esigenze di questo settore, che tiene nella dovuta considerazione la necessità di prodotti personalizzati. I centralini CaburSolar hanno grado di protezione IP65 e sono caratterizzati da un'estetica piacevole per una facile integrazione in tutti gli ambienti. Rappresentano quindi la soluzione ideale per la realizzazione dei quadri di campo nelle applicazioni domestiche e del piccolo terziario. Inoltre, la varietà di impianti fotovoltaici in termini di potenza, tipologia di inverter, numero di stringhe, tensione di stringa e tipologia di allacciamento alla rete pubblica implica un'attenta selezione dei componenti e quindi un'attenta progettazione dei centralini di campo. I centralini CaburSolar sono disponibili nelle versioni da 1 a 4 stringhe in ingresso e da 1 a 4 stringhe in uscita; comprendono tutti i componenti necessari alla protezione e al collegamento in parallelo delle stringhe: • un sezionatore per potere intervenire in tutta sicurezza; • un limitatore di sovratensione per dc, classe II, in configurazione Y; • portafusibili con possibilità di segnalazione a led; • morsetteria a vite per le connessioni (inverter, stringhe); • connettori CaburSolar Linea 4 per ingresso stringhe; • pressacavi per uscite verso inverter.
L'energia solare irradiata sulla terra è 10.000 volte superiore all'energia usata dall'umanità. In teoria, bisogna raggiungere lo zero assoluto (-73,15 ºC) per eliminare anche l'ultimo residuo di energia. Il sole fornisce energia gratuita, pulita e illimitata in due forme: diretta e indiretta. L'energia diretta può essere raccolta dai pannelli solari termici e fotovoltaici. L'energia indiretta è quella che il sole cede alla terra, all'aria e all'acqua. Con l'aiuto di una pompa di calore, una parte di questa energia naturale può essere raccolta per creare il comfort negli ambienti. Considerando il funzionamento invernale, l'energia solare indiretta viene catturata dalla pompa di calore e trasformata per ottenere acqua calda sanitaria e calore. L'energia ricavabile gratuitamente dall'ambiente fornisce circa il 75% dell'energia richiesta dall'edificio. Questo calore entra quindi nel ciclo della pompa di calore e, assieme al rimanente 25% che viene fornito sottoforma di energia elettrica necessaria per il funzionamento della pompa di calore, è portato a un livello di temperatura idoneo alle esigenze di riscaldamento. Le diverse tipoLogie Le pompe di calore possono ricavare l'energia dall'aria, dall'acqua o dal terreno. Aria - La soluzione con il più vasto campo di applicazione è quella basata sul recupero dell'energia ambientale dell'aria esterna, la quale è sempre disponibile e non presenta vincoli. È sufficiente, infatti, una macchina esterna in grado di recuperare il calore presente nell'aria 3 0 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it con conseguente contenimento dei costi di impianto. Acqua - L'energia può essere recuperata dall'acqua sfruttando il calore naturale di laghi, pozzi e falde. In particolare, l'acqua freatica presenta condizioni ideali per una pompa di calore in quanto ha la capacità di accumulare il calore del sole per un lungo periodo e mantiene temperature generalmente costanti di 9-12 °C. Questo il funzionamento. Mediante una pompa d'alimentazione si preleva dell'acqua freatica, che viene condotta alla pompa di calore che ne recupera il calore. Un pozzo assorbente riconduce poi l'acqua alla falda freatica. Terra - L'energia può essere recuperata dal terreno attraverso sonde orizzontali o verticali. Un collettore geotermico posato orizzontalmente o verticalmente assorbe il calore dalla terra e lo trasmette ad un liquido termovettore (acqua glicolata). Questo liquido giunge quindi alla pompa di calore che, in funzionamento invernale, assorbe il calore contenuto nel terreno per cederlo, attraverso il circuito frigorifero, all'impianto interno dell'abitazione (attraverso termosifoni, ventilconvettori o pannelli radianti). Il sistema geotermico orizzontale necessita di una superficie di terreno da due a tre volte la grandezza della superficie da riscaldare. Le sonde geotermiche verticali, che vengono inserite a una profondità di 30100 m, richiedono spazio ridotto rispetto alle sonde orizzontali. La loro capacità di assorbimento varia in funzione delle caratteristiche del terreno e si situa tra 30 e 100 Watt per metro di sonda geotermica. I sistemi completi a pompa di calore assicurano il riscaldamento, il raffreddamento, il rinnovo e la purificazione dell'aria, la produzione di acqua calda sanitaria a cura di alessia Varalda Comfort in tutte le stagioni Tecnologia
4 4 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it realizzazioni A prova di ladro A protezione di un piccolo impianto fotovoltaico da 6 kW, un sistema antintrusione ha ottenuto la menzione speciale H d'oro 2010 per la capacità di rispondere alle esigenze specifiche di sicurezza per le strutture destinate alla produzione di energia rinnovabile edoardo oldrati Oltre duecento milioni di euro. Questo, secondo alcune stime di operatori del mondo della sicurezza, il valore complessivo delle strutture destinate alla produzione di energia rinnovabile di cui è stato denunciato il furto in Italia nel 2010; e si tratta di un dato in costante crescita. Evidente che, per dimensioni e diffusione, la quasi totalità di essi sia riconducibile al mondo del fotovoltaico e, proprio per questo motivo, l'installazione di un sistema antintrusione va sempre più spesso a completare impianti di ogni dimensione. Sono, infatti, sempre più diffusi anche i furti subiti da impianti di ridotta potenza installati su abitazioni unifamiliari o su piccole attività industriali. È il caso della tettoia fotovoltaica da 6 kW nell'abitazione privata a Cavallermaggiore (Cn) dove nel 2009, proprio in seguito a un furto dei pannelli, è stato installato un impianto antintrusione da Digitalarm, azienda di Rubiana (TO) specializzata in sistemi di sicurezza intelligenti. Un impianto la cui capacità di rispondere alle specifiche esigenze di protezione del fotovoltaico ha portato la giuria del Premio H d'oro, uno dei più significativi riconoscimenti per il mondo della sicurezza, ad assegnargli una menzione speciale nell'edizione 2010. Oltre a confermare la qualità del progetto specifico, l'attenzione dell'importante premio promosso dalla Fondazione Enzo Hruby testimonia l'importanza qualitativa e quantitativa della richiesta di protezione degli impianti fotovoltaici. “Si tratta di un'opportunità di mercato interessante - conferma Enzo Sarcina, titolare dell'azienda piemontese che, in circa due giorni e con l'impiego di una sola persona, ha curato l'installazione dell'impianto - anche se essendo un'attività che sta emergendo in questo periodo non è ancora possibile quantificarne l'importanza”. Antintrusione Situata in aperta campagna, con poche costruzioni nelle vicinanze, l'abitazione per la quale si è richiesto l'intervento della Digitalarm è una villa privata nella provincia di Cuneo. Proprio a causa di questo isolamento, il cliente necessitava di un efficiente sistema antifurto che proteggesse la villa, soprattutto nel perimetro esterno, ma in particolare di un impianto idoneo alla protezione della tettoia munita di impianto fotovoltaico. Per la gestione dell'intero sistema è stata utilizzata una centrale della serie networX, modello nX-8V2 della Hesa, caratterizzata dall'autoinserimento automatico del sistema con possibilità di posticipo programmabile. La comunicazione del sistema è stata gestita utilizzando il Gsm nX-7002, modulo di comunicazione su rete Gsm/Gprs che funziona come canale per la trasmissione di allarmi e può anche essere usato per telegestione e programmazione remota sul canale dati Gsm o rete Gprs. Grazie a questo modulo gli eventi d'allarme possono essere inviati alla centrale di vigilanza in tutti i protocolli supportati dalla centrale, proprio usando un canale audio Gsm. “Come ogni impianto - spiega Sarcina - ci sono regole da rispettare come la presenza di piante, ad esempio. Ma le maggiori difficoltà sono sempre legate al fatto che è un impianto per esterno, che per sua natura è più esposto alla possibilità di falsi allarmi e quindi bisogna fare molta attenzione in fase di progettazione”. Proprio per questo motivo sono stati impiegati rivelatori a doppia tecnologia microonde/infrarossi passivi, modello MX-40QZ
sotto la lente La gamma Prana di Climaveneta si arricchisce di un nuovo controllo intelligente, Nadi System. Si tratta di un termostato che consente di gestire l'intero impianto di riscaldamento e raffrescamento da un'unica interfaccia. Con un solo controllo ambiente, semplice ed elegante, è possibile così gestire il funzionamento di pompa di calore, caldaia, pannelli solari, pavimento radiante, terminali idronici e modulo deumidificatore. Lo stesso pannello permette inoltre di gestire il passive cooling in presenza di unità con sonde geotermiche, di controllare fino a 4 unità in cascata e di inserire i contatti per blocco funzionamento per assorbimento elettrico e tariffa energia elettrica ridotta. Nadi crea così un vero e proprio sistema in grado di gestire in modo efficiente e intelligente il comfort di casa. È abbinabile a tutte le unità Prana, la gamma di pompe di calore per il residenziale di Climaveneta che comprende unità con smaltimento ad aria, ad acqua o con impianto geotermico e permette di gestire l'integrazione tra le fonti utilizzando sempre la più conveniente tra solare termico, fotovoltaico, biomasse o riscaldamento esistente, garantendo assoluta indipendenza dal gas (nessuna immissione in atmosfera). Le ultime unità che hanno arricchito la gamma sono tutte dotate di compressore inverter, per un ulteriore abbattimento dei effiCienza intelligente Un termostato che non solo controlla la pompa di calore cui è abbinato ma permette la gestione dell'intero impianto Con oltre 35 anni di esperienza nel settore, Climaveneta offre una gamma completa di prodotti e sistemi per ogni applicazione e tipologia di edificio, dal residenziale ai grandi impianti. Strutturata su 5 “focus factories” specializzate, è presente in oltre 120 Paesi del mondo, con distributori e filiali. consumi. È il caso di i-NRG, la pompa di calore aria/acqua con tecnologia full inverter per installazione da interno o da esterno e recupero totale per produrre l'acqua calda sanitaria. O delle nuove arrivate i-Ki e i-Kir, pompe di calore per il solo riscaldamento, nel primo caso, e per riscaldamento e condizionamento nel secondo, con sorgente ad aria e produzione di acqua sanitaria fino a 55 °C. Entrambe le unità garantiscono il funzionamento fino a -20 °C di aria esterna e quindi si adattano anche ai climi più rigidi. Il vantaggio più significativo garantito dalle nuove unità inverter è la capacità della pompa di calore di adeguare i consumi al reale fabbisogno energetico dell'edificio. Questo varia al variare delle condizioni esterne, quindi da stagione a stagione, da mese a mese, tra ore diurne e notturne. Le nuove unità con inverter, che godono della detrazione fiscale del 55%, regolano l'erogazione di energia termica o frigorifera, modulando dal 30 al 100% in base alla reale necessità, riducendo così i consumi.
4 9 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it ultimo obiettivo: il SolaR Cooling L'impianto presenta una predisposizione per consentire il raffrescamento nel periodo estivo per mezzo della tecnologia Solar Cooling. Affinché questo diventi possibile, sarà necessario integrare l'impianto con un gruppo di assorbimento a bromuro di litio e una torre evaporativa per lo smaltimento del calore in eccesso. Un impianto di Solar Cooling così realizzato si definisce “chiuso”. In estate l'acqua calda prodotta dai collettori solari, a una temperatura compresa tra i settanta e i novantacinque gradi, favorisce l'evaporazione della soluzione acquosa di LtBr; all'evaporazione segue la condensazione in acqua refrigerata, che verrà quindi stoccata nei serbatoi per servire il raffrescamento delle aule. La torre evaporativa, favorendo lo scambio di calore tra l'aria ambiente (carica di umidità) e l'acqua da raffreddare, abbassa la temperatura di quest'ultima per permetterne la riutilizzazione nel processo. In tal modo i costi e l'impatto ambientale risultano ridotti. Il calore in eccesso viene così smaltito anche in presenza di temperature esterne elevate. Attualmente l'impianto è in grado di fornire un surplus energetico che, in attesa della realizzazione e della messa in funzione del Solar Cooling, viene destinato alla produzione di acqua calda sanitaria, consentendo un sensibile risparmio di combustibile fossile. L'impianto Tipologia: impianto di riscaldamento radiante a pavimento con integrazione solare e raffrescamento Solar Cooling per una porzione di fabbricato. Stabilimento: 4.000 m2 Campo solare: 270 m2 Collettori: 72 SKY CPC 58 da 21 tubi Bollitori: 4 da 2.000 litri Superficie impianto radiante: 4.000 m2 Gruppo termico modulare: 360 kW Scheda lavori Progettista: Ufficio Tecnico Provincia di Ancona Impianti: Perito Industriale Massimiliano Petrucci Installatore: Cat Impianti Srl - Jesi (AN) Agenzia di zona Kloben: Marco Pignocchi Collettori solari: Kloben SKY CPC 58 da 21 tubi Identikit
Coltivare il sole Il fotovoltaico rappresenta il presente e il futuro per una svolta ecologista nel modo di produrre l'energia AlessiA VArAldA 5 6 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it ProtAgonisti
8 1 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Elpo, azienda specializzata nella realizzazione di impianti fotovoltaici 'chiavi in mano', dà vita a un'installazione “roof lease” sui tetti dell'allevamento di polli e galline di Finipar, società del Gruppo Sorelle Ramonda. L'impianto fotovoltaico ha una potenza di 1.000 kWp, con una superficie pari a 10.700 m2 che si sviluppa sui tetti delle 12 stalle a Montereale Valcellina (PN), in grado di produrre 1.186.000 kWh/a di energia annua. Il rispetto per l'ambiente è un valore intrinseco nella tecnologia fotovoltaica. A Montereale Valcellina tale valenza acquista una rilevanza ancora maggiore grazie alla riqualificazione dei tetti dell'allevamento. Per realizzare l'impianto fotovoltaico, inoltre, Elpo ha provveduto allo smaltimento delle superfici in amianto e in lana di vetro. Il risultato è un impianto totalmente integrato nelle strutture già esistenti, non occupando quindi terreni utilizzabili per altri scopi. Forte di un'esperienza di oltre 60 anni nel vasto campo dell'elettrotecnica, Elpo si è focalizzata da anni sulla tecnologia fotovoltaica. L'azienda altoatesina è oggi in grado di offrire ai clienti non solo la realizzazione di installazioni, ma anche un servizio di consulenza specializzata a 360°. Per accrescere e consolidare il proprio know how, Elpo ha trasformato questa installazione in un “campo prova”. Infatti, per l'impianto sono stati utilizzati sei diversi tipi di moduli cristallini: Sunpower, Schüco, Heckert, Sharp, Day4 e Azimut, per un totale di 7.569 moduli fotovoltaici. Tutti i dati elettrici relativi ai singoli moduli dell'impianto vengono monitorizzati e confrontati dall'Istituto Eurac di Bolzano, centro di ricerca sul rinnovabile indipendente. L'analisi dei dati, elaborati in maniera professionale e neutrale, sarà utile per individuare i moduli migliori al fine della bancabilità dell'impianto. Oltre all'aspetto ecologico e formativo, con questo progetto Elpo sottolinea la bancabilità degli investimenti nel settore fotovoltaico. L'azienda altoatesina, infatti, ha totalmente finanziato la realizzazione dell'impianto, siglando al contempo un accordo con Finipar, Gruppo Sorelle Ramonda, per l'affitto dei tetti dove sono stati installati i moduli. Da fine giugno, con la messa in rete dell'impianto e l'inaugurazione della piattaforma alta 8 metri costruita per rendere l'installazione visibile dall'alto, l'energia prodotta sarà venduta da Elpo a Enel. Un allevamento “green” Dati impianto fotovoltaico Superficie totale: 85.600 m2 Superficie moduli FV: 10.700 m2 Potenza dell'impianto: 987,57 kWp Produzione energia annua: 1.186.000 kWh/a Struttura tetti: a pulpito, inclinati verso sud Moduli fotovoltaici: 7569 pezzi Inverter SMA: 142 pezzi
1 0 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews Accordo solare... Importante accordo firmato da Tsmc e Centrosolar Group AG, che vede Centrosolar fornitore europeo “esclusivo” per la produzione di moduli cristallini per Tsmc. Centrosolar fornirà, inizialmente, 100 MWp/anno di moduli a Tsmc, utilizzando celle solari fornite dallo stesso Tsmc. In fase di discussione anche la possibilità di una collaborazione per lo sviluppo del prodotto e l'ingegneria dei processi. Centrosolar creerà lo spazio necessario per la produzione di tali moduli in un nuovo stabilimento di fianco a quello attuale a Wismar (Germania); le prime consegne inizieranno nel terzo trimestre del 2011. Con il nuovo stabilimento produttivo e il nuovo magazzino di Wismar, Centrosolar avrà lo spazio per incrementare la capacità produttiva dagli attuali 200 MW/anno a 500 MW/anno, in linea con le richieste del mercato. La prima fase, che porterà altri 150 MW di capacità produttiva e circa 300 nuovi posti di lavoro, sarà completata, come detto, entro il terzo trimestre: significa che i dipendenti Centrosolar a Wismar saranno circa 700, per arrivare a 1.000 con il completamento del nuovo stabilimento. Fotovoltaico a Mce 2012 Efficienza e risparmio energetico, energie rinnovabili e innovazione tecnologica sono da molte edizioni il comune denominatore dei comparti - caldo, freddo, acqua ed energia - in cui si articola Mce-Mostra Convegno Expocomfort, la manifestazione clou dell'impiantistica civile e industriale e della climatizzazione (proprietà di Reed Exhibitions), in programma dal 27 al 30 marzo 2012 a Fiera Milano. Tra le diverse tecnologie che sfruttano la fonte solare per produrre energia, quella del fotovoltaico è la più diffusa in Italia. In un periodo di forte contrazione dell'economia il mercato del FV, infatti, dal 2006 a oggi continua a crescere a tassi sostenuti, sia in termini di impianti in esercizio che in termini di potenza installata. Per quanto riguarda il mercato italiano, una conferma viene dai dati di dicembre 2010 del Gse (Gestore Servizi Energetici): domande di ammissione agli incentivi per oltre 120.000 impianti in esercizio, per una potenza complessiva di circa 2.100 MW; superata anche la soglia dei 2 GW di potenza; obiettivo 3.000 MWp di potenza fotovoltaica installata entro il 2016. In questo scenario, Mce 2012 ha costruito un progetto specifico per il settore fotovoltaico, che prevede un'area espositiva dedicata (e un ricco programma di iniziative, workshop e convegni): il Padiglione 6, adiacente ai padiglioni riservati ai settori Riscaldamento ed Energie Rinnovabili, dove sono presenti le eccellenze in tema di Solare, Geotermico, Cogenerazione e Biomasse. Il nuovo progetto si andrà a coniugare con Percorso Efficienza & Innovazione e Verso la Classe A, i due eventi sinergici e complementari (organizzati nell'ambito di Next Energy con la collaborazione del Politecnico di Milano), ideati proprio per guidare gli operatori professionali nella realizzazione di progetti ad alta efficienza energetica e offrire un quadro completo di prodotti, tecnologie e soluzioni per una maggiore integrazione fra edificio e impianto. Crescita continua Nata nel 2006, Solarday ha chiuso il 2010 con un fatturato di 73 milioni di euro, 140 dipendenti, 186mila moduli corrispondenti a 42 MW di potenza confermando, così, il trend positivo degli ultimi anni. Dalla nascita a oggi Solarday, nonostante il periodo di crisi economica, ha triplicato il fatturato, passando da 20 milioni di euro del 2007, primo anno di piena attività, a 73 milioni di euro del 2010. In un mercato dominato dalle multinazionali, l'azienda italiana ha quintuplicato la propria produzione, passando dai 32mila moduli fotovoltaici del 2007 ai 186mila del 2010. Crescita che ha coinvolto anche i dipendenti - 40 nuove assunzioni negli ultimi 6 mesi - portando la forza lavoro a 140 unità e lavoro su 3 turni negli oltre 12.000 m2 dello stabilimento di Mezzago (MI). Oggi l'azienda conta su una nuova linea produttiva di 60 MW. Il piano industriale prevede la diversificazione della linea di prodotto, con particolare attenzione al ‘totalmente integrato' e al vetro/vetro; inoltre, ci sono alcuni progetti dedicati all'uso del fotovoltaico a favore della mobilità.
4 6 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it Agricoltura solare Serra fotovoltaica realizzata con moduli che costituiscono gli elementi costruttivi della copertura a cura della redazione nel mondo del fotovoltaico, una delle applicazioni in maggiore evoluzione è sicuramente l'integrazione con l'agricoltura. In diverse regioni d'Italia sono numerosi gli impianti realizzati che danno un elevato riscontro in termini economico-ambientali: il modello principale che ci viene proposto da Paesi come l'Olanda e la Germania è sicuramente la serra fotovoltaica. Rientrano in questa tipologia le installazioni nelle quali i moduli fotovoltaici costituiscono gli elementi costruttivi della copertura o delle pareti di manufatti adibiti, per tutta la durata degli incentivi, a serre dedicate alle coltivazioni agricole o alla floricoltura. La serra fotovoltaica deve garantire allo stesso tempo la produzione agricola e la produzione di energia elettrica dell'impianto in copertura. Le colture che hanno necessità di sola luce diffusa sono sicuramente fra le più adatte; infatti, le serre fotovoltaiche consentono il corretto equilibrio fra un adeguato irraggiamento interno nel periodo invernale e una sufficiente protezione da eccessivo irraggiamento durante il periodo estivo. Le colture che necessitano di luce diretta di notevole intensità devono invece essere poste nel settore delle serre in cui i moduli non coprano l'intera superficie, in modo da garantire comunque un certo irraggiamento solare durante l'arco della giornata. La serra si trova in provincia di Cosenza ed è stata realizzata da Tecno Spot e Alternativa Energetica. Tecno Spot è una delle aziende che negli anni ha fortemente contribuito alla diffusione e allo sviluppo del fotovoltaico in Italia, interlocutore ideale per costruttori edili, grossisti elettrici, installatori ma anche architetti, ingegneri e studi di progettazione; Alternativa Energetica si occupa invece del business elettrico e rappresenta nello scenario italiano un operatore della green energy. LA soLuzione AdottAtA L'impianto è stato realizzato con moduli in silicio policristallino, con dimensione 1670x996x5 mm e potenza massima 225-235 Wp di SolarWorld. Gli inverter, del produttore tedesco Sma, sono a tecnologia pulse-width-modulation (Pwm). Inoltre, l'impianto fotovoltaico consente la riduzione di emissioni in atmosfera delle sostanze che hanno effetto inquinante e di quelle che contribuiscono all'effetto serra. Le strutture di sostegno La serra, di produzione Rabensteiner, è costituita da navate affiancate, ognuna con larghezza 9,6 m, con struttura a traliccio orizzontale e copertura a cappottine con interasse 4,06 m. L'inclinazione delle falde è pari a 24°; l'interasse dei pilastri è pari a 3,20 m ca e l'altezza della serra in gronda è pari a 4,50 m. Emissioni evitate in atmosfera C0 2 (g/kWh) 496 S0 2 (g/kWh) 0,93 NO X (g/kWh) 0,58 Polveri (g/kWh) 0,03 Emissioni evitate in un anno in kg 1.848.119,800 3.465,225 2.161,108 111,781 Emissioni evitate in 20 anni in kg 36.962.396,000 69.304,492 43.222,156 2.235,629 realizzazioni
8 7 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Casa motociclistica al sole Completamento della copertura totalmente integrata presso Betamotor, casa motociclistica italiana con sede a Rignano sull'Arno in provincia di Firenze. Impianti Leonardo ha dato vita all'impianto, che copre una superficie di circa 3.170 m² e si compone dei moduli ad alte prestazioni CS6P da 220 Watt di Canadian Solar. Si tratta di un'installazione totale integrata caratterizzata da un'area pedonabile nella parte non coperta dai moduli fotovoltaici. Il tetto, bonificato dall'amianto, prevede una sovracopertura che rende l'impianto totalmente integrato e produrrà energia pulita con un output annuale di 581.900 kWh e una riduzione sulle emissioni di CO 2 pari a 410 tonnellate. Il nuovo sistema è stato collegato alla rete e l'energia pulita prodotta sarà venduta al gestore della rete locale. I CS6P di Canadian Solar sono moduli standard di grandi dimensioni (h 1638 x l 982 x p 40 mm), impiegati in impianti collegati alla rete, caratterizzati da 60 celle solari in grado di offrire una grande capacità di conversione dell'energia, anche in condizioni di scarsa luminosità. Le tecnologie utilizzate per la progettazione e la produzione di questi moduli assicurano prestazioni ad alto rendimento, una resa ottimale e una durevolezza certa nel tempo. I collaudi e i rigorosi controlli di qualità cui sono sottoposti i prodotti Canadian Solar garantiscono standard qualitativi di livello assoluto. La potenza del modulo è garantita 25 anni, il prodotto (materiale e lavorazione) 6 anni. Il sole arriva in cantina Una cantina baciata dal sole… proprio così. A fine febbraio è stato collaudato il nuovo impianto fotovoltaico presso la cantina Fantinel a Tauriano di Spilimbergo, voluto con l'obiettivo di diventare sempre più “green”. Il progetto, che ha richiesto un investimento di 850.000 euro, parzialmente coperto dal contributo regionale Psl 2007-2013, porterà alla produzione di 200 kW/ora, coprendo così il 25% del fabbisogno energetico aziendale. I pannelli, disposti sul tetto della cantina, occupano una superficie di 2500 m2. Si tratta di uno dei primi progetti che riguardano impianti fotovoltaici applicati a un'azienda vitivinicola sviluppato in Friuli Venezia Giulia. In questi anni, Fantinel ha sviluppato una crescente sensibilità verso le tematiche ambientali. Ciò è stato fatto anzitutto riducendo sempre più i trattamenti in vigneto ma anche studiando il recupero delle biomasse, ancora in fase sperimentale. “Il gruppo vinicolo Fantinel da sempre è strettamente legato alla propria terra, che valorizza in Italia e all'Estero - Afferma Gianfranco Fantinel, responsabile del progetto - Una delle problematiche più attuali è quella ambientale. È nostro dovere studiare soluzioni che permettano di risparmiare energia, ridurre l'impatto e migliorare la salubrità dell'area. Siamo consapevoli che un vino di qualità deve essere prodotto in un ambiente sano e il nostro impegno per il futuro sarà sempre più in questa direzione”. Nonostante il successo internazionale, il Gruppo Vinicolo Fantinel è rimasto legato alla propria regione non solo grazie alle aziende vinicole Fantinel e La Roncaia, ma anche con i prosciuttifici Testa & Molinaro a San Daniele, con la catena di ristorazione Pane, Vino e San Daniele e con la Triestina Calcio, di cui Stefano Fantinel è Presidente. Per le Nazioni Unite Energiebau ha installato il più grande impianto su tetto in Africa nella sede del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente a Nairobi. La fase di installazione, della durata di circa tre mesi, ha visto la collaborazione delle aziende Schott Solar e Sma, che hanno fornito i materiali insieme all'azienda giapponese Kaneka. L'impianto fotovoltaico, di 515 kWp, è stato connesso alla rete elettrica in febbraio, in occasione del Forum globale dei Ministri dell'Ambiente.
3 7 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it si è usciti lasciando una finestra aperta. Una gestione flessibile delle risorse che consente notevoli risparmi e maggiore sostenibilità ambientale, garantendo al contempo un alto livello di comfort in tutte le stagioni. LA TRIGENERAZIONE La trigenerazione è un particolare campo della cogenerazione che consente (oltre a produrre energia elettrica e termica) di utilizzare parte dell'energia termica recuperata per produrre energia frigorifera. Cosa che è resa possibile dall'impiego del ciclo frigorifero ad assorbimento, il cui funzionamento si basa su trasformazioni di stato del fluido refrigerante (in genere bromuro di litio) in combinazione con la sostanza utilizzata come solvente (acqua). Il metano che arriva all'Excelsior viene compresso e utilizzato per fare girare una turbina a gas che produce l'energia elettrica. I gas caldi vengono poi riutilizzati per riscaldare sia l'acqua sanitaria sia quella necessaria all'impianto di riscaldamento. È anche possibile convogliare una parte di calore verso il chiller assorbitore che raffredda l'acqua impiegata in estate per la refrigerazione degli ambienti. Ogni 330 unità di metano assorbite si producono 100 unità di energia elettrica e 180 di acqua calda (che possono anche diventare 70 unità di acqua fredda e 80 di acqua calda). I picchi di calore richiesto vengono compensati da tre moduli di caldaie a condensazione (che assicurano il calore anche in caso di guasti al cogeneratore). I due circuiti sono separati e il cogeneratore funziona sempre, mentre le caldaie entrano in azione solo in caso di necessità. La prima caratteristica architettonica della spa del nuovissimo Hotel Excelsior di Pesaro è la trasparenza, il contatto con il mare. Quando Cristiano Baldoncini, specializzato in ortodermia e profondo conoscitore del settore, è stato chiamato a dirigere il centro benessere, ha infatti ribaltato i consueti canoni nell'organizzazione degli spazi, chiedendo di posizionare le cabine per i trattamenti lungo l'area vetrata che si affaccia sul mare. “La vista sul mare - spiega - è un primo omaggio a chi viene da noi per rilassarsi, recuperare energie e prendersi cura di sé. Anche l'idea di posizionare il centro al secondo piano e non, come spesso succede, nel seminterrato, nasce dalla stessa filosofia: la luce è il primo fattore di benessere, e l'idea stessa di ricevere un massaggio contemplando il mare influisce sull'efficacia del trattamento”. Ognuna delle cinque cabine per i trattamenti si affaccia dunque su un'ampia vetrata, appena mascherata dall'esterno da barre in ottone che creano una sorta di lucente schermatura. Altro dettaglio originale il caminetto, voluto “per inserire l'elemento fuoco” nello spazio dei trattamenti perché ogni cliente possa godersi al meglio il mare d'inverno. La seconda idea forte della spa nasce dal concetto stesso di “esclusività”. All'interno dei 500 metri quadrati di superficie della struttura, il percorso e l'organizzazione dei tempi sono studiati in modo da fare vivere a ognuno la sensazione di avere la spa tutta per sé o per la coppia. Un'attenzione assicurata anche dalla presenza di un personal assistant che elabora soluzioni personalizzate per ottenere il massimo benessere psicofisico. Non un comune centro estetico quindi ma, come sottolinea Baldoncini, “... un luogo in cui ritrovare il benessere più autentico”. Il centro benessere dell'hotel
3 1 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it 5 punti per iL Comfort La pompa di calore permette di soddisfare con un unico impianto le esigenze di riscaldamento e raffreddamento, semplificando l'impianto e riducendo gli spazi destinati alla centrale termica. D'estate le pompe di calore possono invertire il loro funzionamento e trasferire il calore dell'edificio verso l'esterno, rinfrescando gli ambienti. 1) Evoluzione impiantistica. Sempre più votata al riscaldamento e al condizionamento radiante, richiede temperature di funzionamento (mediamente estate 18-23 °C, inverno 35-30 °C) molto più consone ai sistemi in pompa di calore che, proprio a tali temperature, garantiscono ottime efficienze e bassi consumi. I sistemi tradizionali con caldaia invece, a temperature dell'acqua per il riscaldamento così basse, risentono di importanti diminuzioni di efficienza. 2) Efficienza superiore. I Cop medi stagionali delle pompe di calore arrivano anche a 4 per le unità aria-acqua più efficienti. Poiché il rendimento del sistema elettrico nazionale è pari a 0.46, come dichiarato dall'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, si comprende che il rendimento di una pompa di calore, riferito all'energia primaria, è pari al 180%, quindi superiore a qualsiasi generatore a combustione, con consumi di energia primaria mediamente inferiori del 50% rispetto alle soluzioni a combustione di gas naturale o gasolio. Risparmi che aumentano nel caso di pompe di calore che utilizzano sorgenti termiche favorevoli come l'acqua di falda. 3) Direttiva Comunitaria. La Commissione europea, con la Direttiva 2009/28/ Le normative in vigore stanno dando una forte spinta alla diffusione delle pompe di calore, in particolare nel residenziale. Direttiva Res 2009/28/CE del 23 aprile 2009 - L'Unione Europea nel 2009, al fine di ridurre il consumo di energia e limitare le emissioni di CO2 in atmosfera, ha emanato un'importante Direttiva (2009/28/CE del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, detta Direttiva Res) con la quale ha ufficialmente riconosciuto nell'energia ambiente sfruttata dalle pompe di calore una fonte rinnovabile di energia. Delibera Aeeg 19 Aprile 2010 - L'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas con la delibera del 19 aprile 2010 - Rif. Arg/elt 56/10 - ha aperto la strada alla valorizzazione dei sistemi in pompa di calore rispetto alle tecnologie tradizionali di riscaldamento con due importanti affermazioni: "... l'impiego di pompe di calore con funzione di riscaldamento degli ambienti si mostra competitivo anche economicamente rispetto alla soluzione tradizionale basata sull'impiego di caldaie alimentate a gas, anche ad alto rendimento...". “… la diffusione di pompe di calore con funzione di riscaldamento degli ambienti consente al contempo il conseguimento di obiettivi di risparmio di energia primaria, di incremento nell'utilizzo di energia rinnovabile e di contenimento delle emissioni climalteranti, caratterizzandosi quindi come tecnologia atta a fornire un contributo al raggiungimento del cosiddetto obiettivo 20-20-20 definito a livello di Unione Europea...". 29 luglio 2010 - Piano di Azione Nazionale (Pan) per le energie rinnovabili - La Direzione Generale energia nucleare, energie rinnovabili ed efficienza energetica del Dipartimento Energia del Ministero dello Sviluppo Economico ha reso noto di avere inviato alla Commissione Europea il Piano di Azione Nazionale (Pan) per le energie rinnovabili dell'Italia. Con il Pan, per la prima volta in Italia è stato presentato un documento ufficiale di programmazione energetica che riconosce le pompe di calore come tecnologia per la produzione di energia rinnovabile. Il Pan valuta l'apporto delle pompe di calore al consumo di fonti rinnovabili per il 2005 pari a 21 Ktep e per il 2010 pari a 1273 Ktep. Il Pan stima dei tassi di crescita molto significativi per la diffusione delle pompe di calore da 1273 Ktep nel 2010 a 2900 Ktep nel 2020: +128% in 10 anni ad un tasso medio annuo di crescita dell'8,6%. La legislazione incentiva l'uso delle pompe di calore Approfondimento Schema di funzionamento della pompa di calore (fonte: Clivet) Scambiatore di energia (fonte: Clivet)
4 3 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it La manutenzione di un impianto fotovoltaico durante il suo esercizio è praticamente riconducibile alla manutenzione di un normale impianto elettrico. I materiali con cui sono realizzati i moduli sono del tutto inattaccabili dagli agenti atmosferici, come è stato ampiamente dimostrato da prove di laboratorio e da esperienze acquisite nel corso di una decina di anni. Occorre verificare solamente, durante un controllo periodico (almeno annuale), l'isolamento verso terra, il corretto funzionamento degli inverter e la continuità elettrica di tutti i circuiti delle stringhe. Si consiglia di effettuare periodicamente anche la pulizia dei moduli (togliere foglie, sporcizia) e il serraggio delle morsettiere. Si consiglia di verificare che la produzione settimanale corrisponda a quella attesa e controllarne il funzionamento, utilizzando il sistema di comunicazione degli inverter e delle string box. La manutenzione di un impianto fotovoltaico 14 stringhe da 4 pannelli ciascuna (PmaxPV: 32,26kW); - sottosistemi fotovoltaico SF5 e SF6: ciascuno con un inverter TG 800 35 e 15 stringhe da 4 pannelli ciascuna (Pmax PV: 34,56 kW). Sia i sei inverter che le sei coppie di string box sono stati collegati a gruppi tra loro anche con cavo di rete per comunicazione e poi direttamente al sistema di monitoraggio Siemens dell'intero edificio. QUadri di sezionamento e Collegamento Il quadro di sezionamento cc è composto dagli string box installati sul tetto in prossimità della discesa verso il convertitore statico. Per recepire la richiesta della direzione lavori di isolare lo stabile dall'ingresso di energia elettrica in caso di allarme incendio, sono stati utilizzati sezionatori dotati di bobina di sgancio di minima tensione alimentata dalla rete ac. In caso di allarme la rete ac viene tolta; a questo punto, si sgancia la bobina che apre l'interruttore isolando anche il lato dc. Per evitare che si sgancino gli interruttori a ogni minima variazione di tensione di linea, è stata predisposta una versione a intervento ritardato di circa 0,5 s. I sezionatori saranno posizionati sul tetto, nelle string box. QUadri elettriCi e Convertitori statiCi L'installazione dei quadri elettrici e dei convertitori statici è stata realizzata all'interno dei locali tecnici (cavedi), al secondo piano della zona uffici e nel locale tecnico predisposto allo scopo nel magazzino; il parallelo tra le uscite ac degli inverters è previsto nel locale tecnico, dove sono collocati i quadri di smistamento uffici e magazzino. prestazioni del sistema L'installazione dei moduli nella posizione prevista porterà ad avere una radiazione equivalente sulla loro superficie stimata a circa 5.227.443 kWh/m² anno, mentre l'energia producibile è stimata in 209.760 kWh/anno. stima prodUttività Il profitto annuo atteso, applicando una tariffa incentivante di 0.422 €/kWh per un impianto fotovoltaico integrato di potenza superiore a 20 kW avviato nel 2010, e un costo dell'energia elettrica stimato di 0.11 €/kWh non consumato è di 111.592 €/anno al lordo delle spese.
2 6 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it AttuAlità “Le energie rinnovabili sono sempre più importanti nello scenario mondiale e il fotovoltaico ne rappresenta una delle chiavi, quindi per migliorarne la sostenibilità l'industria del fotovoltaico ha creato PV Cycle”. Così l'associazione non-profit fondata nel 2007 si presenta, ponendo subito l'accento sul suo obiettivo fondante: rendere ancora più “green” il fotovoltaico attraverso un programma volontario di recupero e riciclaggio dei moduli fotovoltaici. In questo modo diventa possibile produrre nuovi moduli a partire da quelli giunti al termine del loro ciclo di vita venticinquennale, innescando un circolo virtuoso detto “double-green”, cioè doppiamente sostenibile sia perché il modulo produce energia da fonti rinnovabili sia perché è prodotto recuperando materiali da altri moduli. Ma PV Cycle si propone di risolvere anche un'altra necessità dell'industria fotovoltaica europea: la gestione dei rifiuti derivanti dalla dismissione di moduli giunti al termine del loro ciclo di vita. “Solo da Germania e Spagna - spiega Jan Clyncke, Managing Director di PV Cycle - abbiamo raccolto e trasportato nel 2010 circa 80 tonnellate di moduli fotovoltaici giunti al termine del loro ciclo di vita, mentre per il futuro prevediamo un incremento esponenziale arrivando a 1500 tonnellate nel 2011 e, addirittura, a 7mila tonnellate nel 2015”. Partendo dal presupposto che un modulo fotovoltaico necessita di essere dismesso dopo circa 25 anni di funzionamento è evidente come il problema dei rifiuti fotovoltaici, derivanti cioè da scarti di produzione e dalla dismissione di vecchi impianti, raggiungerà l'apice fra circa dieci anni quando cominceranno a entrare nella fine del loro ciclo di vita le prime installazioni significative di pannelli. Infatti secondo alcune stime sarà equivalente a 132mila tonnellate, pari a circa due volte il peso della torre Eiffel, la quantità che nel 2030 l'Europa si troverà a dovere smaltire. “Si tratta però di stime molto difficili - prosegue Clyncke - vista la moltitudine di fattori che contribuisce a determinare quando un modulo va considerato al termine del suo ciclo di vita: dagli incentivi nazionali alle caratteristiche tecnologiche del singolo modulo, fino al comportamento del singolo consumatore finale”. L'industria del fotovoltaico si unisce nell'associazione PV Cycle con l'obiettivo di creare un programma volontario di recupero e riciclaggio dei moduli agendo su tutto il territorio europeo EdoArdo oldrAti Per un futuro double-green Jan Clyncke, Managing Director di PV Cycle
6 0 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Puntare sull'innovazione tecnologica per fornire una soluzione diversa esteticamente visibile, totalmente integrata e funzionale alessia varalda Fotovoltaico con design Protagonisti
Leggeri, compatti, silenziosi L'offerta SunEzy di Schneider Electric si adatta perfettamente a qualsiasi tipologia di installazione negli ambienti residenziali e terziari; realizzata con componenti che rendono l'installazione semplice e facilmente componibile, comprende: - inverter fotovoltaici per convertire la corrente da continua ad alternata. La gamma comprende apparecchi di potenza nominale compresa tra 2 kW e 4,6 kW in ac; - basi portafusibili DF10 per la protezione e il sezionamento delle stringhe fino a 1000 Vcc; - sezionatore SW60-DC per il sezionamento generale del quadro stringa fino a 1000 Vcc; - limitatori di sovratensione Prd-40r, progettati per proteggere gli impianti fotovoltaici contro le sovratensioni di origine atmosferica fino a 1000 Vcc; - quadri stringa SunEzy, 3 modelli con modularità 2, 3 e 4 stringhe, caratterizzati da un'estetica gradevole per una facile integrazione negli ambienti domestici e piccolo terziario. Gli inverter fotovoltaici SunEzy convertono la corrente da continua ad alternata. La gamma comprende apparecchi di potenza nominale compresa tra 2 kW e 6 kW in ac. I quadri stringa SunEzy sono precablati e costituiscono la connessione più sicura, affidabile e semplice tra pannelli e inverter. La gamma di inverter SunEzy si compone di 7 modelli: potenza nominale ac da 2 a 6 kW, 3 modelli dedicati a installazioni all'aperto (grado di protezione IP 65). Gli inverter SunEzy vengono utilizzati negli impianti connessi in rete. La tecnologia non necessita di ventilatori interni di raffreddamento, e ne consegue una ridotta rumorosità. Sono equipaggiati di un display a lcd retroilluminato. Rispondono alle principali normative internazionali e alla prescrizione DK5940. Sono leggeri, compatti, silenziosi. Senza trasformatore, ad alto rendimento. Dispongono di display lcd. L'apposito telaio (fornito di serie) semplifica l'installazione. Hanno una garanzia di 5 anni.
econews Camini al bioetanolo L'arte del calore vive in un nuovo prodotto, il camino al bioetanolo, capace di creare atmosfere intime, piacevoli, calde, un calore che si “vede”. I camini realizzati da Brandoni sono alimentati a bioetanolo, un combustibile vegetale, biologico, che permette di apprezzare ancora di più questo prodotto proprio perché non apporta nessun tipo di inquinamento all'ambiente circostante. Uno dei modelli presentati in anteprima a Francoforte è il Cone, disegnato da GrittiRollo, uno studio di architettura di due giovani designer milanesi che hanno iniziato un'interessante esperienza di collaborazione con Brandoni. Cone, disegnato da GrittiRollo, prende forma da una linea irregolare dalla forma inedita, ellittica, che si snoda fino a chiudersi in una forma quasi tonda in cui trova spazio il bruciatore in acciaio. Questo nuovo modello vuole rappresentare l'essenza del design, un pezzo d'arredamento prezioso, facilmente adattabile ai diversi ambienti della casa, ma anche al contract e ai centri benessere. Per questo camino, Brandoni ha scelto un materiale naturale, il rovere chiaro, che i due designer hanno sapientemente modellato dando origine a una forma inedita: il legno riveste il camino con eleganza e sinuosità, abbracciandolo con estrema delicatezza. Solare e fotovoltaico È on-line il nuovo sito di Solarkey (www.solarkey. it): un portale capace di distinguersi per contenuti e accessibilità, in grado di mostrare concretamente, fin dal primo click, l'idea che ne ha preceduto la realizzazione. Tre i criteri cardine seguiti per agevolare la ricerca dell'utente: un'informazione corretta, chiara e costantemente aggiornata; la semplicità nel suo reperimento; l'interazione con l'utente. Sei le sezioni: descrizione del gruppo; prodotti, comprendenti le novità del fotovoltaico, del termico e le nuove soluzioni per serre; servizi e assistenza, che comprende servizi di teleassistenza e possibilità di reclami; rivenditori e partner; referenze, con esempi di installazioni; contatti e sezione media, con comunicati e rassegna stampa.
6 4 n .x x | x x x x x x x x x x 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it sotto la lente Collettore solare completamente integrato nel tetto, sostituendo i coppi o le tegole. Tanti i vantaggi grazie alla fornitura del kit solare termico Grazie allo speciale design, il collettore solare Velux può essere installato sia su nuove costruzioni che su abitazioni già esistenti. Ed è frutto di molti anni di rigorosi test ed esperimenti, che hanno consentito all'azienda di selezionare i materiali ideali per le soluzioni integrate sul tetto. Tutti i suoi componenti sono nascosti nel manto di copertura. I kit solari Velux, poi, sono prodotti con materiali di primissima qualità per garantire alte prestazioni, installazione facilitata e durabilità. Come è fatto ll collettore solare è stato appositamente progettato per le zone climatiche con elevato irraggiamento solare: ad esempio, per l'area mediterranea. È composto da un assorbitore nero con vetro temprato. Grazie a una tecnologia innovativa, la piastra dell'assorbitore è saldata alla serpentina in modo invisibile. Vengono utilizzati gli stessi raccordi delle finestre per tetti Velux: caratteristica, questa, che garantisce una perfetta e armoniosa integrazione nel manto di copertura, oltre che un deflusso ottimale delle acque. Nel telaio del collettore solare è inserito uno strato di lana minerale ad alta densità, che gli dona ineguagliabili prestazioni e longevità. L'installazione di più collettori solari è semplice: i tubi flessibili Velux (Zfr) per installazioni affiancate di collettori (a 100 mm di distanza) sono forniti con i kit. L'azienda offre i tubi flessibili (Zfm) per collegare il collettore al serbatoio. I tubi sono in acciaio inossidabile e perfettamente isolati per minimizzare la dispersione termica, oltre ad essere disponibili in varie lunghezze, a seconda della distanza tra il serbatoio e il collettore. Totale integrazione A differenza di altri sistemi solari termici presenti sul mercato, il collettore solare Velux è completamente integrato nel tetto. Il pannello, infatti, non è appoggiato sul manto di copertura ma inserito nel tetto, divenendone parte integrante e sostituendo i coppi o le tegole. Il kit solare termico Velux è del tipo a circolazione forzata. Il serbatoio di accumulo, quindi, non viene posizionato sul tetto, ma installato all'interno dell'abitazione in un locale dedicato e protetto. Si riducono, così, dispersioni termiche e si evitano, nel contempo, antiestetiche soluzioni esterne che degradano il valore dell'immobile e che, sempre più spesso, non vengono accettate nei territori soggetti a vincolo ambientale e/o paesaggistico. Kit solare termico Questa la composizione del kit solare termico di Velux: • collettori solari termici completi di raccordi per manti di copertura; • raccordi in alluminio per manti di copertura sagomati o piani, disponibili in varie combinazioni per realizzare affiancamenti e/o sovrapposizioni tra collettori e/o finestre per tetti Velux; • gruppo pompa di ritorno isolato a doppio circuito, con valvola di sicurezza, indicatore di portata, raccordi di lavaggio e doppio termometro/freno a gravità. Unità elettronica di controllo a doppio canale completa di 4 sonde di temperatura PT1000; • miscelatore termostatico per acqua a uso sanitario, regolabile da 35 a 65 °C, fornito di accessori per il montaggio; • serbatoio/scambiatore termico per la produzione di acqua calda sanitaria o acqua calda sanitaria e integrazione al riscaldamento a bassa temperatura; • separatore di microbolle d'aria, che permette l'espulsione automatica dell'aria contenuta all'interno del circuito primario, evitando perdite di liquido solare; • vaso di espansione per sistemi solari termici fornito con staffa di fissaggio a muro, tubo di connessione flessibile in acciaio inox e valvola di non ritorno. Molti “plus” • prodotti in Europa nelle fabbriche aziendali; • assenza di antiestetici serbatoi sul tetto; • collettori non appoggiati sul tetto, ma integrati nella copertura sostituendo le tegole; • invisibili tutti i tubi di collegamento; • stessa estetica delle finestre per tetti Velux, da oltre 60 anni specialisti in tale settore; • fornito un kit con tutti i componenti (compreso l'antigelo), per rendere l'installazione facile e veloce; • collettori conformi alla norma Uni EN 12975 (parti 1 e 2). integrazione totale
2 7 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it ognuno presente in diverse quantità e reimmettibile nel ciclo produttivo secondo iter diversi. In attesa che siano messe a punto altre tecnologie ancora alla stadio sperimentale, due sono in questa fase i processi attivi a pieno regime all'interno del mercato: quello perfezionato da Deutsche Solar, principalmente usato per i moduli cristallini, e il processo usato da First Solar per le celle fotovoltaiche a film sottile al telloruro di cadmio (CdTe). Ma, in termini concreti, quanto è possibile riciclare di un modulo fotovoltaico? Secondo PV Cycle, completando l'intero processo si riesce a riutilizzare l'80,89% della massa di un pannello fotovoltaico dismesso. Entrando nel dettaglio dei singoli materiali scopriamo che nel caso del vetro, che rappresenta il 74% della massa del modulo, se ne ricicla circa il 90% per via di possibili crepe e rotture, ma va ricordato che anche le parti rotte sono riciclabili. Dell'alluminio utilizzato per la cornice esterna (circa il 10,3% della massa del modulo) invece è addirittura riciclabile il 100% e, in buona parte, senza bisogno di nessun intervento e mantenendo la stessa forma. Dei conduttori come rame e argento, impiegati per la realizzazione dei nastri per i contatti elettrici, pur rappresentando una percentuale minima della massa del modulo fotovoltaico (0,75%) ne può essere riutilizzato ben il 95%. Di forte interesse è il recupero del silicio sia per i costi come materia prima sia per le spese di gestione come rifiuto: proprio questi motivi l'attenzione si è focalizzata ora proprio sul recupero del materiale e non delle celle intere. nel processo in uso attualmente i wafer subiscono una serie di processi di etching, per eliminare gli strati di metallizzazione e le eventuali coperture antiriflessive e altri strati superficiali, e di rifusione che portano alla formazione di bricks di silicio da cui è possibile ricavare celle per la produzione di moduli attraverso un taglio in lamine. In questo modo diventa possibile recuperare circa il 90% sul silicio presente nel pannello dismesso. non è invece riutilizzabile la parte costituita da materiale plastico, un 11,31% della massa del pannello composta principalmente dal bonding e dal foglio di tedlar sul retro, per il quale non sono disponibili attualmente tecnologie dalla sufficiente efficienza. Come agisCe PV CyCle Il programma, che è interamente finanziato da produttori e importatori dell'industria fotovoltaica, si concretizza in tre fasi: mappatura dei moduli fotovoltaici che giungeranno a fine del ciclo di vita nei prossimi anni, recupero degli stessi e, infine, riciclo per crearne di nuovi. “Attualmente - spiega il Managing Director di PV Cycle - il programma rappresenta più del 90% degli attori del mercato di moduli fotovoltaici europeo, ma registriamo continue nuove adesioni, anche tra gli installatori che possono diventare membri associati”. Esplicativo del programma è l'intervento portato avanti dalla tedesca SolarWorld nel 2006 sulla centrale fotovoltaica danese dell'isola di Pellworm. Realizzata nel 1983, la centrale era costituita da 17568 moduli policristallini per un totale di 300 kWp. In seguito all'intervento il nuovo impianto ha raggiunto una potenza di 253 kWp, pari al 94% della produttività di partenza, raggiungendo l'energy back, cioè il punto di pareggio tra la quota di energia prodotta e quella spesa per la produzione dei moduli, in soli due anni contro i sette che erano stati necessari alla vecchia centrale. Analizzando invece la prassi normale di un caso specifico, PV Cycle prevede che il recupero dei moduli possa essere effettuato attraverso contenitori permanenti dislocati presso dettaglianti, grossisti e installatori ma anche direttamente da PV Cycle, che organizza anche il ritiro diretto e gratuito di pannelli che si trovano a oltre 50 km dal punto di raccolta più vicino. “Si tratta di un sistema gratuito - esplicita nella propria comunicazione l'associazione non-profit - aperto a chiunque desideri smaltire pannelli fotovoltaici dichiarati a fine ciclo di vita (EoL) a seguito di un progetto di smaltimento, demolizione o ristrutturazione”. Una volta raccolti, i pannelli sono quindi trasportati ad un impianto per il riciclaggio dove verranno usati per produrre nuovi, e più sostenibili, pannelli fotovoltaici. sComPonendo un modulo fotoVoltaiCo Per analizzare la fase di riciclo dei moduli fotovoltaici bisogna partire dal fatto che questi prodotti sono ottenuti dall'assemblaggio di diversi materiali, Da Trento fino a Lecce, passando per Pesaro e Roma. Sono alcune delle località che ospitano i sedici punti di raccolta che PV Cycle ha attivato sul territorio italiano grazie alla collaborazione di installatori, rivenditori, distributori e grossisti. “Non abbiamo ancora dati precisi sull'Italia - spiega il Managing Director di PV Cycle, Jan Clyncke - visto che dopo otto mesi di attività del programma nessuno dei punti di raccolta ha esaurito la sua capacità di stoccaggio contattandoci per il ritiro dei moduli fotovoltaici”. Nonostante l'avventura di PV Cycle sia appena iniziata nel nostro Paese, il comparto italiano si sta dimostrando in prima fila nell'impegno per rendere più sostenibile il fotovoltaico. Se paragoniamo infatti il numero di punti di raccolta presenti in Italia, sedici, con altri Paesi europei scopriamo che si tratta, ad esempio, di più del triplo rispetto alla Spagna. Per gli installatori italiani che avessero pannelli o moduli fotovoltaici da smaltire l'invito è di controllare su www.pvcycle.org l'ubicazione del centro di raccolta più vicino. E in Italia? Fondato nel 2007, PV Cycle è un programma volontario di recupero e riciclaggio dei moduli che agisce in tutti i Paesi membri della UE, nonché in quelli aderenti all'area Efta
7 4 n .x x | x x x x x x x x x x 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it sotto la lente un'intera gamma Componenti per l'energia solare, geotermica e biomasse presenti nell'offerta Caleffi ha deciso di investire nella ricerca, sviluppo e produzione di nuovi componenti per consentire un adeguato uso delle varie forme di energia di interesse termotecnico e la loro diffusione presso gli utenti finali. Per centrare questi obiettivi, qualche anno fa è stato costruito il Centro Studi e Ricerche Cuborosso, al cui impegno si deve lo sviluppo di prodotti ad alte prestazioni e di linee dedicate alle fonti alternative. La nuova famiglia Caleffi Rinnovabili, identificata visivamente e simbolicamente dal colore verde acido, comprende la componentistica per il solare termico (Caleffi Solar), per gli impianti a pompa di calore geotermica (Caleffi Geo) e aerotermica e, da quest'anno, per lo sfruttamento di biomassa solida (Caleffi Biomass). La linea per il solare La tecnologia solare termica, ormai matura e affidabile, ha grandi potenzialità di sviluppo, nonostante tempi di ritorno dell'investimento piuttosto lunghi. Un mercato interessante al quale l'azienda si è affacciata con una linea di componentistica sviluppata presso il proprio Centro Ricerche. I prodotti Caleffi Solar sono stati realizzati tenendo conto delle tipiche criticità degli impianti solari, quali le elevate temperature e la presenza di glicole. Sono disponibili valvole di sfogo aria; valvole di sicurezza; disaeratori; gruppi di circolazione semplici e con scambiatore; raccorderia specifica; regolatori digitali, differenziali e termostati; contatori di calore; valvole di bilanciamento con flussometro; miscelatori termostatici e antiscottatura; valvole a sfera deviatrici motorizzate; kit di collegamento solare-caldaia con e senza integrazione termica (Solarnocal - Solarincal); kit di collegamento solare-caldaia (caldaia con accumulo e caldaia istantanea, Solarincal-T e Solarincal-T Plus). Componenti per la geotermia Lo sviluppo della geotermia in Italia, nonostante gli studi fatti ne dimostrino l'efficacia energetica, è ancora ostacolato da motivi di economicità: alti costi di perforazione ed energia elettrica, oltre che l'assenza di politiche sostenute di incentivazione. Nell'ambito del raggiungimento dell'obiettivo europeo 20-20-20 per le rinnovabili la geotermia, però, costituisce una delle tecnologie di maggiore impatto, tanto che tra i suoi leader a livello globale si annoverano Paesi come Svezia, Germania e Francia, accanto a Stati Uniti, Cina, Svizzera, Islanda, Canada e Norvegia. Proprio la presenza sempre più incisiva dell'azienda sui mercati esteri è stata una delle ragioni per sviluppare la linea Caleffi Geo, ideata per l'utilizzo negli impianti a pompa di calore, sia essa geotermica (a sonde orizzontali e verticali) o aerotermica. Sono stati utilizzati materiali ad alte prestazioni per applicazioni in cui i circuiti possono raggiungere temperature anche molto basse. I prodotti disponibili sono collettori di distribuzione, dispositivi di intercettazione e bilanciamento, collettori portastrumenti, accessori e protezione antigelo. L'offerta per le biomasse L'impiego delle biomasse in Europa soddisfa una quota abbastanza marginale dei consumi di energia primaria, rispetto alla sua potenzialità. Nonostante ciò, Caleffi vuole potere offrire prodotti adatti all'utilizzo nei circuiti degli impianti con generatori a combustibile solido legnoso, operanti ad alta temperatura, che abbiano come fluido termovettore acqua o soluzioni glicolate. La linea Caleffi Biomass è stata realizzata con materiali che tengono conto delle specifiche esigenze impiantistiche di efficienza e sicurezza dei generatori e degli impianti. All'interno della gamma, dispositivi di sicurezza, valvole anticondensa, gruppi di circolazione anticondensa, gruppi di ricircolo anticondensa e distribuzione, gruppi di collegamento e gestione energia, regolatori digitali dedicati. L'importanza delle energie alternative ha convinto Caleffi a dedicare il nuovo laboratorio allo sviluppo di componentistica per impianti solari termici, geotermici e con generatori a combustibile solido legnoso utilizzando, tra l'altro, l'energia prodotta per alimentare parte dei servizi della sede. Gruppo di circolazione anticondensa e distribuzione Kit di collegamento solarecaldaia senza integrazione termica Solarincal
4 7 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it La struttura statica è stata realizzata secondo il Dm 14.01.08, con le fondamenta costituite da plinti prefabbricati in cemento armato. La struttura portante è in acciaio zincato a caldo, lo zoccolo perimetrale è costituito da pannelli prefabbricati di cemento con altezza fuori terra pari a 30 cm. Le falde a nord sono apribili con sistema tipo “Cabrio” e tamponate con vetro speciale (finestrone incernierato sulla gronda). Il sistema prevede: motoriduttori; trasmissione; elementi di spinta (tubi e cremagliere); impianto elettrico con regolazione analogica (sonde, cavi, canaline, quadro dedicato) impostato con la priorità alle condizioni meteorologiche di soleggiamento. Le falde a sud sono fisse e tamponate con laminati fotovoltaici posati, su guarnizioni in gomma, in portavetri in profilati estrusi d'alluminio. Le pareti e le testate sono tamponate con pareti a rullo apribili, che si estendono dall'altezza della gronda fino allo zoccolo perimetrale, costituite da tubo in alluminio, motore tubolare e telo Svensson Solarwoven. I timpani delle testate sono tamponati in maniera fissa con film plastico PE 150 μm. La struttura di sostegno dei pannelli è in grado di: sostenere saldamente ed ordinatamente i moduli alla struttura; resistere a raffiche di vento almeno fino alla velocità di 140 km/h; garantire uno spazio sottostante per alloggiare i cavi di collegamento tra i moduli; salvaguardare l'aspetto estetico dalla zona sottostante. La struttura della serra non è stata assolutamente manomessa, in quanto serve solo da supporto per il pannello fotovoltaico. La vita attesa dell'impianto è di oltre 30 anni. Tutti i materiali utilizzati e in particolare le strutture metalliche possono essere facilmente riciclate. I materiali non riciclabili e che comunque non appartengono a categorie tossiche o nocive verranno smaltiti secondo le leggi vigenti. Situato in provincia di Cosenza Altitudine: 134 m slm Potenza nominale: 2.878,80 kW Inclinazione dei moduli: 24.0° Orientamento (azimut) medio dei moduli: 20.0° ovest L'energia reale prodotta Totale reale 3.726.048 kWh/anno Pari a 1.355,63 kWh per kWp installati Rappresenta il fabbisogno energetico annuale di 931 famiglie 13.935.419,00 Tep (tonnellate equivalenti di petrolio) risparmiate in 20 anni Identikit
7 6 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it INVERTER Maggiore flessibilità Sputnik Engineering presenta il nuovo software di comunicazione MaxTalk 2 per la sorveglianza e la gestione dei valori di misura relativi agli impianti solari dotati di inverter SolarMax. Il dispositivo, che è in grado di controllare un numero illimitato di impianti, permette all'utente di verificare stato attuale dell'impianto, dati d'esercizio, statistiche, valori di misura e parametri dell'apparecchio. Rispetto alla versione precedente MaxTalk, MaxTalk 2 è ancora più semplice da usare e offre inoltre agli installatori registrati ulteriori possibilità di configurazione, così come previsto dalla Direttiva sulla Media Tensione emanata dal Bundesverband der Energie-und Wasserwirtschaft (Bdew, l'ente federale tedesco per il governo delle acque e delle energie), cui dovranno adeguarsi gli impianti fotovoltaici allestiti in Germania a partire dall'aprile 2011. Gli inverter a stringa della serie SolarMax MT (potenza nominale 10, 13 e 15 kW), introdotti nel 2010, consentono una maggiore flessibilità nella configurazione dell'impianto, perché la potenza massima di generatore allacciabile a ciascun inseguitore Mpp non è più di 6, bensì di 9 kW. In questo modo l'installatore avrà l'opportunità, in futuro - per esempio, nel cablaggio dell'inverter SolarMax 15 MT da 15 kW - di allacciare all'inverter due stringhe di modulo di potenza dc pari a nove kW ciascuna o, in alternativa, optare per una ripartizione simmetrica con sei kilowatt moltiplicati per tre. È ammessa inoltre qualunque soluzione intermedia, purché rientri nei limiti di tensione e corrente indicati nella scheda tecnica. “L'impiego di più inseguitori Mpp ha principalmente senso se il generatore solare è soggetto a diverse condizioni (inclinazione, orientamento, condizioni di ombreggiamento…)”, spiega Olaf Geistlinger, Product Manager di Sputnik Engineering. In questo caso le stringhe del generatore dello stesso tipo possono essere raggruppate su singoli inseguitori, ottimizzandone così la resa energetica già in fase d'installazione. Là dove le condizioni ambientali non giocano, viceversa, un ruolo di rilievo, conviene limitare la distribuzione del generatore a pochi inseguitori e creare stringhe di modulo il più possibile lunghe: in questo modo la tensione dc in ingresso aumenta e, con essa, l'efficacia complessiva dell'impianto fotovoltaico. A fine febbraio, la nuova funzione di cablaggio è stata integrata nel programma di configurazione MaxDesign. Massima resa Conergy produce una gamma completa di inverter per ogni applicazione: i monofase Conergy Ipg, con potenza 3, 4 e 5 kW, i trifase Conergy Ipg T, disponibili nelle classi 8, 11 e 15 kW, e gli inverter centrali Conergy Ipg C con potenza 200 e 300 kW. Gli inverter Conergy rispondono alle più elevate esigenze in termini di rendimento e affidabilità. Grazie all'innovativa tecnologia brevettata Ctl (Conergy Three Level), gli inverter Ipg S e Ipg T possono raggiungere valori di efficienza massima ed europea molto elevati. Il nuovo sistema di raffreddamento PowerCool, brevettato Conergy, garantisce le massime prestazioni anche a temperature ambientali elevate (+50 °C senza derating termico) e contrasta l'invecchiamento prematuro dell'elettronica. Il sistema Mpp Tracking eccezionalmente veloce e preciso permette di ottenere la massima resa dell'impianto in ogni momento del giorno, anche in caso di annuvolamenti. La classe di protezione IP 65 e l'esteso intervallo di temperatura di utilizzo (-20/+60 °C) garantiscono lunga durata e permettono l'installazione in qualsiasi luogo, anche all'esterno o in ambienti polverosi o umidi. L'ampio range di tensione in ingresso, consentendo di collegare stringhe di moduli molto lunghe, comporta minori cablaggi e minori perdite di energia nei cavi. Anche gli inverter Conergy Ipg C si distinguono per valori di efficienza superiori alla media. Il nuovo formato compatto riduce lo spazio necessario per l'installazione e il quadro di parallelo integrato all'interno dell'inverter consente di limitare ulteriormente l'ingombro, nonché i tempi e i costi di montaggio. Gli inverter Conergy Ipg C sono dotati di un touch screen semplice da utilizzare che consente all'installatore di configurare tutti i parametri di rete specifici di ogni Paese, garantendo una connessione veloce e sicura dell'inverter alla rete. La gamma di inverter Conergy comprende anche l'efficace sistema di monitoraggio da remoto Conergy VisionBox e cabine inverter complete e preconfigurate (Conergy Cis).
2 0 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews Enfinity chiude il consuntivo 2010 positivamente e si appresta allo sviluppo di nuovi progetti per il 2011, in linea con il trend positivo del mercato dell'energia solare fotovoltaica. Con oltre 15 MWp installati nel 2010, l'Italia si conferma uno dei Paesi di riferimento per il gruppo belga. Tra i progetti realizzati in qualità di Epc Contractor per il settore business, ricordiamo i seguenti: • nei pressi di Pavia, a Codevilla, è stato realizzato, per conto del Gruppo Brambati SpA, azienda che opera nell'impiantistica dell'industria alimentare, un'installazione su tetto da 200 kWp; l'impianto, totalmente integrato, è in grado di generare 220 MWh l'anno di energia “pulita”, permettendo all'azienda cliente di conseguire importanti obiettivi in termini di risparmio energetico, efficiente impiego delle risorse e sviluppo sostenibile; • sulle coperture di un immobile industriale di proprietà di Cardif, nel comune di Buccinasco, è stata portata a termine l'installazione di un impianto FV da circa 500 kWp. L'azienda si è occupata anche della rimozione dell'amianto e del rifacimento del tetto, al fine dell'ottenimento della tariffa per impianti totalmente integrati; • a San Vito dei Normanni (BR), sviluppato a tempo di record (in soli 40 giorni) un impianto da circa 1 MW a terra, per conto di Energia Solare San Vito, in grado di generare 1,33 GWh l'anno: consentirà di risparmiare l'emissione di più di 700 tonnellate di CO2/anno. Azienda di Treviso che opera nel fotovoltaico in Italia dal 1999, VP Solar ha raggiunto nel 2010 una posizione rilevante nel mercato della distribuzione specializzata di componenti e sistemi fotovoltaici, con una crescita decisamente superiore rispetto a quella del settore di appartenenza. E i numeri parlano chiaro: a oltre 1.400 clienti (installatori e system integrator in tutta Italia) sono stati forniti, complessivamente, circa 40 MWp di moduli di qualità (Sanyo, Mitsubishi Electric, Schott Solar, Kyocera, Hyundai, Mitsubishi Heavy Industries) e oltre 10.000 inverter (Power One, Sma, Mitsubishi Electric, Fronius, Aros, Steca), con elevato livello di servizio e grado di soddisfazione del cliente. Il mercato ha riconosciuto all'azienda trevigiana un significativo ruolo per competenza, competitività e affidabilità. Sulla base di tali risultati, sono stati rafforzati e ampliati i rapporti internazionali di partnership con i principali produttori mondiali di componenti. Un 2010 solare Anno da record Ampliata la gamma Il 2010 è stato un anno record per il mercato fotovoltaico in Italia, ormai al 2° posto a livello mondiale dopo la Germania, e un anno straordinario per Enerpoint che ha messo a segno un incremento di fatturato consolidato superiore al 200% rispetto al 2009. Enerpoint, azienda che si posiziona tra i top player del mercato fotovoltaico europeo, ha chiuso l'anno oltre ogni aspettativa con un fatturato consolidato stimato superiore ai 250 milioni di euro complessivi, di cui 39 milioni di euro registrati dalla filiale tedesca, al suo secondo anno di attività. Il gruppo ha totalizzato 105 MWp di moduli fotovoltaici distribuiti nell'ultimo anno e con la divisione Epc ha portato a termine la realizzazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni, per una potenza complessiva pari a circa 15 MWp. Tra le referenze del 2010 spiccano una serra fotovoltaica da 4 MWp in Sardegna, 3,9 MWp sui tetti di 149 case antisismiche a L'Aquila e il “Parco del Sole” che, con i suoi 2 MWp, è il più grande impianto fotovoltaico della provincia di Modena. Il 2011 si presenta ancora più promettente grazie a 26 MWp di impianti già contrattualizzati ,che verranno installati entro l'estate e a una pipeline di circa 50 MWp di installazioni in sviluppo su tutto il territorio italiano. “Abbiamo quadruplicato i MWp rispetto al 2009 e, per affrontare al meglio il 2011, abbiamo stretto accordi per un totale di 150 MWp con i migliori fornitori di moduli fotovoltaici. Siamo molto soddisfatti di questi risultati, che ci collocano tra i primi 10 operatori del fotovoltaico a livello europeo - afferma Paolo Rocco Viscontini, Presidente e AD di Enerpoint - Stiamo inoltre puntando con grande convinzione a un rafforzamento di Enerpoint sia attraverso una maggiore presenza all'estero sia mediante un processo di rafforzamento dell'organico e dei processi, che ci consentirà di crescere ancora garantendo ai nostri clienti sempre migliori servizi”.
n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews Una delle principali società operanti nel mercato del solare, Canadian Solar, ha inaugurato l'entrata in funzione dell'impianto fotovoltaico da 1 MWp installato presso la Società Agricola Punto Verde, azienda del ferrarese che coltiva erba medica, grano, soia e mais su oltre 3.000 ettari di terreno. Sviluppato da Leitner Solar, azienda specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti fotovoltaici 'chiavi in mano', il nuovo sistema è costituito da moduli ad alte prestazioni di Canadian Solar in grado di produrre energia pulita con un output annuale previsto di 1,18 MWh e un risparmio sui costi pari al 70% circa della spesa annua. Il sistema installato presso Punto Verde è composto da moduli ad alte prestazioni CS6P 215 e 230 Watt di Canadian Solar integrati su circa 8.000 m2 di coperture ricostruite dopo lo smaltimento dell'eternit. La serie di moduli CS6P ha registrato performance eccellenti, conquistando i vertici della classifica dei valori PV Usa (o Ptc). Grazie a questi moduli ad alta efficienza, l'impianto ridurrà le emissioni annue di anidride carbonica per oltre 550 tonnellate, producendo il 70% dell'energia complessivamente necessaria. Distretto agroenergetico Anche soia e mais Anche le rinnovabili Un truck con sonde e collettori geotermici, pompe di calore e sistemi radianti, per sensibilizzare e promuovere l'efficienza energetica negli edifici, in abbinamento a una serie di soluzioni studiate per adattarsi a una più ampia gamma di applicazioni: dalla singola abitazione agli edifici di dimensioni più elevate. Queste le principali novità di Rehau alla 51esima edizione di Ish, fiera internazionale dedicata al settore degli impianti idraulico. Molte le novità presentate: dal sistema di insonorizzazione dello scarico domestico Raupiano Plus (per la prima volta disponibile anche con tubi multistrato e raccordi di diametro nominale DN 200) ai sistemi per il riscaldamento e raffrescamento radiante, considerati una tra le soluzioni più efficienti per il controllo della temperatura all'interno delle costruzioni. Uno dei temi di maggiore interesse, per Rehau, consiste nei sistemi per l'utilizzo delle energie rinnovabili, come quella geotermica. Se queste sofisticate applicazioni vengono usate in combinazione con un sistema di pompe di calore e una soluzione per il riscaldamento/raffrescamento della casa, l'utente può avere a propria disposizione un unico sistema integrato in grado di assicurare massimo comfort ed elevato risparmio energetico. Costituito il primo Distretto agroenergetico lombardo (15 i soci fondatori), nato a seguito della Delibera regionale 00624 del 13 ottobre 2010. L'idea di un Distretto agroenergetico rientra nelle priorità di Regione Lombardia nell'ambito delle politiche energetiche e di mitigazione dei cambiamenti climatici e per la promozione della multifunzionalità agricola. Il Consorzio ha la finalità di coordinare, promuovere e realizzare progetti di ricerca applicata per ottimizzare i processi agroenergetici e produttivi delle aziende coinvolte nel distretto e creare economie di scala. Focus, la filiera biomassa-energia nelle diverse caratterizzazioni: biogas, teleriscaldamento, biocarburanti, biometano. Al distretto possono aderire piccole e medie imprese lombarde, operanti nel settore della filiera agroenergetica e delle fonti rinnovabili. Il primo incarico al neoeletto presidente - Aldo Deias, esperto conoscitore e pioniere delle agroenergie lombarde - consiste nella messa a punto del Piano territoriale di distretto, in stretta sinergia con le misure che saranno definite nei prossimi decreti attuativi previsti per l'attuazione della Direttiva Res sulla promozione delle fonti rinnovabili.
3 9 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it nuovo primato La certificazione CasaClima nature rappresenta un nuovo primato per il Gruppo Rubner, da sempre impegnato attivamente sul fronte della sostenibilità ambientale, e si aggiunge ai diversi riconoscimenti ottenuti dalla holding altoatesina negli ultimi anni: 2005, il premio miglior CasaClima per utilizzi abitativi con il progetto Montemiele; 2006, la targa miglior CasaClima per il settore dell'edilizia commerciale assegnato alla sede Rubner di Chienes, cui si affiancano le certificazioni ottenute per i numerosi edifici residenziali realizzati dall'azienda in tutta Italia. nel 2009, poi, Rubner Holding ha ricevuto la prima targa ClimaHotel per la certificazione del Theiner's Garten Bio Vitalhotel, struttura alberghiera interamente bio e, più recentemente, il premio “Social Housing Award 2010” per i 220 Map realizzati a L'Aquila nella fase post terremoto da Rubner Objektbau, azienda del gruppo dedicata alle strutture contract ed edifici pubblici. iL progEtto in sintEsi L'edificio, realizzato da Rubner Haus a Riscone (BZ), si estende su una superficie lorda di circa 450 m2 e richiama la pianta dell'antica “domus” romana con il suo tipico atrio. Al centro della nuova casa Rubner, si apre un'ampia corte aperta verso ovest - protetta da vento e sole - che sfrutta la luce pomeridiana e serale. Perfetta come zona relax. Le due ali dell'edificio, separate da un corridoio e collegate solo dal tetto, comprendono, da una parte, la zona adibita a residenza, sviluppata su due piani, che ospita anche una galleria per l'esposizione di opere d'arte, di cui Joachim Rubner è un appassionato collezionista; dall'altra, la zona adibita a studio privato. Realizzato con pochi materiali (legno, intonaco e vetro) e pochi colori, l'edifico presenta una dualità estetica tra le facciate esterne e interne alla corte, creando due ‘scenografie' tra loro molto diverse, ma che si combinano armoniosamente. All'esterno, dominano forme lineari ed essenziali, caratterizzate da pareti con una intonacatura grezza in tinta beige, per accentuare l'aspetto massiccio della struttura, e ampie finestre rettangolari di diverse dimensioni disposte irregolarmente sulle tre facciate. In contrapposizione, la parte interna della corte, più morbida e plastica, realizzata con pannelli in legno massiccio in larice a vista, è dominata da finestre, balconi, colonne, una terrazza e tre falde del tetto versate verso l'interno. Osservando l'edificio dalla corte interna, l'illuminazione risulta uniforme e compatta grazie alle ampie vetrate che si aprono sulla zona cucina e sulla zona adibita a residenza. Esternamente, invece, l'abitazione è illuminata da poche ma strategiche finestre, realizzate in funzione delle esigenze delle singole stanze, in grado di conferire continui e sorprendenti cambi di luce e offrire una splendida panoramica sul paesaggio. Edificio: abitazione residenziale Località: Riscone di Brunico (BZ) Azienda costruttrice: Rubner Haus Progetto architettonico: arch. Joachim Rubner, Brunico (BZ); architetti Pardeller, Putzer e Scherer, Bolzano Tempi di costruzione: inizio lavori marzo 2008, fine lavori aprile 2009; 9 mesi per la sistemazione di tutta la corte; 3 mesi per la casa montata 'chiavi in mano' Superficie lorda: 450 m2 circa, cubatura 1.950 m3 Certificazione: CasaClima nature Materiali utilizzati - legno: larice in diverse forme di lavorazione, pannelli in legno massiccio Nordlam in larice, legno impiallacciato senza nodi, legno massiccio, legno lamellare; - intonaco; - vetro; - terracotta per la terrazza; - quercia affumicata scura per tutti i pavimenti interni; - porte Rubner laccate bianche. Legno protagonista
3 4 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Tecnologia compongono e permettono la programmazione oraria di ogni zona, il controllo completo dell'impianto, una gestione personalizzata e l'ottimizzazione dell'uso dell'energia. CertifiCAzione energetiCA Un forte impulso allo sviluppo della tecnologia della pompa di calore viene dall'entrata in vigore del Dpr 59 del 2 aprile 2009, che dal 1° luglio 2009 ha reso obbligatorio dotare di un attestato di certificazione energetica le singole unità immobiliari. Siccome la classe di efficienza energetica si basa sul consumo di energia primaria dell'edificio e le pompe di calore ne permettono un risparmio del 50% rispetto ai sistemi tradizionali con caldaie, questa tecnologia è destinata a giocare un ruolo primario nell'aumentare il grado di efficienza energetica e quindi il valore degli immobili. In questo campo non va nemmeno sottovalutato il fatto che con le moderne tecnologie di diffusione del calore radiante la tecnologia della pompa di calore può coprire i bisogni di riscaldamento e raffreddamento con un impianto unico ed efficiente, garantendo anche la produzione di acqua calda sanitaria. Si ringrazia Clivet per il materiale fornito In alto a sinistra: la pompa di calore utilizza più del 75% di energia gratuita (fonte: Clivet) In alto a destra: sistema completo in pompa di calore a ciclo annuale, che sfrutta dal 75 al 100% di energia rinnovabile per coprire le esigenze di riscaldamento, raffreddamento, rinnovo e purificazione aria, acqua calda sanitaria in ambito residenziale (fonte: Clivet) finestre non rappresenta la soluzione al problema, per la presenza nell'aria esterna di agenti atmosferici inquinanti e per la dispersione non controllata di calore o di freddo derivante da questa azione. La questione non è risolvibile nemmeno con una semplice griglia di ventilazione inidonea a regolare il ricambio controllato o a limitare l'ingresso di inquinanti esterni. Esistono, invece, altre soluzioni, raccomandabili ed efficaci per la salute dell'ambiente in cui viviamo: la ventilazione meccanica controllata, la filtrazione dell'aria esterna, la regolazione della ventilazione e il recupero del calore dell'aria emessa. Esistono oggi in commercio sistemi di rinnovo in grado di rinnovare e purificare l'aria, recuperando l'energia dell'aria espulsa permettendo di abbattere le spese di riscaldamento, raffreddamento e la potenza del generatore principale con il relativo costo. Al sistema di rinnovo aria è affidato anche il compito della deumidificazione estiva quando la distribuzione è affidata a pannelli radianti. La distribuzione del caldo e del freddo può avvenire tramite pannelli radianti, ventilconvettori o radiatori (solo caldo). La massima efficienza energetica e il comfort ideale sono garantiti da sistemi di controllo centralizzato, che definiscono le condizioni di funzionamento ottimizzate per l'impianto nel suo insieme oltre che per i singoli elementi che lo
sotto la lente SiStemi radianti Pannello isolante in poliuretano e riscaldamento e raffescamento a pavimento Eurosuper è un pannello isolante in poliuretano prodotto da Eurotherm. Le caratteristiche isolanti sono ottenute industrialmente facendo reagire in presenza di un gas espandente composti chimici particolari, che meglio si prestano a “gonfiarsi”. La caratteristica principale di questo materiale è di avere struttura con alveoli “gonfi” del gas espandente utilizzato (pentano o anidride carbonica). Sono questi alveoli a impedire il “passaggio” del calore. Il pannello isolante Eurosuper è protetto superiormente e inferiormente da una pellicola in alluminio che impedisce al gas espandente di sfuggire al materiale di base, cosa che causerebbe il deterioramento del poliuretano. Inoltre, l'alluminio esalta il contributo per irraggiamento al riscaldamento degli ambienti. L'alluminio, infatti, ha caratteristiche assorbenti pressoché nulle. Riflette quindi interamente le onde elettromagnetiche liberate dal massetto riscaldato, impedendo che sfuggano all'ambiente. Europlus-silentium Europlus-silentium è un sistema di riscaldamento/raffrescamento a pavimento con pannello isolante sandwich costituito di polistirene espanso sinterizzato con grafite, accoppiato a guaina a base di gomma. Il cuore di Europlus-silentium garantisce elevatissime prestazioni termiche nel segno dell'efficienza energetica. Caratteristiche tecniche distintive sono la bassa conducibilità termica di 0,030 W/mK, dichiarata secondo la Uni EN 13163 a partire da misure sperimentali condotte secondo Uni EN 12667, resistenza termica dichiarata pari a 0,80 m²K/W secondo la EN 13163 e resistenza alla compressione di 140 kPa secondo la EN 826. Il risultato delle prove, condotte secondo la Uni EN Iso 140-6 su solaio in laterocemento: un valore di abbattimento acustico pari a 37 decibel secondo Uni EN Iso 717-2. Il tubo, percorso dal fluido termovettore, viene posato su lastra liscia riducendo così i punti di contatto con il pannello isolante. Le potenzialità dell'impianto radiante sono esaltate perché in questo modo si garantisce una maggiore superficie di scambio del tubo, aumentando così la resa dell'impianto. Questo sistema di posa assicura ottimi risultati energetici, e garantisce isolamento verso il basso.
8 8 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it pagine verdi Tegola fotovoltaica cristallina La sinergia tra estetica ed ecologia basata su celle poli o monocristalline da 6” ad alto rendimento. Con il vetro nanostrutturato antiriflesso e autopulente, retro in tedlar scuro, telaio Solrif nero e sistema integrato Indach di comprovata efficienza, Integration Deluxe è la combinazione ottimale di copertura del tetto e generatore di corrente. Con Integration Deluxe di Centrosolar non servono strutture di supporto, i moduli sostituiscono direttamente le tegole e il sistema viene fornito già con tutti gli accessori per la corretta chiusura. I moduli rinforzati a 50 celle garantiscono, grazie proprio alle misure ridotte, un'ottima resistenza agli stress meccanici, e il montaggio non rigido permette al sistema di non risentire di eventuali assestamenti dell'edificio. In più, con il vetro fotovoltaico prodotto da Centrosolar Glas si può ottenere una resa fino al 6% in più rispetto ai moduli che utilizzano vetro normale. Infatti, il vetro fotovoltaico Centrosolar è nanostrutturato, dandogli proprietà antiriflettenti e permettendogli quindi di catturare più luce. La nanostruttura dà anche caratteristiche idrofile al vetro, rendendolo autopulente. Con oltre 32 MW installati soltanto nel 2010, Centrosolar può vantare una comprovata impermeabilità e statica del sistema, il quale è certificato secondo Iec 61215; se non bastasse, con il kit completo si ottiene una garanzia di 10 anni su difetti di produzione sull'intero sistema, oltre alla garanzia di 26 anni sul rendimento dell'impianto. Progettati per proteggere Ferraz Shawmut, ora Mersen, insieme a ElettroItalia ha presentato con l'inizio del 2011 la nuova gamma di fusibili serie HP10, appositamente studiati e progettati per proteggere le apparecchiature e gli impianti fotovoltaici a norma secondo la direttiva comunitaria Iec 60269-6. Prerogativa di questi prodotti e unicità, è quella di dare nel tempo continuità e robustezza agli impianti, causa loro impiego continuo, in condizioni ambientali e di temperatura estreme per questa tipologia di prodotti; la dissipazione termica inferiore ai 2 W, come previsto dalla norma, li rende più resistenti nel tempo. La tensione di funzionamento di 1000 Vdc con una minima capacità di intervento di 1,35 volte la corrente nominale, come previsto dalla norma per tutti gli amperaggi, assicura l'interruzione del circuito e la conseguente protezione dei pannelli e dell'inverter dell'impianto in modo preciso e sicuro. Per gli altri mercati internazionali, il prodotto è anche omologato UL listed secondo lo standard UL2579 (file E333668) e Csa (mercato canadese) C22.2; diventa quindi il primo prodotto unico a livello mondiale per questa tipologia di impianti; l'utilizzatore non dovrà, quindi, più preoccuparsi di conoscere a priori dove dovrà installare string-control o inverter, in quanto il prodotto è utilizzabile e a norma per tutto il mondo. Mersen consiglia, in accoppiata con questa tipologia di prodotti, il relativo portafusibile US101Hel per tali tensioni e tipologie di impianti; è prodotto anch'esso completo di tutte le certificazioni e installabile in tutti i continenti. Riscaldatore a Gpl Leprotta di Eurosolar è un riscaldatore termico a Gpl che serve per alimentare un impianto di riscaldamento a radiatori e/o a pavimento con controllo della temperatura del circuito tramite il gruppo termostatico Oventrop e a produrre acqua calda sanitaria in attesa di realizzare la centrale termica o di sostituire la vecchia caldaia. Consente inoltre di asciugare i massetti degli impianti a pavimento, in modo da potere accorciare i tempi di posa dei parquet. Il prodotto ha 2 anni di garanzia.
8 0 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it progetti sostenibili 70% del fabbisogno produttivo È entrato in funzione a Ronco all'Adige l'impianto di energia elettrica da fonti rinnovabili Camini Wierer. Il nuovo impianto fotovoltaico, installato nel corso dell'estate sulle coperture degli edifici produttivi dell'azienda, è in grado di produrre energia elettrica per ben 629 MWh all'anno, permettendo di soddisfare il sito produttivo per il 70% del fabbisogno energetico totale. La nuova copertura a pannelli fotovoltaici della Camini Wierer è composta da 1.948 moduli in policristallino con tipologia di impianto integrato e da 2.016 moduli in film sottile con tipologia di impianto parzialmente integrato, distribuiti su una superficie complessiva pari a 5.300 m2 di copertura. Per dare un ordine di grandezza più tangibile, la produzione di questa stessa energia a partire da combustibili fossili, come da tradizione, comporterebbe l'emissione in atmosfera di 396 tonnellate di anidride carbonica (il gas responsabile dell'effetto serra), paragonabili alle emissioni annuali di 200 automobili di media percorrenza. Numeri, non parole, a dimostrare ancora una volta l'impegno concreto di un'azienda verso la compatibilità ambientale e il miglioramento delle condizioni di vita della comunità. 11.000 m2 a Marostica Da sempre attenta alle tematiche ambientali e di ecosostenibilità Vimar, azienda italiana attiva nel settore delle apparecchiature per l'impiantistica elettrica e la domotica, ha dotato di un impianto fotovoltaico la copertura del suo stabilimento di Viale Vicenza a Marostica. L'intervento - realizzato da Trenergie, azienda di Conegliano (TV) specializzata nel settore delle energie da fonti rinnovabili - è consistito nell'installazione sul tetto dell'edificio di un impianto a moduli fotovoltaici che copre una superficie totale di ben 11.000 m2. Grazie a una potenza installata di 623.3 kW l'energia ricavata dal sole garantisce una produzione annua di 710.000 kWh, che coprirà il 15% del fabbisogno energetico dell'intero stabilimento. Quantità che può essere equiparata al consumo annuo di 250 famiglie composte da 4 persone. L'impianto è composto da 2.710 moduli fotovoltaici Rec Solar in silicio policristallino da 230 Wp che, attraverso la produzione di energia “pulita”, consentiranno di risparmiare annualmente 132 tonnellate di combustibile e - cosa ben più importante - permetteranno di evitare l'immissione nell'atmosfera di 350.000 kg di anidride carbonica, di 8.700 kg di anidride solforosa, di 6.800 kg di ossidi di azoto e di 312 kg di polveri sottili. Questi moduli, caratterizzati da una superficie omogenea e dai riflessi blu, sono la soluzione ideale se installati in impianti di grandi dimensioni. Stabili, resistenti e lavorati con grande precisione sono caratterizzati da rendimenti elevati e facilità di istallazione. Questo intervento si inserisce a pieno titolo nelle politiche aziendali di attenzione per l'ambiente, la salute e il territorio che attraversa tutti i processi produttivi, costantemente monitorati e certificati secondo la norma internazionale Uni En Iso 14001.
8 6 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it progetti sostenibili Sharp e Gruppofor sono partner nel progetto pilota Biodefender-Le Rubbie, un'agrostruttura fotovoltaica adatta a un'ampia gamma di colture che vanno dall'orticolo al frutticolo e per la protezione delle colture intensive professionali. Infatti, la collaborazione tra Sharp e Gruppofor ha reso possibile, in soli 65 giorni lavorativi, la realizzazione del progetto pilota situato nel Lazio, a Cisterna di Latina in località Le Rubbie. La struttura è formata da elementi standard modulari ripetibili e da un tetto composito conformato a shed con installati 1.056 pannelli fotovoltaici Sharp NU-185 per una potenza nominale di 185 Wp e una potenza complessiva istallata di 195.3 kWp. Su un'estensione di 4.000 m², l'impianto fotovoltaico Le Rubbie utilizza solamente il 27% della superficie coperta e produce energia elettrica per 246.469 kWh/annui, evitando per la durata media dell'impianto (circa 30 anni) l'emissione di 5.175 tonnellate di CO2. La peculiarità di Biodefender - progetto nato nel 2005 dopo anni di ricerca documentale, di prove sperimentali in campo, di osservazioni e analisi delle esigenze degli agricoltori - è la generazione di microclima che favoriscono i processi di sviluppo delle piante sottostanti la struttura, grazie al sistema protettivo e ombreggiante dei pannelli fotovoltaici dosando la proiezione e il rapporto di luce e ombra sulla coltura sottostante, modulabile in base alle esigenze di assorbimento energetico delle colture. Il progetto pilota in località Le Rubbie ricreerà l'habitat ottimale per la coltura intensiva di kiwi della varietà Golg- Jin Tao, specie che nasce in modo spontaneo negli ambienti ripariali di fiumi e ruscelli nella Cina orientale, proprio per la predilezione di ombra e umidità. Tale varietà, come molte altre simili, grazie ad alcuni aspetti garantiti dall'agrostruttura, tra cui l'essere sottoposta a luce controllata, condizioni ambientali più costanti e controllate di quelle in natura e una perfetta regolarità di alternanza di luce e ombra, riesce a sviluppare una produzione per ettaro pari a quella del suo potenziale di 250/350 q/ha. L'impianto Biodefender assicura un notevole miglioramento dell'attività agricola sia dal punto di vista produttivo che qualitativo, riduce l'uso di pesticidi, fertilizzanti chimici e permette di contenere i costi di esercizio tramite il risparmio idrico ed energetico per l'impiego dei pannelli fotovoltaici. Gruppofor e Sharp, visti gli esiti positivi del progetto pilota, hanno già previsto l'ampliamento dell'impianto Le Rubbie per altri 25.000 m² coperti e la progettazione di altre strutture simili presso le località Radicondoli (SI) e Pontinia (LT), destinate alla produzione di piante officinali e per ortofrutta. Agrostruttura fotovoltaica
sotto la lente evoluzione Solare Design e ottimizzazione dello spazio per un sistema affidabile Secusol è il nuovo sistema solare compatto a drain-back ideato e realizzato da Wagner Solar. Punto di forza è proprio il sistema a drainback, un principio di funzionamento studiato per risolvere i classici problemi delle installazioni a circolazione forzata. Secusol, innanzitutto, protegge l'impianto in qualsiasi condizione climatica, poiché previene ogni rischio di surriscaldamento e non teme il gelo. Il principio a drain-back elimina infatti i pericoli di stagnazione nel collettore, dal momento che quest'ultimo si svuota del fluido solare quando la centralina ferma la pompa. In fase di progettazione, Wagner Solar ha posto particolare attenzione al design, in un'ottica di ottimizzazione dello spazio. Oltre a un serbatoio solare compatto, sono stati introdotti dei microtubi di dimensioni ridotte. Inoltre, non è richiesta l'installazione della stazione solare, del vaso di espansione e dello sfiato. Tutti questi accorgimenti non solo rendono il sistema particolarmente affidabile, ma consentono di ridurre i successivi interventi di manutenzione. Le operazioni di installazione di Secusol sono molto semplici. Il collettore si posiziona sul tetto in poche fasi e senza richiedere dispositivi addizionali, mentre grazie alla presenza dei microtubi è possibile effettuare velocemente il montaggio del circuito solare. Nell'unità del serbatoio sono contenuti la centralina, la pompa e il gruppo di sicurezza, tutti pronti per essere collegati. Dal punto di vista estetico, una volta ultimato l'impianto l'unico elemento a vista è il collettore, con riflessi blu. Il serbatoio in colore grigio argento, privo di valvolame addizionale, può essere integrato con facilità in ambito domestico. Secusol si compone del collettore piano Euro, progettato con vetro antiriflesso di sicurezza ad altissima trasparenza da 4 mm sunarc. L'assorbitore in rame è “all surface”, con strato selettivo blu notte applicato sottovuoto ad elevata selettività; la coibentazione è in lana di roccia da 60 mm. Il serbatoio solare è disponibile con una capacità nominale di 160, 250 e 350 litri. Molto curata dal punto di vista estetico, la centralina solare Sungo SL è integrata nel design della copertura dell'accumulo. Compatto ed esteticamente curato, il sistema solare a drain-back Secusol di Wagner Solar è una soluzione “all in one” a rapido e facile montaggio, che consente di soddisfare ogni richiesta di acqua calda senza temere il surriscaldamento o gli attacchi del gelo.
7 0 n .x x | x x x x x x x x x x 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it sotto la lente Strutture e fiSSaggi Una gamma completa per impianti fotovoltaici e per il solare temico Elematic Cabling Systems offre sul mercato una gamma completa di strutture e sistemi di fissaggio per l'impianto fotovoltaico e il solare termico. La certificazione Tüv delle strutture, le marchiature CE dei fissaggi assieme agli alti standard qualitativi dei prodotti di cablaggio rendono la gamma unica e attenta alla crescente cultura ambientale, in linea con il sistema di gestione Iso 14001:2004. Diverse possono essere le esigenze costitutive di ciascun impianto fotovoltaico, ed è per questo motivo che la gamma di profili, ganci per tetti in coppo/tegola, staffe per lamiere grecate o aggraffate e triangoli di sostegno per tetti piani hanno l'obiettivo di coprire tutte le applicazioni presenti nel territorio. Inoltre, Elematic Cabling Systems propone una vasta gamma di ancoranti specifici resistenti all'aggressione degli agenti atmosferici: qualità che si coniuga con la sicurezza, visto che Elematic propone un assortimento di ancoranti con marchiatura CE, garanzia di conformità a livello europeo. Elematic offre inoltre sistemi di fissaggio e cablaggio per cavi e tubi dedicati agli impianti ad alta efficienza energetica (fotovoltaico, solare termico, eolico), nei quali le particolari condizioni di esposizione ai raggi solari, al calore e agli agenti atmosferici in generale La qualità certificata dal Tüv Rheinland garantisce all'installatore di strutture Elematic la sicurezza di utilizzare un prodotto dagli alti standard qualitativi: in più, il complesso quadro normativo a cui il sistema Elematic si attiene rende semplice e veloce il dimensionamento dell'impianto per i casi più comuni. potrebbero generare problemi di resistenza e durata nel tempo: · fascette ad alta resistenza ai raggi UV e alla temperatura (fino a 105 °C), adatte per installazioni a tetto e con irraggiamento solare diretto; resistono ai raggi UV almeno 10 anni, perché prodotte in poliammide 6.6 caricato con speciali additivi che rendono il prodotto eccezionalmente durevole e resistente all'attacco degli agenti atmosferici; · fascette belturing plus, ad alta resistenza meccanica, ugualmente resistenti ai raggi UV ma estremamente flessibili, impiegabili a bassa temperature (fino a -45 °C) quindi specifiche per applicazioni in climi rigidi (zone nordiche o montane); · fascette Colsteel in acciaio inox, che assicurano elevata resistenza meccanica (fino a 114 kg) e termica (da -80 °C a 538 °C); inerti a raggi UV, agenti atmosferici, corrosione, sono consigliabili per le applicazioni gravose; · crimpatrice professionale EZ Crimp con matrici intercambiabili, omologate per connettori fotovoltaici MC3 ed MC4, che garantisce le migliori performance in termini di conduzione elettrica e di resistenza meccanica delle connessioni cavi/connettori.
1 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews Test elettro luminescenza Azienda tedesca specializzata nel settore fotovoltaico, Ibc Solar ha recentemente iniziato a utilizzare delle camere a elettroluminescenza nel suo laboratorio in Germania, per testare le caratteristiche dei materiali di cui sono composti i moduli fotovoltaici. Dallo scorso dicembre, l'azienda sta testando i moduli in entrata utilizzando, appunto, la misurazione a elettroluminescenza, test basato sul processo inverso del fotovoltaico: ai moduli viene applicata una tensione per verificare i flussi di corrente, mentre una camera con sensori speciali rende visibile a occhio nudo la luce a infrarossi emessa dalle celle. Le celle funzionanti hanno un aspetto luminoso, mentre quelle danneggiate appaiono scure. Passano questo test solo i moduli che dimostrano una distribuzione uniforme della corrente. Molti i vantaggi di tale test, soprattutto la possibilità di mostrare in pochi minuti eventuali difetti di fabbricazione e rotture subite durante il trasporto. Per testare più moduli in parallelo, Ibc Solar ha allestito due camere che vengono utilizzate per test a campione su grandi quantità. La misurazione dei parametri dei moduli con elettroluminescenza si aggiunge all'attuale programma di controllo qualità di Ibc Solar che prevede una camera climatica, un flasher e rilevazioni sulle prestazioni nel lungo periodo in un campo test. Martifer Solar, società controllata da Martifer Sgps SA, ha firmato un accordo strategico con l'azienda Sunflower per la realizzazione Epc e la gestione di 13 MW di impianti solari fotovoltaici. Dopo avere completato due impianti da 2,1 MW ciascuno in provincia di Alessandria, Martifer Solar e Sunflower hanno deciso di rafforzare la loro collaborazione in Italia attraverso la firma di un accordo vincolante. Dopo la fase di costruzione, anche quella di Operation & Maintenance sarà gestita da Martifer Solar, che sta accrescendo il suo team specializzato nel monitorare e assicurare la manutenzione preventiva e correttiva di tutti gli impianti realizzati per Sunflower dal 2010. 13 MW in Piemonte Isofotón ha presentato le ultime novità tecnologiche al World Future Energy Summit di Abu Dhabi (17-20 gennaio 2011). Riguardo alle novità tecnologiche, il nuovo modulo ad alta concentrazione Gen2 (Hcpv, High concentration photovoltaic), con cui la società si colloca nell'esclusivo gruppo di pionieri e leader nella produzione di sistemi ad alta concentrazione fotovoltaica. Questi moduli sono forniti con un inseguitore realizzato appositamente per questa tecnologia, il cui sviluppo è effettuato dalla società Indra. Il modulo Gen2 offre, in zone di alta temperatura ed elevato irraggiamento, un rendimento superiore rispetto alla tecnologia fotovoltaica tradizionale; ed è per questo che ha suscitato maggiore interesse nei visitatori, molti dei quali provenienti da Paesi come Arabia Saudita o Kuwait, regioni con temperature estreme per le quali l'alta concentrazione offre un rendimento incomparabile se rapportato ai moduli convenzionali. Inoltre, Isofotón ha presentato i suoi prodotti di ultima generazione: i nuovi modelli di moduli convenzionali 245 e 250 W, che verranno commercializzati in appoggio agli inseguitori Apolo di Affirma. In fiera ad Abu Dhabi
“La situazione odierna è per certi aspetti simile a quella del 2009, i nostri obiettivi non cambiano” Intervista con l'Amministratore Unico, Luca Rossi. Energiebau Italia è una giovane azienda situata ad Arezzo, nel cuore della Toscana. Il nome, però, ne tradisce l'origine d'oltralpe. Ne parla l'amministratore unico, Luca Rossi. La mia impressione è che, data l'esperienza di due anni fa, in azienda non siate molto turbati da quanto sta accadendo... Mi sento di potere dire che, sia come azienda italiana che come gruppo Energiebau, abbiamo solide radici e siamo cresciuti in maniera strutturata e sostenibile. Considerato questo, credo che vi siano le competenze e le possibilità, allora come oggi, per uscire da questa situazione. È del tutto evidente che la revisione del Conto Energia, in uscita a breve, sarà determinante per capire lo sviluppo futuro del mercato. Noi comunque non abbiamo alcuna intenzione di ridimensionarci: i nostri obiettivi non cambiano. Mi sembra un segnale importante... Questo non spetta a me dirlo. Quello che sono sicuro di potere affermare è che continueremo con il nostro modello di business, incentrato sulla distribuzione b2b di materiale fotovoltaico. Inoltre, dopo il SolarExpo, inaugureremo il nostro nuovo centro logistico di 32000 m2 insieme ai nuovi uffici della sede di Arezzo. E l'obiettivo nel lungo periodo? Un numero infinitamente grande di tetti blu e di clienti soddisfatti. Energiebau Italia Via Puccini 128 - 52100 Arezzo Tel. 0575 98 31 00 - Fax 0575 98 14 46 www.energiebauitalia.it La nostra azienda fa parte del gruppo Energiebau, ma in quanto azienda italiana operiamo autonomamente dalle altre sedi del gruppo. In questo momento di incertezza del mercato sostenere l'autonomia di Energiebau Italia, seppure all'interno di un solido gruppo, non rischia di essere controproducente o quantomeno avventato? Assolutamente no. Anzi, è sempre stato uno dei nostri punti di forza potere contare su prodotti e servizi offerti direttamente dall'Italia per il nostro mercato. Gli installatori e i progettisti sono consapevoli del valore intrinseco di avere un interlocutore in grado di offrire servizi e consulenze attraverso una semplice telefonata. Quanto da lei affermato è evidente ma, in riferimento al Decreto Romani e all'impasse attuale del mercato fotovoltaico, cosa mi dice? Guardi, ritengo che il Governo abbia fatto una mossa veramente inopportuna sotto vari aspetti. Innanzitutto le voci che sono trapelate attraverso i media, nei giorni precedenti al Decreto Romani, hanno depresso di fatto un mercato che nel 2011 aveva già avuto un esordio non brillantissimo. Inoltre, entrando nel merito del Decreto stesso, la situazione di incertezza creatasi all'interno dell'intero settore ha finito per mettere in difficoltà tutti gli operatori, dai produttori agli installatori. E voi che vi trovate a essere intermediari tra chi produce e chi installa, quali difficoltà specifiche state incontrando? Le difficoltà di oggi sono simili a quelle già incontrate nel corso del 2009. Si tratta del solito, endemico, bottle neck finanziario, che riaffiora ogni volta che, seppure per motivi diversi, si presentano delle difficoltà. L'impasse del settore non ridimensiona i progetti di Energiebau Italia Energiebau Italia è la sede italiana del gruppo Energiebau: fondata nel 2007, è tra i leader nazionali nella distribuzione di materiale specializzato per sistemi fotovoltaici. Energiebau Italia ha come segmento di riferimento del mercato il “b2b” e in particolar modo la vendita all'ingrosso di tutte le componenti necessarie a realizzare impianti fv per la connessione alla rete elettrica. Energiebau Italia, inoltre, confeziona direttamente le strutture di fissaggio Lorenz nella sede di Arezzo. Energiebau Italia - Sistemi per Energia Solare
2 5 N .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it I pluS della fIera "Oggi offriamo al visitatore un evento di alto livello sia per quanto riguarda la parte espositiva sia per quanto riguarda i convegni. Proprio per questo i nostri espositori attendono Solarexpo e Greenbuilding: per lanciare nuovi prodotti in anteprima assoluta a livello mondiale. Il visitatore ha così la garanzia di trovare, oltre alle ultime novità di prodotto, la tecnologia che più gli interessa, ma anche la possibilità di interagire con gli espositori e pianificare un percorso di visita organizzato grazie al servizio gratuito Meet&Deal di matchmaking, riservato agli espositori e ai visitatori dei due eventi. Inoltre, abbiamo realizzato dei percorsi tematici per offrire al visitatore l'opportunità di vedere un vasta gamma di tecnologie rinnovabili affini tra loro". le tematIche "A Solarexpo 2011 grande attenzione a tutte le fonti rinnovabili con un particolare focus sul solare fotovoltaico e solare termico, i cui espositori saranno presenti nei padiglioni 2 e 3. Inoltre, saranno in mostra quattro aree tecnologiche: Polygen, il technology focus dedicato alla cogenerazione distribuita e alla trigenerazione, PV Supply Chain, dove saranno in mostra tutte le tecnologie dedicate alla filiera del fotovoltaico. Non mancherà un'area Csp - Cpv (concentrating solar power) dedicata alle nuove tecnologie di concentratori solari e l'area E:Move, percorso tematico dedicato alla mobilità elettrica che presenterà veicoli elettrici e ibridi innovativi e tecnologie di ricarica all'avanguardia. Da non dimenticare Solarch, un evento speciale di Solarexpo e Greenbuilding, dove le più moderne tecnologie solari trovano la loro massima espressione nei progetti architettonici di nuova concezione. Solarch è la dimensione fieristica nella quale trova spazio l'architettura solare di oggi e domani. Un'area tematica dove gli effetti scenici degli allestimenti sono pensati per dare il giusto contesto espositivo alle tecnologie più innovative e ai migliori progetti di internazionalizzazione di design solare dell'edificio e di completa integrazione architettonica di fotovoltaico e solare termico. Per quanto riguarda la quinta edizione di Greenbuilding, il tema centrale sarà la riqualificazione energetica degli edifici storici. In un'ottica di incremento dell'efficienza del sistema edilizio esistente e di conservazione del patrimonio architettonico, l'ottimizzazione energetica diventa il centro focale dell'architettura sostenibile. In quest'ambito sarà presentata la III edizione di Illuminazioni, lo showroom dedicato all'eccellenza del costruire che quest'anno sarà focalizzato sul tema della 'Riqualificazione energetica degli edifici storici'". Offerta fOrmatIva "Tra gli appuntamenti di particolare interesse i corsi di formazione dedicati al fotovoltaico e al solare termico, il convegno con il Gse sul quarto Conto Energia e il regime fiscale del fotovoltaico, come anche l'appuntamento dedicato all'efficienza energetica e rinnovabili negli edifici: lo strumento delle detrazioni del 55%. Per quanto riguarda Greenbuilding, da segnalare il convegno inaugurale 'Riqualificazione energetica degli edifici storici', dove saranno presentate in anteprima le linee guida sull'uso efficiente dell'energia nel patrimonio storico promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Le linee guida forniscono indicazioni per la valutazione e per il miglioramento della prestazione energetica del patrimonio culturale tutelato, con riferimento anche alle norme italiane in materia di risparmio energetico e di efficienza energetica degli edifici". In un mercato globalizzato, altamente concorrenziale e che ha definitivamente superato alcune recenti strozzature nell'offerta di silicio, i prezzi dei moduli sono scesi di più del 40% in 2-3 anni e continueranno a scendere. Si tratta di un fenomeno che, in analogia a quanto è avvenuto in questi anni nei mercati dell'elettronica di consumo, è certamente una buona notizia per il lato domanda del mercato: dalle famiglie che vogliono dotarsi di un tetto solare agli investitori in grandi impianti. Non a caso, grazie anche al traino esercitato in parallelo dall'incentivazione in Conto Energia, la discesa dei prezzi ha generato un vero boom della domanda. Dall'altro lato questa globalizzazione dei mercati costituisce una criticità sul lato offerta per tutti quei produttori italiani, ma anche europei, che in un contesto globale non riusciranno a raggiungere gli enormi volumi produttivi dei grandi competitor asiatici e che vedranno assottigliarsi sempre più i loro margini. Ma, d'altro canto, la continua discesa dei prezzi del solare avvicina rapidamente il giorno della parità di costo fra chilowattora di rete e chilowattora solare, e a sua volta prepara un ulteriore, massiccio balzo in avanti del mercato. Nodi da risolvere I fattori chiave per assicurare la competitività dell'industria fotovoltaica nel lungo periodo, in uno scenario in cui gli incentivi tariffari non potranno che scendere fino all'esaurimento, saranno la standardizzazione delle procedure autorizzative a livello regionale e gli investimenti necessari nell'infrastruttura di rete. Non ultimo, il problema che si trova in modo crescente ad affrontare il segmento dei grandi parchi solari installati a terra: e cioè, il mantenimento del consenso fino a ora goduto dal fotovoltaico presso l'opinione pubblica e le amministrazioni locali. La “grid parity” I tempi per il raggiungimento della grid parity dipendono principalmente dalle economie di scala che verranno raggiunte e parallelamente dall'andamento dei prezzi delle energie fossili, che sono destinati a crescere inesorabilmente. Detto questo, in base alle stime degli analisti, la grid parity in Italia potrebbe essere raggiunta nei prossimi due-tre anni, ma dipende soprattutto dallo sviluppo della filiera del fotovoltaico a livello mondiale. Visto come il comparto si sta muovendo su scala globale, direi che ci sono buone possibilità di un ‘traguardo grid parity' abbastanza vicino. Alla luce di queste considerazioni, il decreto legislativo per il recepimento della Direttiva 2009/28/CE sulla promozione delle fonti rinnovabili, recentemente approvato, certamente ha messo in difficoltà gli operatori del settore, ma non potrà arrestare il processo della grid parity. L'evoluzione del mercato Luca Zingale, direttore scientifico di Solarexpo e Greenbuilding
6 1 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Quando si parla di fotovoltaico si pensa immediatamente a file di pannelli schierati sui tetti, o al suolo, per generare energia: una soluzione ecocompatibile e sostenibile, ma in alcuni casi l'estetica può risentirne. La soluzione arriva grazie all'integrazione dei pannelli negli elementi architettonici e strutturali, come le tegole o le facciate. Aliavis è nata alla fine del 2007 con due missioni: da un lato fare da system integrator, perciò fornire al mercato impianti “chiavi in mano” sfruttando tecnologie disponibili sul mercato stesso (moduli monocristallini e policristallini), e dall'altro sviluppare nuovi prodotti per la building integration poiché i pannelli più comunemente utilizzati non sono nati per essere integrati nell'architettura degli edifici. Aliavis è una realtà giovane, ma promettente: nel 2010 ha installato quasi 4 MW di pannelli, contro un 2009 fermo a 700 kW. Propulsore di questo sviluppo è sicuramente il Conto Energia, ma anche il carattere innovativo e tecnologico delle soluzioni proposte. L'azienda ha cominciato in Lombardia a realizzare soluzioni fotovoltaiche sfruttando un particolare tipo di pannello dove, al tedlar posteriore, è stato sostituito un backsheet in ceramica per ottenere un modulo fotovoltaico più adatto all'integrazione architettonica. A seconda della tipologia di realizzazione, Aliavis utilizza moduli e componenti standard di primaria qualità o speciali - realizzati appositamente - in funzione Servizi dalla a alla z Professionisti qualificati ed esperti sono in grado di seguire ogni aspetto (tecnico, finanziario, burocratico), partendo da due o tre possibili soluzioni studiate per ogni specifica applicazione. Verrà poi definita insieme al cliente quella più idonea dalla quale partire per sviluppare l'intero progetto. L'impianto fotovoltaico è un prodotto capace di ottimizzare energeticamente la generazione e il consumo dell'energia, ma è anche uno strumento finanziario: è importante quindi dare al cliente supporto su entrambi i fronti. “Lavoriamo con istituti finanziari di primaria importanza, accompagnando il cliente in modo da dare la visione completa di quello che succederà da lì ai successivi 20 anni di incentivazione”, ha sottolineato Gianluca Aiazzi. Trattandosi di un progetto "chiavi in mano", l'offerta si divide in vari servizi: dalla progettazione alla realizzazione, senza dimenticare la manutenzione. Il prossimo passo (già in corso) sarà la realizzazione di una sala di monitoraggio in grado di garantire anche da remoto interventi proattivi e non solo reattivi. Il panorama nazionale oggi è ricco di aziende in grado di offrire soluzioni complete; Aliavis punta sull'innovazione, l'esperienza e la qualità. “Ci sono due elementi distintivi secondo me fondamentali: uno generale e un altro più specifico - ha spiegato Gianluca Aiazzi - Quello generale è che siamo delle richieste del cliente, per garantire sempre un rendimento a lungo termine. Ovviamente l'integrazione architettonica vede come sbocco principale il residenziale e il commerciale, mentre nell'industria spesso non viene richiesto un particolare livello di design. “Crediamo che il vero futuro del fotovoltaico sia a copertura degli edifici - ha spiegato Attilio Russo - Il fotovoltaico nasce per la produzione di energia distribuita da utilizzare dove questa viene generata; gli edifici sono responsabili del 50% dei consumi energetici, quindi lo sbocco principale è creare energia là dove questa è necessaria. Questa è la nostra visione”.
5 1 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it calpestio. Inoltre, tutti gli impianti elettrici e termici convergono in un unico locale tecnico situato nel piano interrato, accanto al garage e alla taverna. Gli interventi di manutenzione diventano, così, una pratica rapida e agevole. I consumi della casa passiva di Fagnano Olona sono quantificabili in 0,8-1 litri di gasolio al m2 a fronte dei circa 7-10 litri al m2 di una casa tradizionale. Un risparmio considerevole, che si traduce in un importante vantaggio economico per le famiglie sempre più attente ai consumi, oltre che al benessere e al piacere dell'abitare. anatomia di una Casa L'edificio è dotato di: • impianto fotovoltaico da 10 kW in silicio policristallino e pannelli solari Suntech Idm. L'impianto fv è installato sul tetto, dove è stato ricreato un caratteristico giardino pensile; • impianto geotermico verticale con due sonde di 80 m, ciascuna utilizzata per il rinfrescamento a pavimento (free cooling) nel periodo estivo e in funzione di supporto alla pompa di calore durante l'inverno; • struttura portante a telaio (20 cm) con isolante in fibra di canapa. Il telaio è coperto all'esterno da un assito in abete maschiato e, all'interno, da pannelli di tipo Osb le cui giunte sono sigillate per garantire la tenuta all'aria; • cappotto in fibra di legno (dai 12 ai 24 cm) con densità di 240 kg/m2; • solai di tipo Brettstapel costituiti da tavole (24-20 cm) impilate e giuntate meccanicamente. Sotto ogni tramezza sono stati inseriti dissipatori acustici che evitano la propagazione del rumore da calpestio; • serramenti in legno con montante da 110 mm Variotec con inserto in Pur per migliorare le prestazioni del telaio e triplo vetro a doppia camera contenente gas argon; • sistema di ventilazione meccanica dell'edificio per mezzo di macchina ventilante Zendher con relative bocchette di mandata ed espulsione nei vari locali; • giardino pensile sul tetto. Un'area verLa casa passiva è una soluzione abitativa di concezione tedesca, che assicura il benessere termico senza ricorrere a impianti di riscaldamento e condizionamento convenzionali. Grazie a un elevato isolamento dell'involucro, abbinato a un sistema di ventilazione meccanica, permette di mantenere la temperatura ideale al proprio interno. Bilancio energetico Il suo bilancio energetico è quasi in pareggio, in quanto la somma degli apporti passivi di calore, dovuti all'irraggiamento solare e al calore generato dagli elettrodomestici in funzione e dagli inquilini stessi, è quasi sufficiente a compensare le perdite dell'involucro durante la stagione fredda. L'energia necessaria a pareggiare il bilancio termico dell'edificio è prodotta mediante sistemi non convenzionali, come impianti fotovoltaici e geotermici. Precisi requisiti Il Passivhaus Institut di Darmstadt, l'ente certificatore tedesco di case passive, considera una costruzione “passiva” solo quando soddisfa i seguenti requisiti: • fabbisogno energetico utile richiesto per il riscaldamento ≤ 15 kWh (m2a); • fabbisogno energetico utile richiesto per il raffrescamento ≤ 15 kWh (m2a); • carico termico invernale ≤ 10 W/m2; • carico termico estivo ≤ 10 W/m2; • tenuta all'aria n50 ≤ 0,6/h; • fabbisogno primario di energia ≤ 120 kWh (m2a). Cos'è la casa passiva de che assicura condizioni termoclimatiche regolari, favorendo anche l'efficienza dei pannelli fv, e che trattiene le polveri sottili; • locale tecnico situato nel piano interrato dove convergono tutti gli impianti elettrici e termici: accumulo di 1.000 litri per l'acqua calda sanitaria, pompa di calore, sistema di ventilazione meccanica.
Per un futuro double-greenSupplemento a Il GIornale del l 'InS t all a tore elettrIco n . 4/2011 - ISSn 0392-3630 € 4,0 0 impianti&rinnovabili Norme, leggi, tecNologie, impiaNti e prodotti per le foNti sosteNibili e l'efficieNza eNergetica 02 11www.guidarinnovabili.it pag. 26
8 9 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Gestibili con un click Limitato numero di componenti e grande versatilità di utilizzo sono tra le caratteristiche più innovative della nuova gamma di centraline elettroniche Rdz Evo, sistemi di regolazione completi ed espandibili, adatti al controllo e alla gestione di impianti di riscaldamento e raffrescamento radianti a pavimento, soffitto e parete. Le regolazioni Evo possono gestire dal piccolo impianto unifamiliare al grande impianto multizona fino al sistema con produzione centralizzata dell'energia e termoregolazione per singolo utente. In base alle loro peculiarità, si dividono in tre famiglie distinte: Rc, Evo-Sa, .Net. Le regolazioni Rc sono adatte a impianti radianti di piccole dimensioni, preconfigurate, con 1 o 2 sonde di umidità e temperatura o di sola temperatura. Le regolazioni Evo-Sa sono sistemi espandibili per impianti medio-grandi, configurabili in base alle reali necessità dell'impianto. Nella loro massima espansione consentono di controllare fino a 8 valvole miscelatrici, 32 sonde di umidità e temperatura, 4 unità di trattamento dell'aria. Le regolazioni .Net sono sistemi espandibili per impianti con produzione centralizzata dell'energia. Grazie a semplici kit di comunicazione, le regolazioni Evo sono in grado di dialogare con i sistemi domotici. Le centraline infatti possono essere corredate di diversi kit di connettività, tra i quali merita particolare attenzione il kit Evo-Pc e il software Evo-Lution per l'interfacciamento delle regolazioni con un Personal Computer. Tale soluzione permette di dialogare con la regolazione in tre modalità: tramite collegamento locale, rete Intranet o Web. Per maggiori informazioni sulle regolazioni Evo, Rdz mette a disposizione un catalogo ragionato, manuali tecnici specifici e un software, Evo-Builder, per la scelta e la configurazione della regolazione, dal quale si genera in automatico una serie di documenti, tra cui gli schemi elettrici per l'installazione dell'impianto. Evoluzione delle Evo le nuove regolazioni Wi, grazie all'utilizzo di nuove schede elettroniche e all'introduzione di nuove sonde e terminali wireless e via bus, sono ancora più versatili, ideali per impianti con maggiore numero di zone e offrono ampie possibilità di connessioni con il mondo esterno. In Classe energetica A Il 10-15% del consumo di energia elettrica nelle abitazioni è imputabile al consumo dei circolatori dell'impianto di riscaldamento. L'utilizzo di circolatori energeticamente più efficienti e regolabili contribuisce in maniera significativa al risparmio energetico. Le centraline di abbattimento e rilancio di Pantherm sono disponibili a richiesta con circolatore di Classe energetica A, dotato di dispositivo di autoregolazione. Il funzionamento della pompa viene adattato automaticamente e costantemente alle esigenze dell'impianto mediante l'azione del regolatore di pressione differenziale sulla portata. Quando le valvole termostatiche si chiudono la velocità del circolatore si riduce, risparmiando così energia e abbassando ulteriormente il già impercettibile rumore di rotazione. Un regolatore manuale consente di reimpostare il circolatore a regolazione continua, per adattare il funzionamento ai singoli impianti. La pressione differenziale viene controllata mediante regolazione in base alla portata (regolazione della pressione proporzionale). Contrariamente a un circolatore non regolato, la pompa di circolazione disponibile sulle centraline Pantherm “Classe A” è dotata della regolazione della pressione proporzionale e riduce la pressione differenziale a seguito di un calo nella richiesta di riscaldamento. Se la richiesta di riscaldamento diminuisce, ad esempio a causa delle radiazioni solari, le elettrovalvole del sistema di climatizzazione radiante si chiudono, e la perdita di carico dell'impianto aumenta ad esempio da A1 a A2. In un impianto di riscaldamento con un circolatore non regolato, questa situazione produrrebbe un aumento della pressione dell'impianto ΔH1. Nel caso invece dei nuovi circolatori proposti, la pressione viene ridotta di ΔH2.
n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews Cogenerazione virtuosa Key Energy, rassegna specializzata dedicata all'energia e mobilità sostenibili ha ospitato, lo scorso novembre a Rimini, il workshop promosso da Italcogen, l'associazione dei costruttori e distributori degli impianti di cogenerazione, federata ad Anima/Confindustria, sul tema 'Le nuove opportunità di business tra efficienza energetica ed energia rinnovabile da biomassa'. “La cogenerazione - ha precisato Silvio Rudy Stella, presidente Italcogen - si conferma una tecnologia virtuosa: migliora la competitività del sistema nel suo complesso, delle condizioni ambientali e genera una certa riduzione delle emissioni di CO 2 senza modificare il comportamento dell'uso finale. Sono urgenti una semplificazione normativa e una maggiore dinamicità sui decreti attuativi delle direttive europee. Il settore energetico italiano è un'eccellenza: oltre 3 milioni e mezzo di addetti; spina dorsale dell'export italiano; nel settore della meccanica, ad esempio, si pone tra i primi cinque Paesi al mondo”. I casi concreti presentati dalle aziende durante il workshop hanno dimostrato come la cogenerazione da biomassa risponda alle esigenze, tra le altre, del mondo agricolo, delle industrie tessili, fino alle industrie energivore come i cementifici e le vetrerie. Grazie a un sistema di cogenerazione, gli scarti diventano una risorsa. I cambiamenti di strategia del gruppo Riello Elettronica hanno portato Aros ad affrontare una nuova sfida, concentrando tutta l'esperienza maturata nel settore energia esclusivamente nel mercato del fotovoltaico. Con la nascita della nuova Divisione solare ci saranno, infatti, un ampliamento e un completamento della gamma Sirio già esistente, con lo sviluppo di inverter sempre più performanti e atti a rispondere alle richieste di un mercato in continua evoluzione. Così, l'intera immagine aziendale è stata modificata: dal logo alla campagna pubblicitaria, dal catalogo prodotti al sito Internet, completamente rinnovato a partire dal dominio (www.aros-solar.com). Il nuovo website, on-line da gennaio, è strutturato in sezioni essenziali, accessibili direttamente dall'home page - Azienda, Prodotti, Supporto, Punti Vendita - con l'aggiunta di una sezione relativa agli Impianti degli utenti che utilizzano inverter Aros. Gli impianti sono inseriti, previa registrazione, direttamente dall'installatore in pochi e semplici passaggi: una possibilità importante per aumentare la visibilità in rete delle aziende installatrici. La sezione Prodotti è divisa in modo chiaro per categoria e campo di applicazione, con dettagliate descrizioni e principali caratteristiche tecniche. Grazie ai menu “Prodotti correlati”, immediata è la panoramica degli accessori utili al completamento della propria soluzione; cliccando i collegamenti diretti, poi, è facilissimo trovare la documentazione relativa al prodotto desiderato. L'area Supporto è sempre studiata per contenere informazioni relative a contatti con l'azienda, assistenza, eventi e ufficio stampa, download dei documenti e contenuti sul “mondo solare”. In più il “Bollettino del fotovoltaico”, costante aggiornamento sulle news più importanti del settore. Al completamento delle varie fasi di sviluppo, il sito sarà disponibile in cinque lingue: italiano, inglese, tedesco, spagnolo e francese. Nuovo sito web Campo fotovoltaico Sharp Corporation ed Enel Green Power (Egp) annunciano che Esse, la joint venture tra Egp e Sharp Solar Energy Srl creata nel luglio 2010 per progetti di Ipp (produttore di energia indipendente, proprietario di impianti per generare energia elettrica per la vendita a utilities e utenti finali), ha completato la realizzazione del suo primo impianto fotovoltaico a terra situato a Serragiumenta, Altomonte (CS). Il nuovo campo ha una capacità installata di 5 MW ed è realizzato con moduli fotovoltaici Sharp a celle solari monocristalline. La produzione annuale stimata è di 7,5 milioni di kWh, equivalenti al consumo annuale di circa 2.800 famiglie. Ciò comporterà la riduzione di emissioni in atmosfera di 5.800 tonnellate di CO2 l'anno e un risparmio di circa 630 tep (tonnellate equivalenti di petrolio). Obiettivo di Esse? Sviluppare campi fotovoltaici per oltre 500 MW entro il 2016. Nel frattempo, Sharp, Egp e STMicroelectronics hanno programmato di avviare lo stabilimento di Catania per la produzione di celle solari a film sottile a fine 2011. Esse installerà impianti di generazione di energia in Europa, specialmente nelle aree Mediterraneo, Medio Oriente e Africa, utilizzando le celle solari thin-film prodotte principalmente nell'impianto di Catania.
4 8 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Realizzazioni Solar Cooling a scuola Al centro del progetto di riqualificazione dell'Istituto tecnico professionale Ispia di Jesi l'installazione di un sistema solare termico per l'integrazione dell'impianto radiante a pavimento nel periodo invernale e la generazione di energia frigorifera per il condizionamento estivo Completamente rinnovato l'edificio che ospita l'Istituto tecnico professionale Itis-Ipsia di Jesi, in provincia di Ancona, nel segno della sicurezza ed ecosostenibilità. L'intervento finalizzato all'adeguamento sismico della porzione dell'edificio adibita a officine è stato sviluppato nel contesto di una ristrutturazione che ha interessato l'intero stabile, secondo i canoni della bioedilizia. Al centro del complesso progetto di riqualificazione l'installazione di un sistema solare termico, concepito per l'integrazione dell'impianto radiante a pavimento a bassa temperatura nel periodo invernale e la generazione di energia frigorifera per il condizionamento estivo delle aule. RiSCaldamento inveRnale e aCqua Calda SanitaRia Per la produzione di acqua calda sanitaria e l'integrazione all'impianto radiante, sono stati installati dei collettori solari a tubi sottovuoto ad alte prestazioni di Kloben. Questa tipologia di collettori, sfruttando la naturale capacità del vuoto di isolare e mantenere il calore generatosi all'interno del collettore solare, garantisce elevato apporto termico anche nel periodo invernale. Il campo solare si compone di 72 collettori solari modello Sky Cpc 58 da 21 tubi che, coprendo una superficie complessiva pari a 270 m2, sono in grado di fornire il 70% del fabbisogno di energia. I collettori solari agiscono su 4 accumuli termici da 2.000 litri, utilizzati quale integrazione energetica invernale dei 4.000 m2 di impianto radiante a pavimento realizzato, oltre che in autunno e primavera. Per soddisfare i carichi di punta in stagione fredda, quando le poche ore di irraggiamento non garantiscono apporti consistenti di energia, l'impianto solare è studiato per integrarsi con un generatore termico a metano con caldaie a condensazione. Il know how e l'esperienza per la progettazione e l'installazione dell'impianto sono stati apportati dalla ditta Cat Impianti di Jesi, specialista nelle tecnologie alternative per il risparmio energetico.
5 3 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it senza ricorrere al generatore principale. nel restante tempo la potenza termica o frigorifera generata riduce la potenza richiesta al generatore principale, con notevoli risparmi energetici. La distribuzione del caldo e del freddo è gestita in due modi diversi, per soddisfare al meglio le diverse esigenze dell'abitazione. Per il piano terra e il primo piano, utilizzati quotidianamente, la distribuzione avviene per mezzo di pannelli radianti a soffitto, il cui perfetto funzionamento nella fase di raffrescamento è garantito dalla deumidificazione effettuata da ElfoFresh2. Per il piano interrato, utilizzato saltuariamente, sono stati installati dei ventilconvettori ad elevatissima efficienza ElfoRoom, in modo da potere raggiungere rapidamente la temperatura desiderata quando necessario e mantenere il comfort dell'intera abitazione. La gestione del sistema è affidata al controllo centralizzato ElfoControl, il quale consente di raggiungere il massimo livello di efficienza e di comfort grazie alla possibilità di definire condizioni di funzionamento ottimizzate per l'impianto nel suo insieme oltre che per i singoli elementi che lo compongono, permettendo la programmazione oraria di ogni zona, il controllo completo dell'impianto, una gestione personalizzata e il migliore uso dell'energia. I rIsuLtatI In base ai calcoli teorici, la scelta del progettista era caduta su ElfoSystem in quanto avrebbe permesso all'utente finale di ottenere un abbattimento dei costi di gestione, consumi di energia primaria ed emissioni di CO2 oltre che il ricorso alle fonti rinnovabili di energia per coprire il 70% circa delle necessità di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. Tre anni di monitoraggio hanno dimostrato con dati reali i vantaggi della soluzione adottata. Le misurazioni sul campo hanno, infatti, registrato un risparmio medio annuo di energia primaria del 41%, un abbattimento delle emissioni indirette di CO2 del 41% e una riduzione del 36% nei costi di gestione rispetto al sistema tradizionale con caldaia, split e recuperatore a flussi incrociati, considerato come alternativa in fase progettuale. A questo si aggiunge il fatto che oltre il 73% del fabbisogno dell'abitazione per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria nei tre anni di esercizio è stato coperto con fonti rinnovabili di energia. 18.621 kWh di energia rinnovabile per il riscaldamento invernale e 5.986 kWh per la produzione di acqua calda sanitaria. Per quanto riguarda la produzione di acqua calda sanitaria, va notato inoltre come l'apporto di energia rinnovabile da parte dei pannelli solari termici sia di soli 1.960 kWh (il 24%), contro i 4.027 kWh forniti dalla pompa di calore, che sfrutta l'energia solare indiretta contenuta nell'aria, riconosciuta dall'Unione Europea fonte rinnovabile di energia con la Direttiva Res 2009/28/CE del 23 aprile 2009. Avere una pompa di calore che integra in sé tutti gli elementi per riscaldamento, raffreddamento e produzione di acqua calda sanitaria ha permesso di ridurre gli ingombri del 60% rispetto a una centrale termica tradizionale. Il sistema innovativo -4000 -3000 -2000 -1000 0 0 5 10 15 20 25 1000 2000 3000 4000 5000 6000 OT T ELFOFresh2 Riscaldamento ELFOFresh2 Raffreddamento Temperatura aria esterna media mensile GAIA Riscaldamento GAIA Raffrescamento NO V DI C GE N FE B MA R AP R MA G GI U LU G AG O SE TF ab bisogno di ene rgia term ofrigorife ra util e [kWh ] Tempe ratu ra aria esterna [°C ] 1.143 1.533 1.820 1.426 3.818 1.522 3.998 1.411 3.235 1.486 2.013 1.341 499 -634 -1.811 -1.440 -201 -920 1.820 13.9 8.5 4.1 2.4 4.2 8.5 12.9 17.0 21.3 23.6 23.0 19.6 100 200 300 400 0 0 5 10 15 20 25 500 600 700 800 900 OT T Solare Termico (4mq) Temperatura aria esterna media mensile NO V DI C GE N FE B MA R AP R MA G GI U LU G AG O SE T Fa bbisogno di ene rgia termica per ACS [kWh ] Tempe ratu ra aria esterna [°C ] GAIA Aria 119 560 98 694 29 624 34 592 61 630 158 599 249 563 228 557 267 356 249 229 278 252 189 436 13.9 8.5 4.1 2.4 4.2 8.5 12.9 17.0 21.3 23.6 23.0 19.6 Fabbisogno energia primaria kWh 0 5.000 IMPIANTO TRADIZIONALE ELFOSYSTEM CUVET 10.000 15.000 20.000 25.000 30.000 35.000 40.000 45.000 -41% Costo energetico gestione Note 0 500 IMPIANTO TRADIZIONALE ELFOSYSTEM CUVET 1.000 1.500 2.000 2.500 3.000 3.500 -36% Emissioni annue di CO2 0 1.000 IMPIANTO TRADIZIONALE ELFOSYSTEM CUVET 2.000 3.000 4.000 5.000 6.000 7.000 8.000 9.000 -41% Costo energia elettrica: 0.2€/kWh - tariffa BTA per usi diversi con contatore dedicato per la pompa di calore e il sistema di rinnovo aria in pompa di calore con recupero termodinamico attivo 0,27€/kWh - tariffa D2 per usi elettrici obbligati per il sistema split e il sistema di rinnovo aria con recuperatore a flussi incrociati Costo metano: 0.8 €/m3 Fattore di conversione energia primaria-energia elettrica: 2.17 Riscaldamento, raffreddamento e produzione di acqua calda sanitaria con pompa di calore aria-acqua Clivet Gaia Aria 61, con tecnologia inverter del compressore, accumulo integrato da 200 litri e collegamenti al solare termico integrati. 4 m2 di pannelli solari. Rinnovo e purificazione aria con una unità di rinnovo aria in pompa di calore, con recupero termodinamico attivo e filtri elettronici Clivet ElfoFresh2 300. Distribuzione del caldo e del freddo differenziata zona per zona: • piano seminterrato con i ventilconvettori Clivet ElfoRoom Oout 11; • piano terra e primo piano con pannelli radianti a soffitto; • bagni con termoarredi. Controllo dell'impianto con il sistema di controllo centralizzato Clivet ElfoControl Ripartizione mensile dei fabbisogni per la climatizzazione Ripartizione mensile dei fabbisogni per l'acqua calda sanitaria
econews Enphase Energy, azienda attiva nel settore dei microinverter, annuncia la nomina di due country manager e l'apertura di nuovi uffici in Italia e Francia al fine di soddisfare la domanda dei suoi evoluti sistemi a microinverter per il fotovoltaico. Sulla base delle oltre 20.000 installazioni e 500.000 unità commercializzate negli Stati Uniti dal 2008, Enphase porta sul mercato fotovoltaico europeo, in forte espansione, un sistema a microinverter tutto in corrente alternata ad alte prestazioni, sicuro e facile da installare. L'ingresso di Enphase sul mercato europeo rappresenta un'opportunità da 5 GW nei prossimi 4 anni secondo i dati forniti da iSuppli nel suo rapporto 2010 sul settore dei microinverter. Francia, Italia e Benelux sono le regioni che stanno vedendo la più rapida crescita in termini di installazioni solari residenziali e commerciali, e si prevede adotteranno rapidamente i microinverter in queste tipologie di applicazioni. Enphase Energy offre sistemi di gestione dell'energia solare per i mercati residenziale e commerciale. L'azienda fornisce un sistema che comprende microinverter ad alta efficienza, comunicazione, analisi e monitoraggio web-based. I sistemi aumentano la quantità di energia prodotta e migliorano l'affidabilità oltre a semplificare la progettazione, l'installazione e la gestione degli impianti. Fotovoltaico in corrente alternata Inseguitori solari monoassiali Abb si è aggiudicata un ordine dell'importo di 50 milioni di dollari da Phenix Renewables per la fornitura di un impianto fotovoltaico da 24 MW nel Lazio. L'impianto fornirà fino a 35 GWh di energia elettrica all'anno, evitando così la produzione di oltre 25.000 tonnellate di anidride carbonica. Abb è responsabile della progettazione, dell'ingegneria, della costruzione, dei lavori civili e della messa in servizio dell'impianto. La soluzione modulare EBoP di Abb (Electrical Balance of Plant) consentirà tempi di realizzazione di soli quattro mesi. L'impianto è realizzato con inseguitori solari monoassiali che massimizzano la produzione di energia elettrica. Abb fornisce i quadri di bassa e media tensione, i trasformatori, i cavi, il sistema di automazione e i dispositivi di protezione; inoltre, una sottostazione a 150 kV equipaggiata con sistemi di monitoraggio e controllo. I pannelli fotovoltaici saranno forniti dalla società norvegese Rec (Renewable Energy Corporation), in consorzio con Abb.
5 2 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Soluzioni Il comfort ecosostenibile Sistemi in pompa di calore a ciclo annuale: monitoraggio dei dati di un'abitazione residenziale a cura di aleSSia Varalda La Comunità Europea, con la Direttiva Res 2009/28/CE del 23 aprile 2009 ha ufficialmente riconosciuto nell'energia ambiente sfruttata dalle pompe di calore una fonte rinnovabile di energia, dando un forte impulso allo sviluppo della tecnologia della pompa di calore, tanto che negli ultimi anni si è assistito ad una grande diffusione di prodotti e sistemi che vantano il ricorso alle energie rinnovabili. Clivet, azienda specializzata nei sistemi in pompa di calore per il terziario, l'industriale e il residenziale, presenta un impianto residenziale monitorato con un sistema di telegestione per un arco temporale di ben 3 anni, che conferma con dati reali i calcoli teorici fatti in sede di scelta della tipologia di impianto. L'edificio oggetto del monitoraggio di 3 anni è un'abitazione monofamiliare di nuova costruzione, riservata a esclusivo uso residenziale, dotata di 13 locali, strutturata su tre livelli, di cui uno interrato per un totale di 267 m2. L'abitazione è ubicata nel nord-est d'Italia, una zona dal clima continentale (2.400 gradi giorno/Zona climatica E, secondo la normativa italiana) con inverni freddi e umidi ed estati calde e afose Gli obiettivi erano comfort a ciclo annuale, ridotti consumi energetici e costi di gestione, totale assenza delle emissioni locali, dovute alla combustione di gas, e utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Il tutto, naturalmente, con minimi ingombri. L'ImpIanto La soluzione adottata è stata il sistema idronico ElfoSystem di Clivet. Il riscaldamento, il raffreddamento e la produzione di acqua calda sanitaria sono garantiti dalla pompa di calore ariaacqua Gaia, la macchina-impianto che integra in sé i principali elementi di una centrale termica, incluso l'accumulo sanitario integrato da 200 litri e tutti i collegamenti per il solare termico, composto da 4 m2 di pannelli solari installati sul tetto dell'abitazione, che contribuiscono alla produzione di acqua calda sanitaria in maniera gratuita. La qualità dell'aria è affidata all'unità di rinnovo aria ElfoFresh2. Questa unità con recupero termodinamico attivo, oltre a garantire ricambio, filtrazione e livello di umidità dell'aria corretti, grazie alla tecnologia della pompa di calore moltiplica tutto l'anno l'energia contenuta nell'aria espulsa, tanto da riuscire a gestire in modo autonomo anche la corretta temperatura nelle mezze stagioni
4 0 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Realizzazioni Un aspetto che colpisce nel profilo dell'architetto milanese Paolo Aina è il fatto che la sua principale occupazione riguarda, nell'ambito dell'architettura urbana, la progettazione sperimentale di unità abitative a basso costo e la realizzazione di progetti ecosostenibili. Ed è in tali ambiti, estremamente attuali, che egli ha voluto mettere la propria esperienza al servizio di vari comuni lombardi, facendo parte delle loro commissioni di edilizia e urbanistica. Uno degli ultimi progetti di architettura urbana realizzati dall'architetto Aina si trova nel comune di Gorla Minore, in provincia di Varese. ObiettivO, classe energetica “a” La residenza “Il Girasole” è composta da due edifici di cinque piani fuori terra e da otto case unifamiliari disposte su due schiere di cinque e tre unità. L'intervento residenziale si inserisce in un più ampio piano di gestione sostenibile del territorio, in quanto il complesso è studiato per diventare una realtà quasi autosufficiente dal punto di vista energetico. L'obiettivo principale del complesso è staclasse “a” cOn Free-cOOling Costruire città sostenibili è possibile grazie al ricorso alle fonti energetiche di origine naturale e non inquinanti emma luisini Qual è il pensiero che domina i suoi progetti architettonici? “Nei progetti che elaboro, cerco di tenere e fare coincidere alcuni punti che a volte sono in contrasto: da un lato c'è la considerazione della tutela dell'ambiente naturale, intesa non soltanto come riduzione ed eliminazione delle emissioni inquinanti, ma anche come preservazione e a volte incremento della bellezza e dolcezza del paesaggio che con l'intervento si va a cambiare; non c'è dubbio, infatti, che il nostro Paese non è più da molto tempo selvaggio, la sua natura e il suo paesaggio sono stati a lungo manipolati con sapienza e grazia tanto da diventare nel tempo esempio per le realizzazioni del mondo intero. L'altro aspetto della progettazione riguarda quello di rendere le abitazioni che progetto sede per la vita degli abitanti: per questo sono attrezzate con spazi che non si limitano ad assolvere una funzione specifica, ma sono aperti ad accogliere la complicazione delle funzioni della loro vita. Il trait d'union tra questi due estremi è la progettazione dell'ambiente esterno costruito e non, per dare agli abitanti una vista della quale possano godere e, al contempo, garantire la gradevole percezione delle nuove costruzioni da parte dei passanti attraverso l'applicazione di uno strato di coltura che restituisca la superficie del manto erboso occupato e quindi sottratto dalla costruzione”. Come è riuscito ad adottare tutte le tecnologie e le soluzioni ecosostenibili attualmente disponibili e limitare al contempo il costo delle abitazioni? “L'accuratezza e completezza della progettazione, l'analisi e la risoluzione preventiva della maggior parte dei problemi che si sarebbero potuti verificare in fase costruttiva, la ricerca di nuovi e inusuali - per la produzione edilizia corrente - materiali che anche con costi leggermente superiori, ammortizzati però da una maggiore facilità e velocità di posa in opera, garantissero con sicurezza le prestazioni più elevate, la collaborazione e l'entusiasmo con cui l'impresa Ict (Impresa di Costruzioni Torretta) di Nerviano ha fatto proprio il progetto e l'organizzazione del lavoro secondo precise e verificabili tempistiche, ha contribuito non Approfondimento con l'architetto Paolo Aina
6 2 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Protagonisti sul mercato sin dagli albori del fotovoltaico commerciale in Italia. Questo ci ha permesso di crescere, di “farci le ossa” e quindi di portare una forte esperienza e competenza verso il mercato. Il secondo punto è insito nella natura stessa di Aliavis, ovvero essere partiti concettualmente dall'integrazione architettonica. Riteniamo che in futuro il mercato si orienterà sempre più verso questo tipo di applicazioni: noi siamo in grado già oggi di offrire una risposta a queste esigenze”. “nello sviluppo di prodotti abbiamo trovato un valido appoggio in un gruppo industriale emiliano che ci ha assecondato nella realizzazione di soluzioni - ad hoc per la building integration - nate con lo scopo di sostituire esattamente gli elementi edilizi sui quali normalmente vengono montati i pannelli”. Il primo passo di questa collaborazione ha visto la nascita di tegole fotovoltaiche che sostituiscono quelle esistenti, andando a costituire esse stesse il tetto dell'edificio. Successivamente, sono stati realizzati elementi per le facciate. La facciata non rappresenta esattamente l'elemento ideale per un impianto fotovoltaico dato che ci sono delle perdite, ma in un contesto di facciata complessiva alcuni elementi possono in ogni caso funzionare bene. E anche qui, il concetto è lo stesso: sostituire gli elementi edilizi veri e propri. Questi pannelli con il backsheet in ceramica hanno, in media, la stessa efficienza dei pannelli poli-monocristallini standard. La ceramica non svantaggia l'efficienza, in quanto è in grado di evacuare più velocemente il calore degli elementi di plastica. Le lastre hanno uno spessore di 8 mm: 3 mm di ceramica, 1 mm tra incapsulante e gli altri strati e 3,2 mm di vetro temperato solare. Questa lastra così sottile e “monoblocco”: permette, quindi, una reale integrazione, in quanto vera e propria copertura edilizia. l'approccio ingegneriStico Realizzare un impianto integrato negli edifici non significa unicamente installare i moduli, implica la risoluzione di altri problemi come la sostituzione di un tetto o la gestione termica di un edificio. In altre parole, deve svolgere più funzioni. Se il modulo non si limita unicamente al compito per cui è nato (la produzione di energia), è possibile sottrarre al costo del fotovoltaico quello delle altre funzioni integrate. Ad esempio, una tegola fotovoltaica non richiederà ulteriori spese di realizzazione del tetto, con conseguente risparmio economico. Lo stesso ragionamento è fattibile se il modulo è in grado anche di mantenere sotto controllo le temperature dell'edificio: in questo modo è possibile conteggiare il risparmio derivante da una migliore termoregolazione dell'ambiente. Osservare il progetto nella propria interezza permette di apprezzarne le qualità, senza limitarsi al mero costo dell'impianto fotovoltaico. “Il nostro compito primario, o meglio la nostra sfida, è riuscire a fare comprendere i benefici di una soluzione diversa”, ha evidenziato Attilio Russo. Una sfida vinta dall'azienda che porta ad esempio di integrazione architettonica una lunga serie di progetti, dalla casa da 3 kW all'impianto da centinaia di kW. Il fotovoltaico nasce per la produzione di energia distribuita, da utilizzare dove questa viene generata
6 8 n .x x | x x x x x x x x x x 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it sotto la lente SCariCatore lato dC Protezione sicura da sovratensione per impianti fotovoltaici collegati a terra sul lato dc Considerando l'ingente dispendio energetico dei Paesi industrializzati e a causa della continua crescita di Paesi come la Cina e l'India, in futuro la richiesta e la necessità di energia da fonti rinnovabili saranno notevolmente incrementate a livello mondiale. La sostenibilità sarà un ulteriore, fondamentale parametro di cui tenere conto. Le tecnologie per la produzione di energia fotovoltaica Made in Germany sono da anni un punto di riferimento in tutto il mondo. Non c'è quindi assolutamente da meravigliarsi se anche i prodotti più innovativi in fatto di sicurezza degli impianti fotovoltaici provengano dalla Germania. Come si potrebbe produrre per esempio energia solare senza l'inverter, il componente più importante di un impianto solare? E cosa succederebbe se la forza della natura colpisse tramite un fulmine lo stesso componente, o più in generale una parte sensibile dell'impianto? Dehnguard S PV Sci 600 è il nuovo scaricatore di sovratensione unipolare e modulare per impianti fotovoltaici collegati a terra sul lato dc della Dehn+Söhne, specialisti nella protezione contro i fulmini e dalle sovratensioni con sede a Neumarkt, città a circa 30 chilometri da Norimberga. Tale scaricatore è stato testato secondo la norma in bozza prEN 50539-11 ed è già disponibile. Dehnguard S PV Sci 600, concepito per il mercato internazionale, ha ovviamente ricevuto l'omologazione secondo gli standard UL. I Paesi chiave dove è maggiore la richiesta del prodotto sono Usa, Italia, Spagna e Francia, le più attente e attive in questo momento nel settore delle rinnovabili. La tecnologia collaudata, sviluppata da Dehn+Söhne, del dispositivo combinato di disconnessione e di cortocircuito con controllo termodinamico è integrata con un fusibile per corrente continua, in modo da consentire una sostituzione sicura e senza pericolo di innesco di arco elettrico dei moduli di protezione in caso di fine vita dello scaricatore. La sinergia delle tecnologie così ottenute abbassa il rischio di un danneggiamento degli strumenti di protezione a causa di errori di installazione e di isolamento nel circuito fotovoltaico, riducendo così sensibilmente il pericolo di incendio a causa di un sovraccarico dello scaricatore e lo mette in condizioni elettriche sicure senza pregiudicare il funzionamento dell'impianto fotovoltaico stesso. Questo fa di Dehnguard S PV Sci 600 lo strumento di protezione da sovratensioni ideale per gli impianti fotovoltaici collegati a terra sul lato dc. L'azienda offre prodotti innovativi per la protezione da sovratensioni e fulmini, concetti di protezione in accordo con le esigenze del cliente. Tutti i prodotti sono testati in accordo alle normative vigenti nel laboratorio di corrente impulsiva dell'azienda. Evidenziare e percorrere nuove strade nella protezione contro i fulmini è da più di 100 anni il desiderio degli specialisti della protezione contro i fulmini e dalle sovratensioni Dehn+Söhne.
solare termico 9 4 n .2 | a p ri le / g iu g n o 2 0 1 1 | w w w .g u id a ri n n o v a b il i. it anche più; possono essere composti da un tubo di vetro di borosilicato (pirex) con doppia parete, tipo thermos, dove si crea il vuoto per minimizzare le perdite termiche. All'interno del tubo di vetro sono posti l'assorbitore, di norma in alluminio, e la circuiteria idraulica con due tubicini di rame a U contenenti il fluido termovettore. A volte, la parete interna del tubo di vetro è ricoperta da una verniciatura multistrato con funzione di assorbitore. L'uso dei collettori sottovuoto è idoneo quando, oltre all'acqua calda sanitaria, si vuole avere acqua da reintegrare al circuito di riscaldamento (alimentando la caldaia) e in zone montane con basse temperature invernali. nel posizionare i collettori occorre tenere presente l'orientamento γ e l'inclinazione α anche se, ai fini del rendimento, i valori di γ e α che si discostano dalle condizioni ottimali lo riducono solo di pochi punti percentuali. L'orientamento γ (angolo che il collettore forma con la direzione Sud - azimut) ottimale è verso Sud. In particolare, per l'installazione di collettori solari termici piani è preferibile scegliere una direzione Sud con un leggero spostamento (non più di 20°) verso Ovest, perché nelle ore pomeridiane si ha più caldo; infatti, il rendimento di un collettore dipende anche dalla temperatura esterna, quindi è preferibile favorire un'esposizione nelle ore pomeridiane più calde. I collettori solari termici sottovuoto, non risentendo quasi del tutto degli effetti della temperatura esterna, vanno orientati verso Sud. Si parla di inclinazione α dei collettori, giacché la posizione più favorevole è quella perpendicolare ai raggi solari. Con riferimento all'inclinazione α sul piano orizzontale nel giorno più lungo dell'anno, il 21 giugno, il sole a mezzogiorno si trova a 68° all'altezza massima e, pertanto, un collettore solare, per essere perpendicolare ai raggi solari, deve avere un'inclinazione di 22° sul piano orizzontale. D'altra parte nel giorno più corto, il 21 dicembre, il sole a mezzogiorno si trova a 21° all'altezza massima e un collettore solare deve avere un'inclinazione di 69°. Da ciò si deduce che aumentando l'inclinazione si favorisce il rendimento invernale sia per la produzione dell'acqua calda sanitaria sia, soprattutto, nel caso che l'impianto solare sia utilizzato anche per integrare l'impianto di riscaldamento. Se si hanno utenze estive, come gli hotel stagionali, allora conviene ridurre l'inclinazione e mantenersi a valori di circa 25° - 30°. In pratica, in un tetto con pendenza, sia per motivi estetici sia perché è prescritto da diversi enti locali, i pannelli si fissano sul tetto. Collocando i collettori su superfici piane e su più filari (terrazzi, giardini) occorre verificare che un collettore non faccia ombra su quello retrostante. I collettori, inoltre, vanno collocati in modo da potere eseguire con facilità la manutenzione. I fabbricanti dei collettori solari calcolano, in conformità alla norma Uni En 12975, il rendimento termico di un collettore, cioè la capacità di trasformazione dell'energia solare in energia termica. Tale rendimento ΔT dipende dalla differenza tra la temperatura media del collettore T med coll e la temperatura ambiente T amb : ΔT = T med coll - T amb . CALCOLO DELLA SUPERFICIE DEI COLLETTORI Svolgiamo il calcolo con un esempio numerico. Una famiglia di quattro persone abita in un appartamento da 100 m2 di media classe in un comune dell'Italia centrale, dove si ha una radiazione solare annua Q = 1.400 kWh/m2.anno (= 1.400 x 860 kcal/m2.anno). Calcoliamo la superficie dei collettori piani necessaria per produrre l'acqua calda sanitaria. Supponiamo che l'acqua dell'acquedotto abbia una temperatura media T 1 = 15°C e si voglia mantenere nel serbatoio d'accumulo una temperatura T 2 = 50°C; sarà ΔT = 50 - 15 = 35°C. Dalla nota formula del primo principio della termodinamica Q = V·c p ·ΔT, ricaviamo quanta acqua calda V possiamo teoricamente produrre in un anno con 1 m2 di collettori, considerando il calore specifico dell'acqua c p = 1 kcal/ kg.°C. V = Q = 1.400x860 = 34.400 kg/m2.anno (1) c p xΔT 1x35 Teniamo conto dell'inclinazione α, dell'orientamento γ e del rendimento dei collettori. Scegliamo l'inclinazione sul a lezione di... α Zenith Angolo di inclinazione 0 0 0-20K Piscine 20-100K Riscaldamento A.C.S e ambienti >100K Processi industriali 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 110 120 130 140 150 160 170 180 190 200 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 RENDIMEN TO [% ] Dt (T med coll - T amb) [°C] CURVA EFFICIENZA PANNELLI SOLARI Collettore piano Collettore a tubi sottovuoto Collettore scoperto Figura A - Rendimento termico dei collettori (tipico) N S EW 80 ° 70 ° 60 ° 50 ° 40 ° 30 ° 20 ° 10 ° 80 ° 100 ° 100 ° 110 ° 110 ° 120 ° 120 ° 130 ° 130 ° 140 ° 140 ° 150 ° 150 ° 160 ° 170 ° 170 ° 160 ° 70 ° 60 ° 50 ° 40 ° 30 ° 20 ° 10 ° Angolo di inclinazione del pannello rispetto al piano orizzontale Efficienza% di ricezione della radiazione solare 95% 30 40 50 60 70 80 90 95 100 10° 20° 30° 40° 50° 60° 70° 80° 90° 10°20°30°40°50°60°70°80°90° Figura B - Grafico per il calcolo dell'efficienza della ricezione solare (orientamento e inclinazione)
Efficienza del 98% I nuovi inverter Sinvert Pvs600, Pvs1200, Pvs1800 e Pvs2400 arricchiscono ulteriormente la gamma di inverter solari della Divisione Industry Automation di Siemens. I quattro nuovi modelli permettono così di accoppiare in maniera ancora più precisa gli inverter in base alla potenza dei moduli utilizzati nell'impianto, in modo da ottimizzare il rendimento e l'efficienza dell'intero impianto. Questo processo è gestito da Sinvert Select, il software gratuito di Siemens che è in grado di calcolare la migliore combinazione tra inverter e moduli PV e rendere la selezione dei moduli notevolmente più semplice: oltre a comprendere fattori quali la localizzazione, la frequenza di rete, tipologia e potenza nominale del modulo fotovoltaico, infatti, tiene anche conto di criteri d'installazione quali l'angolo di inclinazione e l'orientamento dei moduli PV. I Sinvert Pvs possono raggiungere livelli di efficienza del 98% circa, capacità che li rende tra i più efficienti inverter disponibili oggi sul mercato. Dotati di una funzione di monitoraggio, sono inoltre in grado di rilevare eventuali guasti dell'impianto, minimizzando in questo modo i tempi di fermo per guasto. Grazie ai nuovi prodotti, Siemens offre oggi diverse configurazioni di inverter centrali, progettati per ottimizzare la resa energetica di un'estesa varietà di moduli fotovoltaici. Produttività elevata Con Sunmaster, Mastervolt offre inverter adatti a tutti i tipi di moduli fotovoltaici. L'inverter solare Sunmaster XS è molto efficiente anche con ridotto irradiamento solare. Riescono a sfruttare ogni singolo raggio di luce solare. La produttività è elevata: trasformano in energia utilizzabile qualsiasi tipo di luce solare. Ciò grazie al ridottissimo consumo energetico e al perfetto sistema di raffreddamento, anche a temperature ambiente elevate. Inoltre, presentano un altro vantaggio molto importante: gli inverter Sunmaster di Mastervolt si installano in modo rapido e semplice. Dopo l'installazione e la messa in esercizio si attivano automaticamente, si collegano ai moduli montati e producono energia elettrica appena esposti alla luce del sole.
8 2 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it progetti sostenibili Ibt Group, azienda della Green Economy specializzata in sistemi di autoproduzione energetica e partner esclusivo per l'Italia di Capstone Turbine Corporation con sede a Villorba, Treviso, insieme a Spike Renewables, società di ingegneria e ricerca di Firenze, ha avviato positivamente un progetto di sperimentazione di una turbina a gas con tecnologia cogenerativa - per la produzione combinata di energia elettrica e termica - alimentata a olio vegetale puro (ad esempio, girasole o colza). La filiera dell'olio vegetale, un combustibile rinnovabile alternativo ai combustibili fossili, è da tempo oggetto di grande interesse per il settore delle agrienergie perché rappresenta un'opzione grazie alla quale i produttori di materie prime possono partecipare direttamente al valore aggiunto del prodotto finale, nel rispetto della sostenibilità ambientale, economica e sociale. L'olio può essere prodotto infatti con un limitato uso di fertilizzanti da un'ampia varietà di semi quali girasole, colza, soia, lino eccetera, nonché da oli vegetali ricostruiti (tramite esterificazione) da sottoprodotti nofood dell'industria alimentare. Il progetto Ibt-Spike si inserisce all'interno di un progetto di innovazione supportato dalla Regione Toscana sugli oli vegetali ricostruiti (Progetto Ovest). Nell'ambito del progetto Silo, azienda specializzata nella produzione di materie prime alternative per la produzione di biocarburanti, ospita l'impianto presso le sue strutture alimentandolo con varie tipologie di oli vegetali (attualmente, olio puro di colza e girasole, successivamente oli vegetali esterificati). La turbina è stata adattata in modo da superare le principali problematiche relative a questi biocombustibili, quali ad esempio la maggiore viscosità dell'olio vegetale, adattando il circuito del combustibile e i suoi componenti. La tecnologia cogenerativa a turbina di Capstone Turbine Corporation, grazie ad uno speciale brevetto con cuscinetti che funzionano ad aria senza l'uso di lubrificanti, offre ulteriori vantaggi rispetto a quelli tipici della cogenerazione, tra i quali: maggiore risparmio energetico, emissioni nocive tra le più basse, flessibilità del range di potenza offerta dalle soluzioni (a partire da 30 kW), altissima efficienza e la possibilità di utilizzo con vari combustibili, quali l'olio vegetale appunto. A piena potenza il consumo di olio vegetale di una turbina da 30 kW è di circa 11 l/h, corrispondente ad un rendimento elettrico del 27% circa. Si tratta di un'applicazione particolarmente indicata per serre, piccole farm, agriturismi eccetera, in quanto presenta numerosi e specifici vantaggi economici proprio per il comparto agricolo. Produrre sul posto energia elettrica e calore sufficienti per l'approvvigionamento di un'azienda di piccole e medie dimensioni significa ridurre le emissioni, abbattere i costi ed esplorare così nuove opportunità di reddito, grazie anche ai numerosi incentivi di cui possono beneficiare gli impianti di cogenerazione alimentati con olio vegetale, tra cui i Certificati Verdi. A olio vegetale puro
Fotovoltaico 9 2 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it a lezione di... antonello Greco nel numero precedente abbiamo investigato fra le norme alla ricerca del significato delle definizioni di impianto fotovoltaico e della potenza nominale, effettiva, prodotta dall'impianto fotovoltaico. Prima di proseguire con gli altri dati caratteristici riportati nelle targhe dei moduli fotovoltaici facciamo un passo indietro e ripercorriamo alcune definizioni base. Mi riferisco in particolare alle definizioni di modulo, pannello e stringa fotovoltaica, origine di molti errori. Ebbene, molti sapranno che il modulo fotovoltaico è l'insieme più piccolo delle celle fotovoltaiche. normalmente si ci riferisce ai moduli fotovoltaici in corrente continua, ma esistono anche alcuni moduli fotovoltaici in corrente alternata, caratterizzati cioè dalla presenza dell'inverter integrato nel modulo stesso tale da garantire, quindi, la produzione di energia elettrica esclusivamente in corrente alternata. Si parla invece di pannello fotovoltaico per descrivere un gruppo di moduli fotovoltaici preassemblati, fissati meccanicamente insieme e collegati elettricamente; l'insieme di moduli fotovoltaici collegati elettricamente in serie costituisce la stringa fotovoltaica. La schiera fotovoltaica rappresenta il complesso, integrato meccanicamente e collegato elettricamente, dei moduli fotovoltaici, dei pannelli fotovoltaici e delle relative strutture di supporto. Ciò premesso, ricordiamo che fra i dati caratteristici riportati nella targhetta descrittiva dei moduli fotovoltaici compaiono alcuni dati, fra i quali: • il nome del costruttore; • la designazione di tipo; • la potenza nominale, Pm (di cui abbiamo già parlato); • la potenza minima garantita o tolleranza % di produzione (di cui abbiamo già parlato); • la tensione alla massima potenza, Vm; • la corrente alla massima potenza, Im; • la tensione a vuoto, Voc; • la corrente di cortocircuito, Isc; • la tensione massima ammessa per il sistema in cui viene inserito il modulo; • la temperatura nominale di lavoro della cella, noct; • la presenza di eventuali certificazioni. Voc ARRAY = Voc MOD ∙ M Il terzo valore indicato nei dati di targa è quello della tensione massima ammessa per il sistema in cui viene inserito il modulo. In questo caso, la norma si riferisce al valore della tensione massima di sistema (dall'inglese maximum system voltage) ammessa dal modulo fotovoltaico, verificata nel corso della prova di isolamento per la qualifica del progetto e l'omologazione di tipo del modulo (norme Cei En 61215, Cei En 61646). La norma, però, ci parla di altri valori importanti per scegliere un modulo fotovoltaico e progettare il relativo sistema. Fra questi ricordiamo il valore della tensione nominale, ovvero della tensione al punto di massima potenza, come imposto dalla funzione Mppt dell'inverter a cui è collegato il dispositivo fotovoltaico (modulo fotovoltaico, stringa fotovoltaica, generatore fotovoltaico). Con riferimento ai valori delle correnti indicate nella targa troviamo la corrente alla massima potenza e la corrente di cortocircuito. La prima si riferisce al valore della corrente massima in condizioni di prova normalizzate misurata ai terminali di un dispositivo fotovoltaico, nel punto di massima potenza e nelle condizioni di prova normalizzate. La seconda, invece, è riferita al valore della corrente misurata ai terminali del dispositivo fotovoltaico in cortocircuito nelle condizioni di prova normalizzate. Concludiamo precisando che fra i dati caratteristici che troviamo nelle targhe dei moduli fotovoltaici troviamo il valore della temperatura nominale di una cella fotovoltaica, definita dalle norme come valore della temperatura media di equilibrio di giunzione di una cella solare all'interno di un modulo posto nelle condizioni di riferimento (irraggiamento = 800 W/m2, temperatura ambiente = 20 °C, velocità del vento = 1 m/s), a circuito elettrico aperto, installato su un telaio in modo che a mezzogiorno solare i raggi incidano normalmente sulla sua superficie esposta. La sigla è noct. Altri dati caratteristici come il tipo di cella fotovoltaica e il relativo materiale, le dimensioni esterne, lo spessore e il peso, i coefficienti di temperatura di Isc e Voc, il tipo di cornice, di rivestimento frontale e scatola di giunzione sono invece contenuti nel foglio-dati. In questo secondo numero ci occupiamo delle tensioni presenti nella targhetta e delle relative definizioni. Il primo valore indicato nella targa è quello dalla tensione alla massima potenza, ovvero della tensione alla massima potenza di un dispositivo fotovoltaico in condizioni di prova normalizzate che troviamo indicata con la sigla Vm. Essa descrive la tensione ai terminali del dispositivo fotovoltaico, nel punto di massima potenza (Mpp), in condizioni di prova normalizzate (Stc), ottenuta appunto al variare dell'irraggiamento solare e della temperatura mediante l'inseguitore di massima potenza inserito nell'inverter. Questo valore rappresenta il valore nominale del dispositivo fotovoltaico, ovvero della tensione al punto di massima potenza, come imposto dalla funzione Mppt dell'inverter a cui è collegato il dispositivo fotovoltaico (modulo, stringa, generatore…). Il valore della tensione massima che può raggiungere un generatore fotovoltaico, invece, sarà dato dalla somma delle tensioni a vuoto Voc dei moduli fotovoltaici collegati tra loro in serie alla temperatura ambiente minima considerata nel progetto. Veniamo dunque al secondo valore di tensione presente nella targa, ovvero alla tensione a vuoto. Essa si riferisce al valore della tensione misurata a circuito aperto in condizioni di prova normalizzate, ed è indicata con la sigla Voc. Si parlerà invece di tensione a vuoto del generatore fotovoltaico in condizioni di prova standard (Voc ARRAY) per definire il prodotto fra la tensione a vuoto del singolo modulo fotovoltaico e il numero di moduli in serie che compongono la singola stringa del generatore fotovoltaico. La tensione a vuoto del generatore fotovoltaico alle condizioni di prova standard e misurata in condizioni di circuito aperto e alle condizioni di prova standard sarà dunque il prodotto:
Fattoria ecologica Solarsense UK ha messo in funzione la più grande centrale fotovoltaica privata in territorio britannico. L'impianto, di potenza pari a 200 kW, è stato realizzato per la Worthy Farm di Glastonbury, nel sud dell'Inghilterra. Oltre ad allevare bovini, la fattoria ospita un festival musicale all'aperto, che dal 1970 richiama ogni anno circa 200.000 persone. Nell'impianto fotovoltaico di Glastonbury due inverter centralizzati SolarMax Serie TS convertono la corrente continua generata da oltre 1.100 moduli solari in corrente alternata. La resa dell'impianto è sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di una quarantina di abitazioni risparmiando, nello stesso tempo, circa 100 tonnellate di anidride carbonica l'anno. È stato installato anche il data logger MaxWeb xp, che funziona via Internet e che invia un sms d'allarme in caso di guasti o altre irregolarità all'impianto. Per l'ambiente Daikin, Danone, Ebay, Edreams, Emergency, Fujits-Siemens, Fattoria Scaldasole, Cannamela, Ibm, Mellin, Monticello Spa, Redbull, Ri.Eco, Roche, Scavolini e Swiss Post sono alcune delle aziende italiane che hanno scelto di alimentare le proprie attività con LifeGate Energy, la prima e unica energia rinnovabile a Impatto Zero. Questo ha evitato l'emissione in atmosfera di oltre 87.000 tonnellate di CO2 e la combustione di circa 100.000 barili di petrolio. LifeGate Energy è il primo operatore elettrico presente sul mercato che non è responsabile di emissioni di CO2. Tutte le emissioni di CO2 - dalla costruzione degli impianti al trasporto dei materiali e degli addetti, alle attività di produzione e vendita - vengono calcolate e compensate, attraverso il progetto Impatto Zero, contribuendo alla creazione e alla tutela di foreste in crescita in Italia e nel mondo.
3 2 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it Tecnologia CE del 23 aprile 2009 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, nota come direttiva Res, ha definito il “calore ambiente” contenuto nell'aria, acqua e terra come fonte rinnovabile. Le pompe di calore utilizzano questo calore ambiente per generare il comfort tutto l'anno all'interno degli edifici. Avere un Cop pari a 4 significa inoltre che solo il 25% dell'energia termica resa all'edificio proviene da energia elettrica, mentre il rimanente 75% proviene da fonti rinnovabili. 4) Energia Rinnovabile dal 75 al 100%. nel caso in cui la pompa di calore sia abbinata ad un sistema solare fotovoltaico in grado di generare una quota di elettricità pari al 25% dell'energia resa dalla pompa di calore (a titolo esemplificativo, consideriamo un Cop medio stagionale pari a 4: valore molto comune per i sistemi Clivet), il sistema di climatizzazione diventa al 100% a energia rinnovabile. 5) Riduzione delle emissioni di CO2. I sistemi in pompa di calore non utilizzano risorse fossili quali gas naturale o gasolio, pertanto non producono CO2 dirette sul luogo d'installazione. Anche considerando la CO2 equivalente generata dal produttore di energia elettrica, sempre secondo il rendimento nazionale dello 0,46, le emissioni indirette di CO2 sono mediamente nell'ordine del -45% rispetto ai sistemi a combustione. i piLAstri deL sistemA Analizziamo ora il sistema ElfoSystemGaia di Clivet. Il cuore è la pompa di calore, che produce l'energia termica e frigorifera necessaria a soddisfare le esigenze di riscaldamento, raffreddamento, produzione di acqua calda sanitaria, sfruttando l'energia solare indiretta contenuta in acqua, aria o terra. La qualità dell'aria è affidata a sistemi di rinnovo e purificazione, che rivestono un ruolo fondamentale in termini di comfort ed igienicità. L'isolamento della casa - indispensabile per ridurre la dispersione di calore - provoca il ristagno dell'aria, con conseguente permanenza di agenti inquinanti all'interno delle mura domestiche. Sono molteplici i fattori che concorrono a questo inquinamento, quali ad esempio il radon, le emissioni dei materiali utilizzati per gli arredi, le emissioni degli strumenti elettronici, l'umidità, il rilascio nell'ambiente di agenti batterici di persone e animali domestici. A questa situazione è associata la possibilità di rischi anche per la salute. Sono documentati, infatti, dalla comunità scientifica sia malesseri legati alla concentrazione troppo elevata negli ambienti di composti organici volatili (Voc) di natura biogenica e antropogenica, sia l'aumentato rischio di allergie, una delle malattie del nostro tempo riconosciute dall'Oms alla quale sono maggiormente esposti i bambini. Peraltro, fattori quali il fumo passivo e il radon (un gas radioattivo pericoloso in concentrazione elevata) si rivelano altrettanto dannosi. non da ultimo, il microclima ambientale influisce anche sullo stato di salubrità generale dell'edificio stesso: la condensazione, causata dal ristagno del vapore, provoca una degradazione dei materiali d'arredo, mentre la presenza di muffe è spesso riconducibile agli sbalzi termici e a pareti fredde. Il ricambio dell'aria attraverso l'apertura delle L'impiego delle pompe di calore può dare un considerevole contributo all'Italia nel rispettare l'impegno di portare al 20% la produzione di energia da fonti rinnovabili. Un recente studio eseguito dal Gruppo Italiano Pompe di Calore (in seno ad Anima Coaer - Libro Bianco sulle Pompe di Calore) dopo una analisi sia della tecnologia disponibile che dell'efficienza del sistema elettrico nazionale riporta infatti come risultato che se da qui al 2020 per ipotesi si riuscisse ad avere un parco installato composto per un 30% da impianti a pompa di calore, le pompe di calore consentirebbero da sole di rispettare l'impegno che l'Italia ha di utilizzo di energie rinnovabili nel 2020. Obiettivo 20-20-20 In alto: impianto con collettori orizzontali (fonte: Clivet) Sopra: impianto con collettori verticali (fonte: Clivet)
1 n .2 | a pr ile /g iu gn o 20 11 | w w w .g ui da ri nn ov ab ili .it econews CasaClima Work&Life Caldaie quattro stelle Il massimo comfort con il minore dispendio di energia. Tutto certificato con quattro stelle di rendimento secondo 92/42 Cee. La serie ecoBlock plus a marchio Vaillant ottiene, così, il migliore piazzamento nella categoria caldaie murali a condensazione per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. La gamma è articolata in 3 potenze, con la possibilità di scegliere tra modelli con produzione combinata di acqua calda o solo riscaldamento, con l'eventuale abbinamento di un bollitore ad accumulo. Quanto alle prestazioni: risparmi di combustibile fino al 30%, rendimento pari al 106% (quattro stelle, come detto, secondo 92/42 Cee), basse emissioni di NOx e COx (classe 5 secondo EN 677), certificazione Angelo Azzurro, scarico fumi fino a 45 metri di lunghezza, erogazione di acqua calda senza tempi di attesa, comfort acqua calda tre stelle (secondo EN 13203, solo ecoBlock plus Vmw) e termoregolazione incorporabile. Inoltre, le caldaie serie plus sono perfettamente integrabili ai sistemi a energia solare: infatti, abbinandole a un bollitore solare ad alta efficienza, è possibile un utilizzo contemporaneo sempre alla giusta temperatura. Solare in Arizona Suntech Power Holdings e Zachry Holdings, società statunitense di riferimento nel settore Epc, hanno annunciato di essere state scelte da Sempra Generation per la progettazione e la costruzione dell'impianto Mesquite Solar 1 in Arizona. L'elettricità rinnovabile generata da Mesquite Solar 1 sarà venduta a Pacific Gas & Electric nell'ambito di un contratto ventennale per l'acquisto di energia per 150 MW (soggetto all'approvazione della California Public Utilities Commission). Mesquite Solar 1 è progettata per generare oltre 350.000 MWh annui di elettricità, una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di circa 50.000 abitazioni. L'energia pulita prodotta potrebbe compensare emissioni di carbonio per circa 200.000 tonnellate l'anno, che equivarrebbe a togliere dalla strada 40.000 auto oppure piantare 20 milioni di alberi. Zachry supervisionerà l'installazione e l'integrazione di oltre 800.000 pannelli solari policristallini di Suntech. La costruzione di Mesquite Solar 1 dovrebbe iniziare a metà 2011 e terminare entro il 2013, creando oltre 200 posti di lavoro nel territorio per le attività di costruzione e installazione. Alla sesta edizione di Klimahouse (Fiera Bolzano, 27-30 gennaio), è stata presentata la nuova certificazione di sostenibilità “CasaClima Work&Life” e consegnata la prima precertificazione per il progetto Salewa International Headquarter di Bolzano (Cino Zucchi Architetti & Park Associati). Il nuovo Headquarter Salewa (fine lavori entro giugno 2011), azienda che produce prodotti e attrezzature per l'alpinismo, consiste in una struttura ampia e articolata: oltre al reparto R&S un asilo nido, uno spazio fitness e una palestra di roccia per le arrampicate della superficie di 2mila m2, con uno spazio destinato a ospitare anche eventi. In più, un parco pubblico e un bistrot. La nuova certificazione si basa sui tre pilastri della sostenibilità: ecologia, economia e aspetti socioculturali, declinati in Work&Life nei concetti di Natura, Vita e Trasparenza. L'area “Natura” analizza le prestazioni della struttura in termini di salvaguardia dell'ambiente e delle risorse (efficienza energetica, gestione dei rifiuti e della mobilità, efficienza delle installazioni idrauliche e dei sistemi di recupero e smaltimento delle acque); l'area “Vita” controlla il rapporto della struttura con il livello di benessere di chi la vive (comfort acustico e luminoso, qualità degli spazi interni in base, ad esempio, alla concentrazione di inquinanti nelle aree di lavoro); l'area “Trasparenza” valuta gli aspetti legati a costi e qualità, nella fase sia di progetto che di gestione, con grande attenzione alla durabilità della costruzione e ai margini di miglioramento e flessibilità energetica.
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